Consiglio straordinario monotematico sulla Capitanata. Avviati i lavori dalla presidente Capone

La presidente del Consiglio regionale, Loredana Capone, ha aperto i lavori del Consiglio straordinario monotematico sulla Capitanata.

Prima di entrare nel vivo del dibattito la presidente ha ricordato Ernesto Abaterusso, ex consigliere regionale e parlamentare, scomparso nei giorni scorsi.

Il Consiglio ha inoltre provveduto alla surroga del consigliere Vito De Palma, eletto parlamentare nell'ultima tornata elettorale con il forzista Di Cuia.

Al Consiglio monotematico partecipano, fra gli altri, per il Governo nazionale il vice ministro alla Giustizia, Francesco Paolo Sisto, parlamentari, Autorità , rappresentanti delle Organizzazioni sindacali ed in Sindaci delle comunità della Capitanata.

In apertura l'intervento della presidente Capone. Ecco il testo: "

Care colleghe e cari colleghi consiglieri, gentili viceministro, signori parlamentari, sig. Prefetto, sig. Procuratore, sig. Questore, sig. Presidente della Provincia, signori sindaci,

innanzitutto lasciatemi ringraziare i consiglieri foggiani per aver richiesto questo Consiglio monotematico straordinario, sarà certamente proficuo per quest’Assise approfondire tutti i temi che riguardano la Capitanata e individuare le priorità di azione per far sì che questa meravigliosa terra possa migliorare il benessere della propria popolazione.

Consentitemi di partire proprio da qui, dalla meraviglia, dalla bellezza.

Lo bellezza dei foggiani, di tutte le mani che in questi anni, prima da assessora allo Sviluppo economico e poi alla Cultura e il Turismo, ho stretto, degli occhi che ho avuto la fortuna di incontrare.

Dei piccoli imprenditori, ancora prima che dei grandi, perché ci hanno creduto e ci credono, giorno dopo giorno, perché alla paura hanno preferito il coraggio dell’onestà.

La bellezza dei bambini, che una mattina di pochi mesi fa ho visto sorridere e sorprendersi ad Accadìa mentre attraversavano i corridoi della loro prima grande biblioteca di comunità.

Della magistratura e delle forze dell’ordine, di tutte quelle donne e quegli uomini con nomi e cognomi, famiglie, figli, che rischiano la vita per salvare quella degli altri.

La bellezza dei borghi sui Monti Dauni, arroccati sugli speroni rocciosi sormontati da antiche fortezze, delle faggete vetuste del Parco nazionale del Gargano, patrimonio dell’Umanità insieme al santuario di San Michele Arcangelo a Monte Sant’Angelo.

Di Giuseppe Di Vittorio, Umberto Giordano, Renzo Arbore, Michele Placido.

Consentitemi di partire dalla bellezza perché la bellezza non è un esercizio accademico ma una questione politica nevralgica. Sono la terra e la sua gente l'unica cosa che rimane quando il resto si esaurisce. E tutte quelle vite spezzate dalla mafia, che abbiamo pianto e piangeremo, non lo sapevano ma erano semi. Possiamo immaginare un nuovo presente, possiamo costruire un futuro migliore, l’antidoto è investire sulla bellezza che già c’è e fare in modo che repressione faccia sempre rima con prevenzione.

La mafia non si combatte solo nei tribunali ma anche costruendo un tessuto sociale che resista alla sua capacità di penetrazione nelle istituzioni, nella società, nei quartieri. E allora noi oggi, qui, tutti insieme, dobbiamo sforzarci di mettere in campo quelle strategie che servono ad evitare che i figli dei mafiosi, le mogli, i vicini di casa, le persone che li incontrano per strada, o per qualsiasi altra ragione, possano anche solo pensare di imitare la loro condotta.

Certamente da questo Consiglio partirà la richiesta di incrementare le forze dell’ordine, perché come è emerso nella nostra Commissione criminalità “nel 2021 sono stati presi in forza 31 poliziotti a fronte di 65 tra pensionati e trasferimenti ad altre sedi, e nel 2022 andranno in pensione 60 poliziotti e ad oggi ne sono stati presi in forza solo 33”, ma contemporaneamente bisogna investire sulla scuola, sull’università. Molti studenti dopo questi due anni di pandemia hanno interrotto anzitempo il loro percorso scolastico e formativo. Il numero delle scuole comunali foggiane dell’infanzia è stato dimezzato perché non c’erano abbastanza iscrizioni. E invece, diceva Gesualdo Bufalino, “la mafia sarà vinta da un esercito di maestre elementari”.

Certamente da questo Consiglio emergerà l’esigenza, come segnalata dal Procuratore Vaccaro, di ripristinare i presidi giudiziari periferici soppressi, anche in virtù della difficoltà di collegamento tra i centri delle aree interne e le sedi dei Tribunali, ma contemporaneamente bisogna garantire al territorio foggiano infrastrutture viarie, ferroviarie e marittime, promuovere il superamento dei conflitti tra la Puglia e le Regioni confinanti per la gestione delle risorse idriche, così da favorire la programmazione di opere e servizi a carattere interregionale.

La lezione della storia ci ha insegnato che quando parliamo di criminalità non dobbiamo mai abbassare la guardia. Soprattutto in tempi difficili, segnati da difficoltà economiche e occupazionali, le organizzazioni criminali possono trovare nuovo terreno fertile e, come troppo spesso accade, le trame delle criminalità riescono a infiltrarsi anche in quei segmenti che dovrebbero fungere da argine, come le Istituzioni, ecco perché è fondamentale unire la società civile intorno ai valori della legalità, farli sentire protagonisti di una scommessa che si può vincere solo e soltanto insieme. Perché più della lotta repressiva serve una “lotta non repressiva contro le mafie”, diceva un caro amico della Puglia che oggi voglio ricordare, Stefano Fumarulo, ispiratore di moltissime delle nostre azioni quotidiana.

Noi, donne e uomini pugliesi, rappresentanti delle Istituzioni, crediamo fortemente nella bellezza della Capitanata. La Regione Puglia sta investendo cospicue risorse su questo territorio provando a intervenire, laddove di propria competenza, per evitare che alcuni fenomeni continuino a proliferare, penso, per esempio, alle risorse del Pnrr destinate al “contrasto al caporalato e al superamento degli insediamenti abusivi”. E tante sono le cose già fatte: dalle biblioteche di comunità agli interventi per il rafforzamento delle imprese sociali, per la riqualificazione degli edifici scolastici, dei servizi e delle infrastrutture sociali e socio-educative, per la creazione e il consolidamento delle start up innovative, per il sostegno agli investimenti delle imprese turistiche.

Questa Regione ha saputo affrontare e sconfiggere negli anni 90 la presenza mafiosa grazie a una innovativa alleanza tra magistratura, forze dello Stato, Istituzioni e mondo dell’associazionismo, e il Presidente Emiliano è stato testimone e protagonista di quella stagione.

È necessario che lo spirito di quella stagione, rinnovata e allineata alle peculiarità del nostro tempo, possa trovare spazio e affermarsi al più presto.

Il mio augurio, e al contempo il mio impegno, è che il Consiglio Straordinario di oggi possa essere l’appuntamento che darà il via a questi tempi nuovi, a sostegno dello sviluppo della Capitanata e di tutta la Puglia, e per l’affermazione della Legalità e della Giustizia”. 

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