È una storia che va avanti da mesi ed è stata sottoposta all’attenzione dell’attuale Amministrazione comunale di Foggia purtroppo senza ottenere una soluzione da chi governa la città. È quella della sede -non sede- dell’Associazione Antimafia Giovanni Panunzio – Eguaglianza Legalità Diritti O.d.V., oggi inagibile.
Del problema se n’è parlato in diversi interventi nell’assise comunale, congiuntamente a comunicati e note stampa sia della stessa associazione sia del Consigliere comunale di opposizione Nunzio Angiola.
La memoria dimenticata voluta o non voluta di Giovanni Panunzio, vittima innocente della mafia, per la classe politica che oggi ha in seno alla Giunta finanche un assessore con delega alla legalità pare non interessare. Da mesi l’associazione chiede, oltre una sede agibile, anche la valorizzazione della stele, o piastra o cippo in pietra qualsivoglia definirlo, che ricorda l’immane sacrificio pagato nel 1992 con la vita dell’imprenditore edile Giovanni Panunzio, oppostosi al racket. «Foggia merita le nostre scelte e il prezzo che abbiamo pagato?» son state le parole proferite da Giovanna Belluna Panunzio, nuora di Giovanni Panunzio, a margine del 34esimo anniversario dell’omicidio per mano della mafia foggiana, la “società”.
Nel merito e ancora una volta interviene nuovamente il Consigliere Nunzio Angiola, basito, ricorda che: «Spiace constatare che nella locandina non sia riportato alcun riferimento alla sede di Foggia. Peccato!»
«Una circostanza che richiama una realtà paradossale: nonostante un contratto d’uso giuridicamente vincolante -prosegue Angiola-, l’Associazione è, nei fatti, priva da mesi e mesi di una sede perché quella assegnata dal Comune è inagibile.
È politicamente indegno il comportamento della Sindaca Episcopo e dell’Assessore alla Legalità De Santis. Il 26 marzo un mio EMENDAMENTO al DUP volto a restituire all’associazione Panunzio una sede agibile veniva dichiarato INAMMISSIBILE, visto che – stando alla parola del dirigente preposto e quindi dell’assessore alla legalità De Santis – il problema era dato per RISOLTO. L’emendamento che ho poi chiesto ugualmente di mettere ai voti -incalza Nunzio Angiola- veniva bocciato da tutta la maggioranza.

Oggi è evidente che si trattava di un FALSO, la dichiarazione contenuta nel parere era falsa: a distanza di quasi 4 mesi l’Associazione è ancora senza una sede, non sono stati adottati atti di alcun tipo e gli impegni assunti dal Comune sono stati vergognosamente disattesi.
Un’inadempienza gravissima che mortifica anzitutto il Comune di Foggia e la sua credibilità, prima ancora dell’Associazione Panunzio, costretta a subire un trattamento INDEGNO nonostante il suo QUOTIDIANO impegno per la legalità.
Questa è una vergogna istituzionale. La legalità si dimostra rispettando gli impegni, non con dichiarazioni che vengono puntualmente smentite dai fatti. Non vi parlo poi della STELE sulla piastra del parcheggio ZURETTI, ostaggio di un contenzioso che si profila di durata secolare, tra cartelli che indicano CANI che fanno la PIPÌ.
Scriverò al Prefetto», chiosa duramente il Consigliere comunale Nunzio Angiola.
