La rigenerazione culturale e territoriale del centro storico di Monte Sant’Angelo

FestAmbienteSud riprende, con la sua XIV^ Edizione 2018, il discorso sulla Rigenerazione Urbana Sostenibile, attraverso il Corso  di tecnici e progettisti, nonché di educatori, docenti, operatori culturali, sociologi e psicologi,  riguardante la Summer School, avendo come tema la Rigenerazione Urbana Sostenibile, del Centro storico di Monte Sant’angelo. Il Corso, tenutosi dal 26-29 LUGLIO 2018, ha interessato più di venti   giovani, architetti ed ingegneri,  provenienti da ogni parte d’Italia, con insegnanti di varie università,  fra cui Immacolata Aulisa, storica docente Università di Bari, che ha parlato del rapporto fra il Santuario micaelico e la comunità locale; Angela Barbanente, urbanista, docente Politecnico di Bari, che ha parlato del Piano Paesaggistico e Territoriale della Regione Puglia; Laura Marchetti, antropologa, docente Università di Foggia su: Lo spazio come elemento di vita comunitaria; Sergio Salvatore, psicologo, docente Università del Salento, su: L’analisi degli aspetti psicologici, con riferimento alla Rigenerazione Urbana. Inoltre molto interessanti sono stati i contributi di Franco Fidanza, docente di statistica alla Lumsa di Taranto, su: I dati statistici riguardante la Capitanata e di  Silvano Vergura, docente al Politecnico di Bari, su Smart Community, proposte ed obiettivi delle City Smart. Tuttavia durante l’intero Corso, anche attraverso  Laboratori transdisciplinari di progettazione, si è parlato di Rigenerazione territoriale come “un processo complesso che va affrontato in maniera transdisciplinare, integrando l’ottica della progettazione edilizia e urbana con quella della cura delle dinamiche sociali ed educative che possano innescare il cambiamento nelle comunità attraverso processi di cittadinanza”.

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 Complesso Scolastico ex ITIS, con veduta delle antiche mura di età normanna.

Inoltre i Laboratori hanno messo in evidenza la formazione dei corsisti, nonché quello di  far acquisire ai corsisti una metodologia di lettura e azione progettuale integrata trasferibile in vari contesti per rigenerare le comunità e ridare senso e valore ai luoghi che esse abitano. Del resto, secondo Carlo Patrizio,  la Summer School si orienta proprio all’acquisizione di una metodologia di lavoro condivisa di tipo transdisciplinare e multiscalare che lavori su una idea di Piano integrato di rigenerazione urbana che metta sullo stesso piano gli aspetti materiali e le prospettive immateriali della "civitas" contemporanea, passando da un approccio di "Piano" a quello di "Processo", in cui diverse figure professionali convergono in una progettualità capace di generare il benessere delle persone e sostenibilità ambientale. Infatti la metodologia di lavoro è stata improntata alla didattica laboratoriale su diversi casi reali, fra cui  l’attuale Scuola del Liceo Scientifico,  ex Istituto ITIS di Monte Sant’Angelo, e il complesso urbano dell’ex Cinema Piemontese, con le sue strutture di ordine storico-culturale, oltre che di ordine sociale. Del resto, durante la fase conclusiva del Corso,  è stato ribadito, anche dall’assessore all’Urbanistica, Michele Fusilli, che i Progetti di Rigenerazione Urbana Sostenibile, oltre ad avere funzione di recupero e di valorizzazione architettonico-urbanistica, debbano avere innanzitutto una funzione sociale e quindi culturale. In questo senso, infatti, va il Progetto comunale riguardante la Rigenerazione Urbana  a livello regionale. Vanessa Pallucchi, responsabile di Legambiente Scuola e Formazione, ha tenuto a sottolineare che in qualsiasi Progetto che si va a presentare, l’elemento fondamentale è il ruolo della comunità locale, come espressione di valori comuni, ma soprattutto come espressione dei luoghi in cui abitano e che vengono considerati come “beni comuni”. Inoltre ogni Progetto è legato non solo alla governance territoriale, ma soprattutto agli obiettivi e finalità che ogni Piano deve avere, in maniera tale da fa cambiare il modo di vita delle persone, al fine di raggiungere un diffuso benessere individuale e collettivo. In questo senso il Corso ha avuto come fine l’acquisizione di una metodologia, vista secondo una visione multidisciplinare, in riferimento alla lettura del mondo, ma soprattutto all’acquisizione  di una diretta conoscenza del territorio, su cui si va ad operare. Quindi il Corso, secondo Carlo Patrizio, ha avuto come obiettivo la formazione culturale dei corsisti sul tema della Rigenerazione Urbana, vista attraverso le esperienze  personali, ma anche secondo le ultime acquisizioni in campo di Rigenerazione Urbana Sostenibile. Per questo durante l’intero Corso i docenti e i partecipanti si sono posti varie domande e vari quesiti, riguardante non solo la città e quindi il Centro storico di Monte Sant’Angelo, ma soprattutto il territorio circostante, da cui bisogna partire per avere una visione di insieme dell’intero contesto socio-economico, oltre che culturale. In questo senno non bisogna solo soffermarsi sulla storia religiosa del nostro santuario, ma avere una visione di insieme  dell’intero contesto territoriale, con un’analisi antropologica di esso. In questo senso la Rigenerazione Urbana è trans-disciplinare, in cui  fanno parte non solo i docenti architetti e ingegneri, ma anche il mondo della Scuola, le Associazioni, gli Enti pubblici e  privati, le categorie economiche e commerciali, ecc. A tale proposito  a Castel del Monte, nel mese di Settembre, si terrà un Convegno Internazionale su: La Rigenerazione sociale del territorio, a cui parteciperà lo stesso Carlo Patrizio, riportando le proprie esperienze riguardanti le due Edizioni di FestAmbienteSud, 2016-2018. Purtroppo, a detta dell’Assessore all’Urbanistica, Michele Fusilli e  dall’Assessore al Bilancio, Generoso Rignanese, molti Progetti riguardanti la Rigenerazione Urbana, hanno  dei tempi molto lunghi, per quanto riguarda i risultati reali. Inoltre il tutto viene spesso frenato dalla mancanza di disponibilità finanziaria, per cui il tutto viene condizionato da fattori esterni, esogeni ed endogeni, legati alle ristrettezze dei bilanci comunali e regionali.  Tuttavia bisogna avere sempre una visione lungimirante del vivere comune, senza lasciarsi prendere dalla sfiducia e dal pessimismo.

