CGIL-CISL-UIL FOGGIA: “Primi timidi segnali positivi per gli LSU ma la questione va risolta in sede ministeriale”

Sindacati confederali pronti alla mobilitazione 

 

“È stato definito un percorso istituzionale per la vertenza LSU rispetto al quale possiamo dirci moderatamente soddisfatti”.

Questo il giudizio di Maurizio Carmeno, Carla Costantino, Gianni Ricci, Segretari Generali di CGIL, CISL, UIL Foggia, al termine dell’incontro in Prefettura sui Lavoratori Socialmente Utili di Manfredonia, al quale hanno preso parte anche i tecnici della Regione Puglia, il Sindaco Angelo Riccardi e l’assessore comunale Innocenza Starace. Per le confederazioni hanno inoltre preso parte all’incontro Mario La Vecchia e Margherita Vitulano (Cgil), Leonardo Piacquaddio, Urbano Falcone, Giovanni Dalessandro, Ilaria Amoruso (Cisl), Enzo Pizzolo (Uil). 

“Cogliamo positivamente la stabilizzazione di 13 unità a partire dal 1 febbraio 2019 comunicata dal Sindaco Riccardi”, affermano Carmeno, Costantino e Ricci. 

Alla Regione è stata avanzata richiesta ufficiale di “verificare le disponibilità finanziarie per un eventuale incremento degli incentivi regionali per gli esodi. Attualmente la quota disponibile è di 15mila per ogni esodo. Nel caso in cui si dovesse arrivare ad un buon aumento della cifra, una parte considerevole della platea storica di 147 LSU potrebbe essere interessata agli esodi”.

L’altra questione posta sul tavolo è quella delle stabilizzazioni della quota rimanente di LSU. “Pur essendo disponibili le risorse finanziarie, il Comune di Manfredonia non è in grado di procedere alle assunzioni per i vincoli del Patto di Stabilità. Rispetto a questo tema, in piena sintonia con l’Amministrazione Comunale di Manfredonia, riteniamo indispensabile arrivare ad un confronto in sede ministeriale per capire se e come sarà possibile derogare i vincoli del Patto”, affermano i segretari generali di CGIL, CISL e UIL Foggia. 

Nelle prossime ore la Prefettura si farà carico di inviare una richiesta urgente di confronto al Ministero del Lavoro. 

“Non è la prima volta che chiediamo un confronto al Ministero. Se, ancora una volta, le nostre richieste dovessero essere disattese, siamo pronti a dare vita ad una grande mobilitazione a Roma e ad esperire ogni azione utile e legittima al fine di fare chiarezza su una vicenda che ormai si trascina sulla pelle di tanti lavoratori da oltre un ventennio”, concludono Carmeno, Costantino e Ricci. 

Le parti torneranno a incontrarsi in Prefettura il 5 febbraio. 

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