La Cripta di San Magno ad Anagni | ph. Hernica Saxa
Dal 6 al 9 Marzo il press tour nel cuore dei luoghi dei Popoli Italici per conoscerli e scoprire. A Ferentino portato alla luce il Labirinto medievale, ma anche il Teatro Romano. Ma anche nei luoghi del Gran Tour e lungo il percorso di Marianna Dionigi, archeologa di fine ‘700, e poi opere di ingegneria romana o ancora Mura costruite ben 1000 anni prima di Roma, poi la Cattedrale dei Papi, le cripte ipogee, i musei e i siti archeologici del periodo protostorico, musei ipogei.
“Ad Anagni c’è la Cappella Sistina del Medioevo! Il monumento simbolo di Anagni è la Cattedrale di Santa Maria importanti fatti storici, la scomunica dell’imperatore Federico Barbarossa e la canonizzazione di Santa Chiara. Al suo interno si trova la celebre Cripta di San Magno, definita la Cappella Sistina del Medioevo per i suoi straordinari cicli di affreschi, tra i più importanti d’Europa per qualità e stato di conservazione. La Cripta risale allo stesso periodo della Cattedrale e dunque tra il 1072 e il 1104, con ben 12 colonne, 21 volte, tutte decorate da un ciclo pittorico di eccezionale bellezza che racconta la storia della salvezza dell’uomo, dalla sua creazione fino alla fine dei tempi. Gli affreschi sono attribuiti a tre botteghe di artisti anonimi conosciuti come Primo Maestro di Anagni o Maestro Ornatista e Terzo Maestro di Anagni. I lavori di affreso si collocano tra il finire del XII secolo e la prima metà del XIII sec. In queste volte è illustrata la Creazione del Cosmo e delle sue componenti fisiche. Ad esempio nella prima volta si trova la rappresentazione del Firmamento con i segni zodiacali. La seconda volta è la più celebre e rappresenta una rara Creazione filosofica – scientifica dell’uomo. Le volte affrescate sono ben 21 e la Cripta di San Magno rappresenta il vero gioiello del Lazio. Nella Cripta di San Magno è affrescato un maestoso Cristo Pantocratore. Nella quarta volta un disco con la croce gemmata è sorretto da quattro angeli, mentre la lapide posta al di sotto del Pantocratore testimonia il ritrovamento delle reliquie di San Magno durante i lavori di realizzazione dello stupendo pavimento cosmatesco della Cripta. Il ricco tappeto è assemblato con marmi. Fino alla volta 9 sono rappresentate le storie veterotestamentarie del popolo ebraico in lotta con i Filistei. Nella Cripta di San Magno è affrescata anche l’Apocalisse . Siamo dinanzi ad un grande capolavoro che la stampo la vedrà!”. Lo ha affermato Giuseppe Scandorcia storico dell’urbanistica del territorio.
Dalla Cripta di San Magno ai Palazzi papali, dalle Dimore Storiche al Museo Archeologico Ernico per un patrimonio culturale davvero da conoscere.
“Non si possono dimenticare però il Palazzo della Ragione e il Palazzo di Bonifacio VIII, straordinari esempi dell’architettura del XII e XIII secolo. Per lungo tempo leggenda storia e tradizione hanno accompagnato la fama di Anagni.
Situata nel cuore della Ciociaria e conosciuta come “La Città dei Papi” – ha affermato Giuseppe Scandorcia storico dell’urbanistica del territorio – per aver dato i natali a ben quattro pontefici, fu per secoli un importante centro politico e religioso del medioevo.
Guida spirituale della Lega Ernica di cui facevano parte le città di Alatri, Ferentino e Veroli fu definita da Virgilio nell’Eneide “Ernica saxa colunt, quos dives Anagnia pascit”.
Da poco inaugurato il MAE, il Museo Archeologico Ernico di Anagni!
“Di recente è stato inaugurato il MAE, il Museo Archeologico Ernico, con sede ad Anagni, un museo di fondamentale importanza per il territorio ernico, non soltanto per la città di Anagni. Attualmente è aperta la prima sezione, il cui allestimento è stato curato dal Dipartimento di Scienza della Terra, sotto il patrocinio della Soprintendenza per i beni archeologici del Lazio, delle province di Frosinone e Latina. Le prime otto sale raccontano la storia della formazione del territorio – ha annunciato Manuela Cerqua, direttrice del Museo Archeologico Ernico di Anagni – la storia geologica e la pre-storia più antica del territorio.
