Continuiamo il nostro percorso storico-artistico con il presentare le opere e gli artisti della Pop Art, dopo ave fatto conoscere i nostri pittori garganici e pugliesi, che ci hanno fatto rivivere alcuni aspetti del nostro Gargano magico, attraverso le loro opere intrise di colori pieni di luce. Ora, con la nuova Mostra dedicata alla Pop Art, vogliamo intraprendere una nuova esperienza legata all’arte contemporanea, una nuova corrente artistica che negli anni Cinquanta e Sessanta prima in America e poi in Europa, fra cui l’Italia.
In America la Pop Art è legata alle opere dell’artista Andy Warhol che ha generato immagini iconiche della Pop Art, fra cui lattine di zuppa Campbell’s e stampe di Marilyn Monroe, esaminando le nozioni di fama, consumismo e arte, per poi riferirci alle opere di Roy Lichtenstein che ha adattato l’arte dei fumetti con pannelli di romanticismo e violenza narrativizzati. Mentre Jasper Johns e Robert Rauschenberg hanno incorporato simboli audaci e cacofonie di elementi di collage quotidiani.
In Italia la Pop Art si sviluppa grazie all’arrivo di opere di artisti pop americani alla mostra contemporanea della Biennale di Venezia, anche se è a Roma la città dove questo movimento artistico si sviluppa proprio per lo stretto contatto con la capitale americana. Infatti è proprio a Roma che, nel 1960, si ferma e si stabilisce Cy Twombly, molto legato all’arte pop degli Stati Uniti anche se egli stesso non aderisce al movimento.
I principali esponenti in Italia sono: Mario Schifano (il più celebre esponente, noto per le tele su loghi industriali e schermi TV), Franco Angeli, Tano Festa, Mimmo Rotella, Giosetta Fioroni, Mario Ceroli, Cesare Tacchi, e ancora Gianni Dova. Marco Lodola, Enrico Bay, Ennio Calabria, Ugo Nespolo, Toti Schialoja, le cui opere costituiscono il cuore stesso della nostra Mostra.
Qui il pdf “I PITTORI DELLA POP ART A MONTE SANT’ANGELO”

Qui il pdf “Galleria d’Arte e Cultura di Giuseppe Piemontese”
MARIO SCHIFANO (1934-1998) pittore, fotografo, regista. Nel periodo del boom economico italiano insieme a Franco Angeli e Tano Festa rappresentò un punto fondamentale della Pop Art italiana ed europea. Tra le sue serie più famose Monocromi, Paesaggi anemici, Propagande, Ossigeno ossigeno, Tuttestelle, Oasi, Compagni – Compagni, Sintetico dall’Inventario.
TANO FESTA, pittore, poeta. Fa parte del movimento artistico della Scuola di Piazza del Popolo.La sua prima partecipazione pubblica avvenne nel 1959 insieme a Franco Angeli e Giuseppe Uncini, ad una mostra collettiva presso la galleria La Salita di Roma, dove, nel 1961, terrà la sua prima esposizione personale. Protagonista della scuola pop romana, accolse con rigore formale le soluzioni Neo-Dada, proponendo isolati oggetti monocromi di uso quotidiano. Fu invitato a partecipare alla Quadriennale di Roma del 1965. Dopo un difficile periodo di scarsa creatività e di deludente riconoscimento da parte della critica, fu invitato alla Biennale di Venezia del 1980. Durante gli ultimi anni della sua fulminante esistenza, nei luoghi della periferia romana, delle baracche e delle ultime osterie fuoriporta, concepì La luce d’Egitto, opere geometriche-concettuali. Nel 1984 comparve nella serie televisiva Artisti allo Specchio della Rai Radio televisione italiana per la regia di Mario Carbone. Celebri sono le sue Persiane, le Porte, le Finestre e gli Specchi, Obelischi le cui opere sono il suo marchio di fabbrica.
ENRICO BAY (1924-2003), Artista dedito alle immagini della fantascienza. Dipinge in modo grottesco personaggi inventati che sono spesso mostruosi, vivi ed espressivi e vengono realizzati con materiali poveri ma indossano medaglie. Lo sfondo di queste opere sono carte da parati o stoffe di materasso.
