Corsie ingolfate ai Riuniti di Foggia. Degenti e utenti in Chirurgia Ospedaliera come birilli da un reparto all’altro

Al Policlinico Riunti di Foggia ritornano i disagi, quelli da tempo oggetto di lamentele a mezzo stampa da dipendenti e soprattutto degenti e loro familiari. Una situazione che nello specifico va avanti dalla seconda decade di agosto.

Da quanto ci è stato riferito da interni ed esterni, e verificato in loco, molte persone lamentano un alto grado di disordine nella gestione delle deambulazioni. Nel merito, barelle con degenti nelle corsie, letti “in più” nelle singole stanze, insomma confusione tra degenti e utenti.

Si tenga presente che siamo ancora in piena emergenza sanitaria, e la disciplina dell’ordine dovrebbe regnare sovrana laddove c’è ancora differenziazione tra corsie pulite e sporche, che per fortuna è in essere.

Tuttavia, nel reparto di Chirurgia Ospedaliera degenti e chi utilizza la struttura per visite diagnostiche sono continuamente dirottati in altri reparti, in particolare in quello del secondo piano della struttura maternità dove sono ubicati i reparti specializzati per colonscopia e gastroscopia. Una situazione che sta generando, purtroppo, disagi per corsie ingolfate con degenti e utenti sottoposti a lunghe attese e anche spostati come birilli da un reparto all’altro. Un problema in essere dal mese di agosto, precisamente dal 21, quando un solaio del controsoffitto del reparto di Endoscopia Digestiva è ceduto, obbligando, di fatto, la Direzione Sanitaria a dirottare i degenti nel reparto suindicato per gli specifici esami endoscopici, unico ad aver il macchinario preposto. Mentre, da quanto ci è stato detto da fonti interne, per gli utenti, quelli esterni, gli esami sarebbero svoti al quarto piano del plesso maternità dove c’è la struttura di Chirurgia Universitaria, anch’essa fornita del macchinario prima detto.

Da quanto si legge nelle righe della disposizione del Direttore Sanitario (vedi foto), la scelta forzata doveva essere temporanea –“Tanto fino a nuova diversa indicazione”-. Oggi è ancora così e i disagi, oltre a non mancare, sono oggetto di lamentele, le stesse che chiedono come mai non si è proceduto a trasferire il reparto “temporaneamente chiuso”  in quello nuovo, che dovrebbe (il condizionale ora è d’obbligo) sorgere frontalmente la maternità, ormai da anni in attesa di termine dei lavori.

Si attendono spiegazioni da parte della Direzione Sanitaria cui daremo spazio, per comprendere la situazione in atto, come è gestita e come verrà “normalizzata”, per fornire alla comunità un servizio utile di informazione. Si attende anche la voce delle sigle sindacali.

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