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Cinema Piemontese con Torrione di età Aragonese.

Così come pieno di vitalità e di realismo è il Progetto finale presentato dai corsisti, che va sotto la comune denominazione di: Monte di Vita. Tutti per lo Junno, Junno per tutti, in cui si enumerano gli obiettivi generali del Progetto, quelli specifici, le strategie, le azioni e gli interventi. Un unico obiettivo fondamentale che è quello di Abitare lo Junno, con vari interventi di ordine socio-economico, oltre che architettonico-urbanistico.  Infine il Piano si completa di varie modalità di valorizzazione, con offerte commerciali, oltre che sociali. In tutto questo  è fondamentale il ruolo della comunità e quindi dei cittadini, che secondo il Piano, sono gli attori principali di ogni progresso e di ogni sviluppo locale. In questo modo si attua il principio dell’Abitare lo Junno e quindi il Centro storico di Monte Sant’Angelo, creando così le premesse per un processo di integrazione fra il passato e il presente, fra la città storica e la città consolidata, fra ciò che la storia e la cultura ci hanno lasciato e le numerose esigenze del presente, per creare le premesse per un proficuo avvenire.  Purtroppo negli ultimi anni, il continuo consumo di suolo e il crescente protagonismo della finanziarizzazione dell’economia urbana ha decretato la morte dei centri storici, e quindi anche del nostro, a favore di una espansione disordinata dell’esistente (vedi la zona Galluccio), tanto da creare delle zone estese di periferie, con  vari problemi di integrazione con la città storica. Il tutto all’insegna della perdita delle proprie radici e della propria identità culturale. Con la Rigenerazione Urbana Sostenibile, quindi, si vuole riprendere e rendere vitale il legame perduto, in modo tale di  dare attuazione al piano urbanistico generale con approccio metodologico innovativo, integrato, strategico e partecipato, capace di superare i limiti della pianificazione novecentesca. In altre parole  la lettura del territorio come un sistema ad alta complessità, che ha al suo interno gli obiettivi e le finalità intrinseche della Rigenerazione Urbana Sostenibile, secondo una nuova metodologia ben evidenziata nelle due Edizioni della Summer School di FestAmbienteSud, diretta dal nostro concittadino Franco Salcuni. In altre parole “far convergere nello stesso atto progettuale istanze ecologiche, ambientali, socio-economiche, educative, culturali, identitarie, abitative, di sviluppo locale, di ergonomia urbana al fine di  attraversare i confini di un sapere pluridisciplinare con una più efficace mescolanza di paradigmi progettuali differenti e un’inedita sensibilità professionale, che possa declinarsi in processi di innovazione e cambiamento”.

GIUSEPPE PIEMONTESE, Società di Storia Patria per la Puglia

 

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