Giuseppe Benvenuto
Non solo turismo marittimo dove Vieste da sempre è la regina assoluta della Puglia, anche cultura è la mission che da qualche anno sta ottenendo successi. La perla del Gargano punta sull’arte, in particolare quella contemporanea proposta ad alti livelli da Giuseppe Benvenuto, della Contemporanea Galleria d’Arte di Foggia.
Le sue proposte, simbioticamente accolte e divulgate dal comune di Vieste, stanno impreziosendo non solo la cittadina della leggenda di Cristalda e Pizzomunno, anche la Capitanata e il Mezzogiorno d’Italia, riconosciute a livello nazionale dai critici come mostre si spessore.
In questo quadro culturale, a Vieste l’estate 2026 sarà nuovamnete arricchita da mostre, già in corso, che potranno esssere visitate e ammirate fino a settembre. Mentre a Foggia Benventuo propone i grandi maestri del Novecento
Giorgio de Chirico. Ritorno al Mediterraneo, la mostra sul Maestro della Metafisica
Dal 23 maggio al 27 settembre il Museo Civico Archeologico “Michele Petrone” ospita circa cinquanta opere provenienti dalla Fondazione Giorgio e Isa de Chirico.
Vieste si prepara ad accogliere una nuova grande mostra: Giorgio de Chirico. Ritorno al Mediterraneo, che dal 23 maggio al 27 settembre 2026 presenterà circa cinquanta opere tra quadri a olio, acquarelli e disegni di uno dei massimi artisti del Novecento.
La mostra è organizzata dal Comune di Vieste in collaborazione con la Fondazione Giorgio e Isa de Chirico di Roma, dalle cui collezioni provengono tutte le opere esposte, con la cura scientifica di Lorenzo Canova, professore di storia dell’arte contemporanea all’Università del Molise e membro del comitato scientifico della stessa Fondazione, e la direzione artistica di Giuseppe Benvenuto.
Il progetto espositivo propone un percorso dedicato agli ultimi decenni della produzione del grande maestro della Metafisica, mettendo al centro il rapporto tra la sua pittura e l’immaginario mediterraneo. Per de Chirico il Mediterraneo è insieme luogo reale e simbolico: il mare che unisce Grecia e Italia e, allo stesso tempo, lo spazio culturale in cui si sono formate alcune delle più importanti tradizioni artistiche europee. In questo orizzonte di memoria e di mito la pittura diventa uno strumento per interrogare la storia dell’arte e la dimensione più profonda dell’esperienza umana.
Il professor Fabio Benzi, Presidente della Fondazione Giorgio e Isa de Chirico dichiara che “Giorgio de Chirico. Ritorno al Mediterraneo offre al pubblico l’opportunità di rileggere una fase fondamentale della produzione dell’artista, in cui il Mediterraneo diventa luogo della memoria, della cultura classica e dell’immaginazione. Questo progetto mette in dialogo l’opera di de Chirico con un territorio che ne riflette profondamente l’orizzonte simbolico. La Fondazione Giorgio e Isa de Chirico, che contribuisce alla diffusione di una conoscenza rigorosa e articolata del pensiero e della poetica del Maestro della Metafisica, è lieta di presentare al pubblico un percorso capace di restituire l’attualità e la complessità di un’opera che continua a interrogare la storia dell’arte e la sensibilità contemporanea”.
“Ospitare una mostra dedicata a Giorgio de Chirico al Museo civico di Vieste è un traguardo culturale di grande significato per la nostra città – dichiara il Sindaco di Vieste, Giuseppe Nobiletti. Vieste merita appuntamenti di questo livello, capaci di coniugare l’eccellenza artistica con il nostro paesaggio mediterraneo e di attrarre visitatori da tutta Italia e dall’Europa. Siamo orgogliosi di offrire alla comunità e ai turisti un’esperienza che va ben oltre la stagione estiva, perché la cultura è il primo motore di sviluppo per un territorio come il nostro
“De Chirico e il Mediterraneo: un binomio che parla direttamente a Vieste e al Gargano – prosegue Alessandro Del Zompo, Consigliere comunale con delega alla Cultura, Comune di Vieste. Questa mostra è un’occasione per mettere in dialogo la grande pittura del Novecento con la nostra identità di luogo di confine tra terra e mare, tra storia e mito.”
