Giorgione (UIL FPL): “Non si possono amputare i reparti di chirurgia e ortopedia di Cerignola per l’emergenza COVID”

“Sanata la possibile criticità che si stava per produrre a San Severo, non è possibile pensare di “scaricare” le stesse criticità sul bacino di Cerignola”.

A dichiararlo Gino Giorgione, Segretario Generale UIL FPL Foggia che effettua una puntuale disamina della disposizione strategica firmata dal direttore sanitario Antonio Nigri e dal direttore Generale Vito Piazzolla dell’ASL di Capitanata: “Abbiamo letto con attenzione tanto il provvedimento dei vertici ASL, quanto i rilievi critici mossi dai direttori del Presidio Ospedaliero di Chirurgia a Cerignola, dr Vincenzo Murgolo e di Ortopedia a Cerignola, dr Giuseppe Puttilli e condividiamo tutte le loro preoccupazioni. Non possiamo pensare di accorpare le Unità Ospedaliere di Chirurgia e di Ortopedia di Cerignola con quelle di San Severo senza determinare enormi disagi. Le disattivazioni di Chirurgia e Ortopedia a Cerignola avrebbero come conseguenza il blocco di tutte le prestazioni chirurgiche ed ortopediche incluse urgenze ed emergenze. Un comprensorio piuttosto vasto che ha come punto di riferimento il nosocomio “Tatarella” (Stornara, Stornarella, Ortanova, Ordona, Carapelle, oltre a Cerignola ma anche Trinitapoli, San Ferdinando di Puglia, Margherita, Canosa di Puglia) si ritroverebbe sprovvisto di servizi essenziali. Senza considerare il disagio e il danno economico a lavoratori e utenti costretti a percorrere 70 chilometri per raggiungere l’ospedale di San Severo. Gestire con questa modalità operativa le emergenze chirurgiche diverrebbe insostenibile”.

Per il Segretario Generale della UIL FPL: “Pur comprendendo le necessità dettate dall’emergenza Coronavirus è indispensabile 

 garantire la possibilità di interventi chirurgici in emergenza a Cerignola. Né si può pensare di drenare risorse umane dalle UU.OO. di Cerignola già, purtroppo, ridotte all’osso”.

Di qui l’invito perentorio: “È importante improntare i provvedimenti amministrativi di questa congiuntura al massimo buon senso. Perché se è vero che la priorità è il Coronavirus non possiamo però pensare di lasciare sguarniti i territori di servizi fondamentali”.

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Enzo
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