Sono esposti reperti fossili provenienti dai siti pre-storici più importanti del Lazio Meridionale, tra cui Castel San Giacomo e Fontana Ranuccio. Attualmente il museo sta affrontando la sfida più importante, quella dell’allestimento delle ulteriori sale del museo. Ulteriori sale che porteranno Anagni al centro del territorio, ridando alla città il suo ruolo egemone di capitale del territorio ernico. Le ulteriori sale racconteranno infatti la storia focale della città, che si sviluppa dall’età arcaica, dal VII-VI secolo e poi per tutta l’età romana, da quella repubblicana all’età imperiale.
Sarà così allestito il secondo piano del museo, con i reperti più importanti, di eccezionale valore, provenienti dai siti archeologici funerari e cultuali del territorio anagnino”.
E la stampa entrerà, potrà visitare anche il MAE, Museo Archeologico Ernico di Anagni, museo nuovo con le testimonianze provenienti dal sito paleolitico di Fontana Ranuccio risalente a ben 400.000 anni fa! Si potranno vedere i reperti del sito neo-eneolitico di Casale del Dolce, che documentano le trasformazioni economiche e sociali legate alla sedentarizzazione e allo sviluppo delle prime comunità agricole. Di particolare rilievo è il nucleo dedicato ai siti santuariali di età arcaica e repubblicana, iniziati in età ernica e proseguiti in età romana.
“Il Museo Archeologico Ernico consolida il proprio ruolo di presidio scientifico e culturale di riferimento per la storia più antica del Lazio meridionale, offrendo un percorso che attraversa oltre 400.000 anni di presenza umana nel territorio. Tra i nuclei di maggiore rilievo emergono i materiali provenienti dal sito paleolitico di Fontana Ranuccio – ha affermato Manuela Cerqua, Direttrice del Museo Archeologico di Anagni e del Museo Archeologico di Alatri – contesto di interesse internazionale datato a circa 400.000 anni fa. Il sito ha restituito importanti resti fossili di grandi mammiferi – elefanti, cervi, iene, coccodrilli e altre specie – insieme a strumenti litici quali amigdale e manufatti bifacciali, testimonianza di una presenza umana strutturata nel Paleolitico medio. Di straordinario valore è il rinvenimento di quattro denti umani attribuiti a Homo heidelbergensis, che collocano il bacino anagnino tra i luoghi chiave per lo studio dell’evoluzione umana in Europa.
Accanto a Fontana Ranuccio, il sito di Coste San Giacomo rappresenta un ulteriore riferimento fondamentale per la ricostruzione del popolamento paleolitico dell’Italia centrale, contribuendo a delineare un quadro paleoambientale e antropologico di primaria importanza.
L’allestimento museale comprende inoltre una sezione dedicata all’evoluzione umana, con l’esposizione di calchi di crani che illustrano le principali tappe del percorso evolutivo della specie, offrendo ai visitatori una chiave di lettura scientificamente aggiornata e didatticamente efficace.
Il percorso prosegue con i materiali del sito neo-eneolitico di Casale del Dolce, che documentano le trasformazioni economiche e sociali legate alla sedentarizzazione e allo sviluppo delle prime comunità agricole.
Di particolare rilievo è il nucleo dedicato ai siti santuariali di età arcaica e repubblicana, iniziati in età ernica e proseguiti in età romana. Le collezioni comprendono ex voto miniaturistici, oggetti di pregio, materiali cultuali e testimonianze di straordinario valore storico. Tra questi si distinguono i primi esempi di scrittura in alfabeto ernico su vasi, documenti fondamentali per la comprensione dell’identità linguistica e culturale della popolazione locale.
Il percorso si completa con i corredi delle tombe di Paduni, che restituiscono uno spaccato significativo della società ernica, delle sue gerarchie e delle sue pratiche rituali, offrendo un quadro coerente della fase protostorica e arcaica del territorio.