“Questa mostra rappresenta esattamente il tipo di turismo culturale che la Regione Puglia che ha il piacere di ammirare: un’offerta di qualità, capace di allungare la stagione e di valorizzare i luoghi oltre i mesi estivi. Vieste, con il suo paesaggio e il suo patrimonio storico, è la cornice ideale per un progetto dedicato a de Chirico, artista che del Mediterraneo ha fatto il cuore della propria visione. Un riconoscimento va al lavoro svolto dal Consigliere Del Zompo, che ha saputo costruire un progetto culturale di questo spessore per la città di Vieste. Iniziative come questa contribuiscono a rafforzare l’immagine internazionale della Puglia come destinazione di cultura”: il commento di Graziamaria Starace, Assessore al Turismo e alla Promozione, Regione Puglia.
La mostra è dedicata alla memoria di Jole de Sanna (1947–2004), storica dell’arte di origine pugliese e tra le più importanti interpreti dell’opera di de Chirico, che con la mostra Metafisica del Mediterraneo del 1998 ha contribuito a mettere in luce il ruolo centrale del mare nella visione dell’artista, inteso come luogo della mente e della memoria.
La prima sezione, Il mare della pittura, presenta opere realizzate tra gli anni Quaranta e Sessanta, quando de Chirico riscopre la grande tradizione della pittura europea e dialoga con maestri come Tiziano, Rubens e Velázquez. In questi anni l’artista rivendica il valore della storia dell’arte e della tecnica pittorica, tornando a confrontarsi con la materia e con il colore. Cavalli sul mare, bagnanti e paesaggi luminosi restituiscono una dimensione in cui il Mediterraneo appare come luogo delle origini e della memoria della pittura.
La seconda sezione, Il mare della mente, è dedicata alla stagione della Neometafisica, in cui de Chirico riprende e trasforma i temi della sua pittura metafisica: manichini, archeologi, gladiatori e stanze enigmatiche diventano protagonisti di nuove immagini cariche di mistero. Il mare assume qui il valore di spazio mentale e simbolico, un paesaggio della memoria in cui il tempo sembra sospeso. Opere come i celebri Bagni misteriosi, dove il parquet si trasforma in una superficie marina immaginaria, mostrano come il Mediterraneo diventi sempre più una dimensione interiore della pittura.
La mostra si conclude con la sezione La Salita al Calvario: Giorgio de Chirico e Padre Pio, dedicata alla dimensione spirituale della ricerca dell’artista. Il nucleo dell’esposizione è costituito dai disegni preparatori per La Salita al Calvario, il principale dipinto sacro di de Chirico, oggi conservato presso la sua tomba nella chiesa romana di San Francesco a Ripa.
Realizzata negli anni della Seconda guerra mondiale e del dopoguerra, l’opera nasce da una riflessione sempre più intensa sul significato spirituale della pittura. I disegni preparatori e le fotografie delle diverse versioni del dipinto documentano il processo meditativo che conduce l’artista a porre al centro della composizione la figura di san Francesco. Questo orientamento è testimoniato anche dalla presenza, documentata già negli anni Cinquanta, di una statuetta di san Francesco e di un santino di Padre Pio tra gli oggetti del suo studio romano, accanto al cavalletto e alla scatola dei colori. Presentata a Vieste, alle porte del Gargano e a poca distanza da San Giovanni Rotondo, questa sezione stabilisce un dialogo diretto con il territorio che ospita la mostra e con la tradizione spirituale francescana.
