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«Il tramonto d diritti irrinunciabili dei cittadini», La Rinascita Possibile rimprovera il sindaco di Monte Sant'Angelo

nota stampa del gruppo civico de La Rinascita Possibile.

«Ormai mancano pochi mesi alla conclusione della consiliatura iniziata nel giugno 2017. La grave crisi economica e la galoppante emorragia demografica sono le prime due cifre della gestione del Comune da parte del Sindaco d’Arienzo.

La spesa di ingenti risorse finanziarie in gran parte ereditate dalle precedenti Amministrazioni comunali e i fondi messi a disposizione dalla Regione Puglia non hanno affatto migliorato la situazione economica e sociale locale. Anzi, per certi versi essa si è ulteriormente aggravata. Infatti, molti lavoratori sono stati sospinti nella drammatica condizione di disoccupati per l’insipienza e l’insensibilità del Sindaco.

Anche sul piano istituzionale la situazione, che si è determinata negli ultimi cinque anni, è di una gravità sconosciuta per la nostra Comunità.

È nata, difatti, una vera e propria “dittatura comunale”. Non c’è più traccia della fisiologica dialettica tra maggioranza e minoranza. La legalità, l’imparzialità e la trasparenza hanno abbandonato il Palazzo di Città.

Il Sindaco d’Arienzo è diventato un esperto retore della mafia e della criminalità organizzata. Il suo richiamo continuo al fenomeno mafioso, che però non è accompagnato da alcuna denuncia circostanziata di episodi concreti e documentati, sta procurando alla nostra Città un danno incalcolabile.

Nessuno nega che a Monte ci siano fenomeni di criminalità, quale lo spaccio di droga, ma la eventuale scalata del Comune e delle sue risorse da parte della mafia va denunciata con riferimenti specifici, altrimenti si rischia di imprimere sulla carne viva di tutta la nostra Comunità uno stigma incancellabile, che non merita nel modo più assoluto.

Con maggiore intelligenza e senso di responsabilità Sindaci di altre realtà comunali, dove esistono uguali fenomeni di criminalità e di mafia, ogni giorno esaltano le risorse positive della propria Comunità e del proprio territorio. In tal senso esemplare ed encomiabile appare lo stile istituzionale del Sindaco di Vieste.

Il comportamento del Sindaco d’Arienzo, invece, sta mettendo a dura prova la nostra Comunità. Ormai in Città c’è un clima di tensione; sempre meno numerose sono le persone che possono esprimere con serenità il proprio pensiero critico; molti cittadini stanno rinunciando a chiedere ai nostri amministratori pubblici il rispetto dei propri diritti per timore di denunce.

Inoltre, nella nostra Città si sta verificando ancora qualcosa di più grave: il tramonto del principio costituzionale della responsabilità penale personale, per cui nessuno si sente più al sicuro.

Da questa situazione si può uscire attraverso un confronto pubblico su queste problematiche, in attesa che le elezioni amministrative dell’anno prossimo mandino via il Sindaco d’Arienzo e la sua maggioranza ormai in frantumi e allo sbando».

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