La Credem di Casalvecchio di Puglia devastata dall'esplosione
Un forte boato e poi suoni d’allarmi d’auto hanno fatto svegliare i cittadini di Casalvecchio di Puglia, uno dei tanti piccoli comuni sui Monti Dauni, intorno alle ore 04:30 di questa mattina, 21 febbraio 2026. Poi tanta polvere e la brutta sorpresa nel vedere la filiale della banca Credem devastata.
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Un gruppo di banditi ha fatto saltare in aria lo sportello bancomat, portando via la cassaforte; l’esplosione ha letteralmente distrutto gran parte degli interni della filiale. Sul posto è giunta l’unità dei carabinieri del luogo e poi un’unità dei vigili del fuoco, mettendo in sicurezza l’area e controllando eventuali danni alla struttura.
Da quanto si è appreso da fonti locali, i banditi sarebbero tre, fuggiti su di un’auto di grossa cilindrata. La tecnica utilizzata è la solita, quella della cosiddetta “marmotta”, un ordigno esplosivo inserito all’interno della fessura di prelievo automatico.
La filiale in via Santa Maria delle Grazie era l’unica su cui potevano contare i residenti di altri comuni limitrofi, di Casalnuovo Monterotaro e Castelnuovo della Daunia. La beffa oltre il danno, considerando che da quelle parti non è facile spostarsi quotidianamente specie durante l’inverno per le condizioni meteo avverse.
Una violenta esplosione ha fatto saltare in aria nel corso della notte, intorno alle 4.30, lo sportello bancomat della filiale della banca Credem a Casalvecchio di Puglia, piccolo comune di 1600 abitanti in provincia di Foggia. Danni ingenti non solo allo sportello bancomat ma all’intera struttura. I banditi, a quanto si apprende, sarebbero fuggiti con la cassaforte con incasso ancora da quantificare. Il boato è stato avvertito in quasi tutto il paese. I ladri hanno agito in tre e sono poi fuggiti a bordo di un’auto di grossa cilindrata. Hanno seguito la tecnica consolidata per questo tipo di furti: hanno inserito un ordigno esplosivo, la ‘marmotta’, che, esplodendo, ha provocato enormi danni.
Le indagini sono state affidate ai carabinieri che hanno raccolto anche materiale audiovisivo degli impianti di videosorveglianza presenti nell’intera area interessata.