A Torremaggiore martedì 14 aprile 2026 alla Biblioteca Storica BIST
La promessa è il romanzo di una storia vera, fatta d’amore e di ferro, raccontata dall’autore, Gianlivio Fasciano, nella lingua autentica e commovente di un pastore, Romolo, nato a Mastrogiovanni l’11 agosto 1921 da Simone Di Meo e Gloria Verrecchia. Mastrogiovanni è un paesino, così piccolo, che si perde tra i monti sopra Caserta, sotto la Ciociaria, verso l’Abruzzo, dentro il Molise. La storia di Romolo, delle sue vacche, del suo amore per Giovanna, e della chiamata, prima, alla leva e poi in guerra.
Era una storia destinata all’oblio, o al ricordo di pochi, ma oggi, grazie alla scrittura di Gianlivio Fasciano, è possibile leggerla, emozionarsi, e fare tesoro di un mondo del passato, le cui radici sono piantate in ognuno di noi. Come Pasolini, Gianlivio Fasciano è convinto che i contadini e i pastori volessero restare tali, desiderassero vivere felici nonostante la durezza del lavoro. Neppure la guerra, che costringe Romolo a diventare soldato, riesce a snaturarlo. “Avrei voluto alzare le mani e arrendermi, dire che ero solo un pastore di Mastrogiovanni anche se tenevo un fucile tra le spalle”.
Questo romanzo si iscrive nella grande tradizione della letteratura civile. Il titolo è inserito nella collana Cronisti scalzi, dedicati al giornalista Carlo Siani. Il libro si inserisce – dunque – in un progetto culturale che nasce per dare voce a giornalisti e scrittori che fanno il loro mestiere con la consapevolezza di avere una funzione sociale e culturale nei territori dove operano.
Il romanzo è ambientato durante la seconda guerra mondiale in Italia sotto il regime fascista. Il protagonista, Romolo, porta un nome importante che riporta alle leggende romane tanto amate dai fascisti, sebbene lui non voglia combattere, e anzi, desidera tornare a casa a fare il pastore.
Il mondo dopo la guerra è andato avanti e da essa si può uscire vivi ma non salvi.