GIANNI DOVA (1925–1991), Pittore e artista italiano, figura di spicco del movimento artistico informale del dopoguerra. Conosciuto per le sue opere che oscillano tra surrealismo e astrazione, Dova ha contribuito a definire il panorama artistico italiano nella seconda metà del XX secolo. Fin dalla giovane età, Dova ha mostrato un forte interesse per l’arte, che lo ha portato a studiare presso l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Durante questo periodo, ha sviluppato un linguaggio pittorico personale influenzato dalle avanguardie europee, in particolare dal surrealismo e dal futurismo. L’incontro con esponenti di spicco dell’arte contemporanea, come Lucio Fontana e Roberto Crippa, ha ulteriormente arricchito il suo percorso artistico, avvicinandolo a nuove forme espressive. Frequentò gli artisti che si riunivano nei caffè letterari e che avevano tra gli altri come punto di riferimento il giornale edito da Ernesto Treccani, Corrente. Tra questi Renato Guttuso, Emilio Vedova, Renato Birolli, Ennio Morlotti, Bruno Cassinari, Giuseppe Migneco e insieme a loro riconobbe l’importanza dell’opera di Pablo Picasso: Guernica come simbolo della lotta degli artisti contro la barbarie. La sua arte ha continuato a evolversi negli anni ’60 e ’70, quando ha esplorato ulteriormente le possibilità della pittura informale, introducendo elementi simbolici e iconografici che richiamano il cosmo e la natura. Questi lavori testimoniano il suo costante desiderio di sperimentazione e la sua profonda riflessione sulle potenzialità espressive del colore e della forma.
MARCO LODOLA, (Dorno, 1955) è un celebre artista italiano e fondatore del movimento del Nuovo Futurismo. Noto internazionalmente per le sue iconiche sculture luminose in plexiglass e film vinilico, la sua arte unisce la cultura pop, la musica e il design, ispirandosi a maestri come Matisse, Depero e Andy Warhol Lodola affianca l’arte visiva ad altre discipline: letteratura, musica, cinema, design. Si avvicina presto all’uso di materiali plastici che sagoma e colora con una tecnica personale attraverso l’uso di tinte acriliche. Più tardi la ricerca lo porta a cercare di inserire fisicamente la luce nei suoi lavori: nascono le sculture luminose, statue in plexiglas illuminate internamente con tubi luminosi, che caratterizzeranno tutta la sua produzione artistica. Le sue opere sono presenti in vari musei, e ha realizzato scenografie per film, trasmissioni, concerti ed eventi. In particolare è stato attivo nella moda e nel teatro, ha creato un manifesto per le olimpiadi invernali di Torino 2006 e per la facciata del teatro Ariston per il festival di Sanremo 2008. Nei primi mesi del 2018, Marco Lodola ha effettuato diverse installazioni a LED lungo Corso Matteotti a Pontedera; queste opere culminano con altre opere al PALP di Pontedera. Tra il 2017 e il 2019 risulta particolarmente attivo nella città di Alessandria, dove realizza delle opere per celebrare Giuseppe Borsalino, Napoleone Bonaparte e la battaglia di Marengo e Umberto Eco. Nel febbraio del 2023 riceve l’incarico per realizzare il drappellone del Palio di Siena per la carriera del 16 agosto dello stesso anno che viene accolto freddamente dalla cittadinanza che non l’ha applaudito.