Collocata di fronte al mare del Gargano, Giorgio de Chirico. Ritorno al Mediterraneo restituisce così alla pittura del Maestro il suo orizzonte naturale: quel Mediterraneo che per de Chirico fu insieme luogo della memoria, della storia dell’arte e del mito, uno spazio simbolico in cui passato e presente continuano a incontrarsi e a interrogare l’enigma del mondo.
Orari e giorni di apertura
Maggio, giugno e settembre: dal martedì alla domenica, ore 18:00 – 22:00
Luglio e agosto: dal martedì alla domenica, ore 18:30 – 23:30
Chiusura settimanale: lunedì
“Renato Guttuso a Vieste”
Il Comune di Vieste, è lieto di annunciare “Renato Guttuso a Vieste”, una mostra dedicata a uno dei maggiori pittori italiani del XX secolo.
L’esposizione promossa dal Comune di Vieste e organizzata dalla galleria Lombardi con la collaborazione di Giuseppe Benvenuto, sarà ospitata nella spettacolare Torre San Felice, dal 7 giugno al 20 settembre 2026.
Oltre venti opere uniche in mostra, dagli anni Quaranta agli anni Ottanta, che mettono in luce e ripercorrono l’importanza del Maestro Renato Guttuso, artista simbolo di un movimento artistico e politico.
La selezione delle opere è minuziosa ed accurata, concerne i paesaggi della sua amata Sicilia, i ritratti e i dipinti manifesto.
Renato Guttuso (Bagheria 1911- Roma 1987), ha dato un importante contributo all’arte del Novecento, influenzato dal contesto sociale, storico e politico si espone in prima linea, rappresentando realtà e manifesti contaminati da idealismi, ideologie, esistenza ed attualità dell’epoca.
Il legame con la sua Sicilia e lo scenario vissuto in adolescenza sono cruciali nella costruzione di Guttuso come Artista e di Guttuso come persona, non c’è divisione, il suo attivismo sociale politico lo inserisce nei suoi quadri, la sua vena artistica diventa così strumento e strumentalizzazione per descrivere l’ambiente circostante.
La sua terra è protagonista sulla tela, non solo come impatto politico, ma anche come venerazione di una natura promessa e promettente, in equilibrio tra la bellezza e la lotta interna degli abitanti, un elogio ma anche una denuncia a ciò che hanno dovuto vivere.
Tra le opere in mostra sono presenti “Fichi d’india”, “Tre persone che guardano l’Etna”, “Peperoni (studio per la Vucciria)”, tutto riconducibile e riconoscibile al suo rapporto intimo ed intrinseco con il Mediterraneo, anche le trame di luce e l’intensità di colore fungono da eco di questo legame.
Il fulcro non è solo la Sicilia, ma anche le persone in quanto essere umani, il valore del lavoro, la dignità spingendo sulle abilità semplici ma faticose, in quadri come “Il falegname”, Guttuso nobilita il mestiere, popolare e diffuso, il suo obiettivo è quello di mettere al centro la comunità, non chi ha fama, ma chi lotta per avere una vita rispettabile lavorando duramente.
Anche nella rappresentazione delle Figure Femminili, la donna ha il fascino mediterraneo, pullula una sensualità che addentra ancor di più in una dimensione teatrale di un’atmosfera popolare, contadina e terrena. Non c’è tratto etereo e utopistico, ma è crudo e diretto.
Renato Guttuso è senza ombra di dubbio un’artista riferimento del ‘900 italiano per la sua narrativa realista e per il suo operato ed impegno politico.
Questo è il motivo per cui Giuseppe Benvenuto, in collaborazione con la Galleria Lombardi, con patrocinio della Regione Puglia e del Comune di Vieste, decidono di omaggiare l’Artista in una location splendida del sud.
