La Madonnina di Anzano di Puglia
Ci sono tradizioni che hanno una storia e valori, che rimangono nel tessuto sociale della comunità, che scandiscono il tempo fino alla celebrazione per poi farlo ripartire e ripeterlo negli anni. Ogni città, ogni paese ne ha una e più, anche.
Ad Anzano di Puglia, piccolo incantevole borgo arroccato sui Monti Dauni, di quel subappennino che confina con tre regioni, tra la fine di maggio e inizio giugno, si festeggia la “Festa della Madonnina”. Una statua all’ingresso del paese, che saluta chiunque passi con la scritta: «Passante, Anzano appartiene alla Madonna, sosta e prega».
Religione e tradizioni, folclore e storia, s’intrecciano per dar vita a momenti che la popolazione anzanese celebra nel ricordo dei suoi avi per consegnare alle nuove generazioni tradizioni inalienabili.
Il sindaco Paolo Lavanga ha voluto ricordare questo festa, appena trascorsa e partecipata dalla comunità.
«Ci sono appuntamenti che non sono semplicemente una festa.
Sono un ricordo. Sono un’emozione che si rinnova ogni anno.
Per tanti di noi, la Festa della Madonnina ha sempre avuto un significato speciale: segnava la fine della scuola, l’arrivo dell’estate, le giornate più lunghe, la libertà delle vacanze e la voglia di stare insieme.
Quanti bambini hanno aspettato con impazienza questo giorno?
Quanti oggi, diventati adulti, ricordano ancora la corsa con il sacco, la corsa con l’uovo, i piedi legati, le risate con gli amici, la banda che accompagnava il paese e l’emozione di vedere i ragazzi tentare la scalata al Palo della Cuccagna per conquistare il bottino?
E poi le pignate, le sorprese, i giochi, il profumo della festa e quella sensazione unica che soltanto Anzano sa regalare.
All’ingresso del nostro paese, la Madonnina accoglie da generazioni chi arriva e chi parte con una semplice e profonda invocazione:
“Passante, Anzano appartiene alla Madonna, sosta e prega“.
Una frase che custodisce la nostra storia, le nostre tradizioni e il legame che unisce la comunità.
Anche quest’anno ci ritroveremo davanti a Lei per celebrare insieme una giornata che appartiene a tutti: ai bambini che la attendono con entusiasmo, ai genitori che la vivono attraverso i loro figli e ai nonni che rivedono nei loro occhi i ricordi di un tempo.
La Festa della Madonnina è un pezzo della nostra infanzia che continua a vivere».
Ma la “Festa della Madonnina” è anche quel momento sportivo che da anni unisce generazioni, include, far star bene grandi e piccini, ed il calcio fa da protagonista. Momenti non solo agonistici, del resto se non c’ è agonismo non c’è partita, anche ludici e di divertimento. Il tutto ben organizzati e gestiti da un tecnico sportivo valido e sempre in prima linea quando lo sport è inclusione, fraternizzazione, divertimento.
Parafrasando l’ancestrale ma sempre attuale motto “Mens sana in corpore sano”, quella locuzione latina di un capoverso delle Satire di Giovenale, qui invece di cercare con ogni mezzo di ottenere vanità dei valori o dei beni, è cercare quel coraggio per affrontare la vita su solidi e sani principi.
«Il Torneo della Madonnina non è soltanto una competizione sportiva. È una tradizione, un momento di incontro, un pezzo della nostra storia comunitaria», ha ricordato il sindaco Paolo Lavanga.
«Oggi pomeriggio (01 giugno 2026, ndr.) –ha proseguito il sindaco-, su invito degli organizzatori Graziano e Angelo, ho partecipato con grande piacere al momento inaugurale della nuova edizione del Torneo della Madonnina, insieme a Don Michele De Vincentis nostro parroco, che ha impartito la benedizione agli atleti e all’avvio della manifestazione. Negli ultimi anni questa bella tradizione aveva rischiato di perdersi. Per questo motivo vedere tanti giovani impegnarsi con passione per riportarla al centro della vita del nostro paese rappresenta un segnale importante e motivo di grande soddisfazione. Come rappresentante di questa comunità, che considero una grande famiglia, sento il dovere di sostenere e incoraggiare tutte quelle iniziative che favoriscono l’aggregazione, l’amicizia, il rispetto reciproco e la condivisione. Valori che oggi, forse più che mai, hanno bisogno di essere coltivati. Il Torneo della Madonnina deve continuare a vivere e a crescere grazie alle nuove generazioni. È una tradizione che merita di essere custodita e tramandata, perché attraverso lo sport si costruiscono legami, si impara il valore del gruppo e si rafforza il senso di appartenenza alla nostra comunità. A tutti i partecipanti, agli organizzatori e ai volontari va il ringraziamento mio personale e dell’Amministrazione Comunale. Buon Torneo della Madonnina a tutti», ha concluso Paolo Lavanga a margine dell’inizio del torneo.