padre Franco Moscone, arcivescovo
Attacchi alla persona solo per aver predicato carità e aiuti, vicinanza, solidarietà. È ciò che in questi giorni sta affrontando padre Franco Moscone, arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, bersagliato da più fronti.
Padre Moscone, difatti e come sempre, non le ha mandate a dire. Anzi ha proseguito nella sua missione cristiana, da religioso, da uomo, da persona della società, prendendo sempre più una netta posizione contro le condizioni di vita, e purtroppo di morte, dei migranti che sopravvivono in Capitanata, particolarmente quelli stanziali nelle baraccopoli dei ghetti presenti ne territorio provinciale.
Per tal motivo, oltre aver ricevuto la solidarietà di Libera Foggia, c’è anche quella della consigliera del M5S Rosa Barone.
“Difendere chi richiama valori di umanità, dignità e responsabilità non dovrebbe essere oggetto di attacco, ma motivo di riflessione. Voglio esprimere per questo la mia solidarietà a Mons. Franco Moscone, dopo le polemiche per le sue parole sull’accoglienza. Le condizioni in cui vivono molti lavoratori stranieri nelle campagne del Tavoliere rappresentano una ferita aperta su cui tutti dovremmo riflettere, in primo luogo noi rappresentanti delle istituzioni. Anche i fatti più recenti sono un segnale drammatico di un disagio profondo, e richiedono interventi immediati. Accogliere e costruire percorsi di integrazione non è solo una scelta, ma una necessità che deve vedere tutti coinvolti. A Mons. Moscone e a chi, come Libera Foggia, continua a promuovere legalità, diritti e giustizia sociale, va il mio sostegno e il mio grazie”.
Per la cronaca, mons. Moscone, specie nel periodo della Santa Pasqua, si è nuovamente soffermato sul dramma dei migranti in Capitanata, finanche, come nel suo stile, tuonando per le morti dei giovani lavoratori avvenute nelle festività pasquali, riferendosi a Torretta Antonacci e Borgo Mezzanone, rispettivamente in agro San Severo e in agro di Manfredonia.