“Guttuso ha dipinto la Sicilia come una terra che si porta addosso il peso della storia e la luce del Mediterraneo: una terra di fatica, di radici profonde, di una bellezza che non si concede facilmente. Vieste è fatta della stessa materia. Il Gargano ha la stessa durezza calcarea, lo stesso mare che non mente, la stessa comunità che conosce il valore del lavoro e della dignità. Ospitare questa mostra alla Torre San Felice è un riconoscimento. Guttuso aveva già dipinto qualcosa che appartiene anche a noi”, dichiara il Sindaco di Vieste, Giuseppe Nobiletti.
“C’è un filo che unisce la Sicilia di Guttuso al Gargano: entrambe sono terre di confine, sospese tra il mare e una storia antica che non smette di pesare. Guttuso ha fatto di quella tensione la sua poetica: ha messo al centro il pescatore, il contadino, il falegname. Perché chi lavora con le mani merita di stare al centro di un racconto. Portare queste opere a Vieste significa interrogarsi su ciò che siamo stati e su ciò che vogliamo essere: una comunità che riconosce la propria identità nei valori che Guttuso ha difeso con il pennello”, aggiunge Alessandro Del Zompo, Consigliere comunale con delega alla Cultura.
La mostra è accompagnata da un catalogo edito dalla galleria Lombardi e per questo si ringrazia l’Archivio Renato Guttuso per la disponibilità concessa..
Orari e giorni di apertura
Dal martedì alla domenica, ore 10.30 – 13.30 | 16.30 – 19.30
Chiusura settimanale: lunedì
“L’Arte che parla Moderno e Contemporaneo”, viaggio tra i grandi maestri del Novecento
Foggia si conferma un polo d’eccezione per l’arte con la mostra “L’Arte che Parla Moderno e Contemporaneo” fino al prossimo 30 settembre. Un titolo che è una promessa: quella di far dialogare epoche, stili e linguaggi diversi attraverso le opere di alcuni dei più grandi artisti che hanno segnato la storia dell’estetica mondiale.
Ospitata negli spazi della Contemporanea Galleria d’Arte in Viale Michelangelo 65, dal 3 luglio al 30 settembre 2026, l’esposizione offre un percorso espositivo di altissimo profilo, curato con la consueta visione da Giuseppe Benvenuto. La mostra si propone non solo come una galleria di “pezzi unici”, ma come un racconto visivo che attraversa le avanguardie, la pop art, lo spazialismo e le tendenze urbane contemporanee.
Un parterre di nomi leggendari
Scorrere la lista degli artisti in mostra è come sfogliare un manuale di storia dell’arte. Il pubblico potrà ammirare da vicino il genio di Pablo Picasso e l’estro di Robert Rauschenberg, figure che hanno rivoluzionato il concetto stesso di immagine.
Il focus sulla grande scuola italiana è altrettanto potente. Dalle astrazioni cromatiche di Carla Accardi e Giulio Turcato, si passa alle rigorose indagini spaziali di Agostino Bonalumi, Enrico Castellani e Dadamaino. Non mancano i protagonisti della Scuola di Piazza del Popolo e del pop italiano, come Mario Schifano, Tano Festa e il maestro dei décollage Mimmo Rotella.
Dal moderno al contemporaneo: il dialogo continua
La mostra guarda anche al presente e alla contaminazione tra i generi. Accanto ai maestri storicizzati, troviamo l’eclettismo di Luigi Ontani, la potenza innovativa di Pino Pascali e la narrazione urbana di Obey (Shepard Fairey), uno degli artisti di street art più influenti al mondo.
Questo accostamento coraggioso permette al visitatore di comprendere come l’arte sia un filo ininterrotto: “parla” una lingua che, pur evolvendosi, mantiene intatta la sua capacità di interrogare la realtà e l’animo umano.
La mostra è visitabile presso la Contemporanea Galleria d’Arte – V.le Michelangelo, 65, a Foggia, dal 3 luglio al 30 settembre 2026