ENNIO CALABRIA, nato a Tripoli il 7 marzo 1937, fu un artista e intellettuale italiano, esponente del figurativismo europeo. Lavorò come illustratore di racconti, copertine librarie, opere di poesia e manifesti. Nel 1958 espose la sua prima personale alla Galleria La Feluca di Roma. Nel 1959 prese parte alle esposizioni della VIII Quadriennale di Roma. A questa prima partecipazione fecero seguito quelle del 1972, del 1986 e del 1999. Nel 1961 fece parte di quella cerchia di artisti (Renzo Vespignani, Ugo Attardi, Fernando Farulli, Piero Guccione e Alberto Gianquinto) che, insieme ai critici d’arte Antonio Del Guercio, Dario Micacchi e Morosini, diedero vita al gruppo denominato Il pro e il contro, punto di riferimento della ricerca nel campo della pittura figurativa. Nel 1963 una sua opera venne esposta alla mostra Contemporary Italian Paintings, allestita in alcune città australiane. Nel biennio 1963-1964 espose alla mostra Peintures italiennes d’aujourd’hui, organizzata in Medio Oriente e in Nordafrica. Nel 1964 prese parte alla Biennale Arte di Venezia. La sua prima antologica si tenne nel 1985 a Milano, alla Rotonda della Besana; una seconda si tenne poi nel 1987 a Roma, a Castel Sant’Angelo. Circa durante lo stesso periodo, vi fu anche la pubblicazione, edita da Vangelista di Milano, di una monografia a cura di Carandente e Mario De Micheli, seguita poi da una seconda edizione con l’aggiunta della collaborazione del critico d’arte Dario Micacchi. Nel 2008 allestì la mostra personale La luce e la forma alla Galleria Granelli di Livorno e nel 2009 si tenne la personale La forma da dentro alla Fondazione Luciana Matalon di Milano , mostra poi riproposta a Villa Paolina Bonaparte di Viareggio. Nel 2015 partecipò nuovamente alla Biennale Arte di Venezia, nel Padiglione nazionale del Guatemala Sweet Death. Nel 2018 il Palazzo Cipolla di Roma gli dedicò l’antologica Ennio Calabria. Verso il tempo dell’essere. Opere 1958-2018, mostra a cura di Gabriele Simongini. Morì a Roma il 1º marzo 2024, sei giorni prima di compiere 87 anni.
UGO NESPOLO, un pittore e scultore italiano. Ugo Nespolo nasce a Mosso Santa Maria nel 1941 e trascorre la sua infanzia nel Biellese. Si trasferisce a Torino dove il padre, Libero, si occupa del commercio di strumenti di misura e articoli tecnici. Sotto la Mole consegue un diploma in Pittura con Enrico Paulucci all’Accademia Albertina di Belle Arti e, all’Università degli Studi (Facoltà di Lettere e Filosofia), si laurea in Lettere moderne con una tesi in Semiologia. L’esordio di Nespolo nel panorama artistico italiano risale agli anni Sessanta, epoca in cui stavano esplodendo la pop art ma anche le correnti concettuali e poveriste, che influenzeranno molto lo stile dell’artista. Le sue prime mostre personali si tengono alla Galleria Il Punto a Torino. Nei primi anni della sua carriera artistica Nespolo esplora molte possibilità espressive rivisitando le istanze delle Avanguardie Storiche, il Futurismo, il Dadaismo e osservando la crescente influenza della Pop Art in arrivo dall’America.
TOTI SCHIALOJA, all’anagrafe Antonio Scialoja (Roma, 16 dicembre 1914 – Roma, 1º marzo 1998), è stato un pittore e poeta italiano. Dopo un periodo espressionista, si è orientato verso un linguaggio pittorico astratto-concreto con una forte carica materica. Parte rilevante della sua attività è stata dedicata al teatro, per cui ha collaborato con scrittori, musicisti, registi e coreografi d’avanguardia. Dal 1961 ha iniziato un’attività originale di poeta, dedicata in parte ai bambini, creando nonsense e limerick e illustrando le sue stesse poesie. È stato docente e direttore dell’Accademia di belle arti di Roma, dove ebbe come allievi molti artisti contemporanei, quali Mario Ceroli, Pino Pascali, Gian Carlo.
Riccardi, Jannis Kounellis e Carlo Battaglia, che spesso lo hanno ricordato come un importante ispiratore del loro percorso artistico. Varie sono state in passato le iniziative volte a documentare l’opera di Toti Scialoja, dagli esordi all’insegna di un espressionismo non privo di declinazioni in senso lirico fino alle larghe stesure gestuali degli anni ’80 e ’90. Se l’importante esposizione allestita a Roma alla Galleria Nazionale di Arte Moderna nel 1991 ha considerato l’intero percorso della sua ricerca, in altre occasioni l’attenzione è stata rivolta alla produzione più recente, tralasciando l’analisi di periodi precedenti particolarmente significativi.