Attraverso questo articolato patrimonio – dal Paleolitico all’età romana – il Museo Archeologico Ernico di Anagni si configura come luogo chiave per raccontare la lunga durata della storia del Lazio interno, mettendo in relazione evoluzione umana, nascita delle comunità stabili e formazione dell’identità ernica. Un patrimonio che rappresenta uno dei pilastri della candidatura Hernica Saxa – Capitale Italiana della Cultura 2028, perché dimostra come la cultura del territorio affondi le proprie radici in una storia millenaria, capace di dialogare con la ricerca scientifica internazionale e di diventare leva concreta di sviluppo culturale e sociale per il futuro”.
Non è un borgo candidato, non è una città candidata.
Ben 400 km², 100 siti, 2500 anni di storia, palazzi gentilizi, Acropoli, Mura Megalitiche, siti romani e preromani, un Sistema Museale Diffuso!
“Anagni con Alatri, Ferentino e Veroli candidata a Capitale Italiana della Cultura 2028. Il progetto “Hernica Saxa” (le Rocce Erniche) rappresenta un modello distintivo: non una singola città, ma quattro centri storici – Anagni, Alatri, Ferentino e Veroli – uniti in un’alleanza strategica. Dall’antica Lega Ernica del V secolo a.C., guidata da Anagni – Lo ha affermato Pietro Scerrato, storico del territorio e con-redattore del dossier di candidatura Hernica Saxa – nasce oggi una nuova alleanza fondata sulla cultura come motore di sviluppo. Un territorio di 400 km² con 90.000 abitanti, condivide 2500 anni di storia e un patrimonio culturale straordinario. Un territorio con circa 100 siti culturali.
Il punto di forza è l’eccezionale concentrazione di tesori. Qui si trova il più esteso sistema di mura megalitiche d’Europa, che il progetto intende candidare a Patrimonio UNESCO. L’Acropoli di Alatri dialoga con il cosmo attraverso blocchi da 25 tonnellate allineati ai solstizi. Ferentino stratifica nelle sue mura epoche erniche, romane e medievali. Veroli custodisce l’Abbazia gotico-cistercense di Casamari e, nella Basilica di Santa Maria Salomè, la rarissima Scala Santa con la reliquia della Vera Croce e le spoglie di Santa Maria Salomè, madre degli apostoli Giacomo e Giovanni, testimone della Resurrezione”.
Anagni la città dei Papi! La Cripta di San Magno con 540 mq di affreschi!
“Anagni, “Città dei Papi”, è il cuore materiale e spirituale. Ha dato i natali a quattro pontefici che hanno segnato la storia europea: Innocenzo III, vertice della teocrazia medievale – ha continuato Scerrato – Gregori
In questo territorio nacquero quattro tra le più antiche diocesi cristiane, di qui passò San Benedetto fondando comunità monastiche; San Pietro Celestino V eresse a Ferentino il monastero dove venne anche sepolto mentre nella cattedrale di Anagni fu canonizzata Santa Chiara d’Assisi.
La candidatura nasce dal basso, da una mobilitazione civica che ha coinvolto decine di enti, di associazioni, ma anche diocesi e imprese. I quattro Sindaci hanno costruito una governance innovativa e trasparente, modello replicabile di collaborazione intercomunale”.
Un laboratorio a cielo aperto con la Candidatura delle Mura Megalitiche più grandi d’Europa candidate a Patrimonio Unesco, investimenti fino al 2032 per favorire la crescita dei borghi! La nascita di una Fondazione, la realizzazione di scuole per arti come teatro, mestieri, promozione turistica, rafforzamento del Sistema Museale Diffuso, aumento di startup di giovani attive nel settore della valorizzazione culturale!
Anagni, Veroli, Ferentino, Alatri, compatte con Hernica Saxa – La storia lega – la Cultura unisce, progetto di candidatura a Capitale Italiana della Cultura 2028, sostenuto dai sindaci, Daniele Natalia, Germano Caperna, Piergianni Fiorletta, Maurizio Cianfrocca e dagli assessori alla Cultura, Carlo Marino e Francesca Cerquozzi e dai consiglieri comunali delegati alla Cultura Luca Zaccari e Sandro Titoni, in rappresentanza delle rispettive amministrazioni comunali da Antonio Ribezzo, direttore della Rivista Agorà e Presidente Archeoclub d’Italia sede di Ferentino.