«Il mega impianto di trattamento rifiuti di Macchia» La Lettera Aperta di Donato Troiano a Matteo Ciuffreda e le riflessioni di Matteo Notarangelo

Riceviamo e pubblichiamo con relative risposte e riflessioni, pubblicate sulla pagina facebook di Donato Troiano

Donato Troiano

«Carissimo Matteo,
ho scelto la forma della lettera aperta e non dell’articolo giornalistico o del comunicato politico, data la nostra comune esperienza amministrativa e politica.
Mi ha fatto piacere leggere sulle pagine del Giornale di Monte che, dopo il mio articolo del 20 marzo 2021 sull’insediamento di un mega impianto di trattamento dei rifiuti urbani nella Piana di Macchia a ridosso di Manfredonia, avevi preparato un tuo intervento di allarme, che non avrei esitato a definire autorevole.
Tuttavia, allo stesso modo sono rimasto sorpreso e perplesso, quando scorrendo le tue parole ho appreso che la confidenza di “un fidato consigliere” ti ha rassicurato “che trattasi di un allarme assolutamente ingiustificato e che tutta la documentazione concernente l’insediamento con gli allegati di fattibilità ambientale e di tutela della salute è stata data ai rappresentanti del Comune di Manfredonia, così come sono state date assicurazioni ai concittadini di Macchia”.
Andando oltre nella lettura, meno male, quest’altra tua frase è balzata ai miei occhi: “Basta questa assicurazione? Spero di sì”. E, in un baleno, la certezza della verità di una confidenza del tutto privata si è naturalmente trasformata in speranza, in una sorta di augurio, poiché queste problematiche e scelte strategiche pubbliche si chiariscono con atti e comunicazioni ufficiali, istituzionali.
Carissimo Matteo,
hai nel contempo sapientemente notato che, dopo il mio articolo del marzo scorso, “nessuna smentita vi era stata da parte di qualsivoglia istituzione”. Immagino che in quel momento ti sia posto una serie di domande.
Ha qualcosa da nascondere il Sindaco D’Arienzo se non informa la cittadinanza su un problema di sviluppo così rilevante?
Perché il Sindaco ha candidato l’area dell’ex Enichem per accogliere questo mega impianto di trattamento dei rifiuti, sostituendosi al Consorzio ASI che ha competenza su quelle aree?
Perché il Sindaco, in una chiarissima attività di programmazione, non ha coinvolto il Consiglio Comunale, assumendo illegittimamente i suoi poteri? Tutta la procedura, compresa quella che attiene alla Regione Puglia, in un ipotetico giudizio davanti al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) non potrebbe essere dichiarata viziata da illegittimità?
Il Sindaco D’Arienzo ha ricevuto da qualcuno “l’ordine” di concorrere alla modifica del Regolamento approvato dall’ASI nel 2010 e di candidare quell’area?
Perché il Presidente del Consiglio comunale Giovanni Vergura si è lasciato scavalcare dal Sindaco nelle sue prerogative istituzionali? Forse mira ad entrare nelle grazie dell’attuale “deus ex machina” in vista delle elezioni amministrative del 2022?
E ancora. E’ corretto, se fosse fondata la confidenza del “fidato consigliere”, informare i rappresentanti del Comune di Manfredonia e, invece, tenere completamente all’oscuro i propri cittadini?
“Come sono state date assicurazioni ai concittadini di Macchia”? Casa per casa? In quale circostanza e luogo, considerato che la Giunta D’Arienzo non ha proceduto neanche alla costituzione del Consiglio di Frazione?
Perché l’ex Presidente dell’ASI Angelo Riccardi, mediante il voto dell’Assemblea consortile, ha annullato nel 2018 le clausole di salvaguardia predisposte e approvate nel 2010 dall’allora Presidente dell’ASI Franco Mastroluca?
Carissimo Matteo,
sono convinto che anche tu ritenga ineludibili queste domande, a cui il Sindaco non può continuare a sottrarsi.
Quanto a noi due, tu sai al pari di me che le nostre parole, che hanno purtroppo una certa influenza su una parte dell’opinione pubblica a causa del nostro comune passato di amministratori della cosa pubblica, non possono suonare come “musica leggera, anzi leggerissima”, poiché possono arrecare alle Comunità del nostro Comprensorio danni gravi, anzi gravissimi.
Ti saluto con grande affetto e stima smisurata».
 

Matteo Notarangelo

«Carissimi,
a voi la mia stima, ma a voi anche il mio richiamo.
Voi parlate e scrivete di cose pubbliche di una grande importanza per il territorio e per le generazioni future. Ebbene, si sappia che quanto accade non è un fatto privato, bensi pubblico.
La gravita di quanto si sta manifestando è politica: ancora una volta, si manifesta il volto autoritario, direi incivile, di chi nega i diritti fondamentali a una primitiva comunità.
Le scelte amministrative, che condizionano la vita di ogni singolo abitante, dovrebbero, in un luogo abitato anche da uomini primitivi, essere conosciute e condivise.
Qui, in questo comune, non è cosi. Queste pratiche sono possibili, perché il "nulla" istituzionale non considera che ogni cittadino è portatore di diritti oggettivi e soggettivi, fondamentali per la vita civile. Altro che legalità: negare la libera partecipazione alle scelte pubbliche è mafia!
Queste sono le conseguenze materiali che la Città paga per aver una classe dirigente scadente.
Di fronte a tanta ignoranza, che diventa arroganza, c'è bisogno dell' "appello al cielo" e liberarci della pochezza di governo.
Carissimi, vi ringrazio per i vostri contributi informativi, ma c'è bisogno di altro, aprire una grande discussione pubblica e bloccare i taciti accordi.
Carissimi, non dobbiamo fidarci del consigliere... ma conoscere e decidere in un modo civile, lasciando la mafiosita' negli anfratti della ragione.
Non possiamo aspettare che la nostra gente si ammali per riconoscere i pericoli e gli errori fatti da un gruppo di...».
 
Donato Troiano
 
«Matteo Notarangelo, sai bene che non è la mia una lettera privata. È, invece, il tentativo ripetuto di aprire un dibattito pubblico su queste problematiche rilevanti e sul futuro di questa nostra Comunità».
 
Matteo Notarangelo
 
«Apprezzo la tua sensibilità e il tuo senso civico.
Grazie».
 
 
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