Leonardo Ricucci
Ognuno di noi ha in sé uno spirito creativo e imprenditoriale nel progettare il proprio futuro, specie se egli vive in una città come Monte Sant’Angelo, che ha in sé grandi potenzialità, non solo economiche, quanto culturali e sociali, legate per tanta parte al proprio territorio, quale espressione di un lungo processo storico fatto di eventi e di presenze di vari popoli, che nel tempo hanno lasciato qui il loro sapere, ma soprattutto la loro capacità di dare al territorio delle potenzialità che purtroppo sono poco prese in considerazioni, tale da essere considerate come valori di un futuro sviluppo socio-economico.
Un territorio che ha in sé grandi valori di ordine turistico-economico, oltre che di ordine storico-culturale. E in ciò mi riferisco alla presenza di un vasto territorio della Città di Monte Sant’Angelo, uno dei più estesi della Puglia, che comprende varie zone, fra cui la Piana di Macchia, la Valle di Carbonara, il territorio fra Monte e Mattinata, detto “Gentile”, la zona di Pulsano e così via. Un vasto territorio che purtroppo è rimasto privo di un Piano di sviluppo economico, nonché di un Piano di Rigenerazione Urbano Sostenibile, quanto di un Piano di sviluppo rurale. Purtroppo, oggi, siamo presi da tanti problemi e da tante paure, oltre che da uno stato di perenne instabilità a livello non solo locale, quanto a livello generale, tanto da influire negativamente sullo sviluppo della gente che vi vive. Tensioni che si riversano non solo a livello generale, fra nazioni e popoli in perenne conflittualità, quanto sulla gente che è costretta a subire tali tensioni di ordine politico-sociali. Una città, come quella di Monte Sant’Angelo, che secondo alcuni, vive un periodo di profonda crisi economica, in uno stato di perenne instabilità sociale, tale da creare delle condizioni negative che si riversano sul piano economico-sociale, con un progressivo decremento demografico, dovuto all’abbandono da parte dei giovani della loro città, con un progressivo degrado del centro abitativo, dove la maggior parte delle case sono chiuse e in vendita.
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Il giovane Leonardo Ricucci, imprenditore, crede ancora nel futuro locale
Una situazione di crisi generale che purtroppo nuoce alla nostra convivenza e al nostro benessere, con una progressiva emigrazione delle famiglie verso i paesi del Nord. In questo senso ognuno di noi si rifà al nostro passato e, quindi, alla città di un tempo in cui essa, negli anni Cinquanta e Sessanta, aveva raggiunto una popolazione, compreso Mattinata, di circa 25.000 abitanti.
Una città che eccelleva in vari settori, fra cui quello dell’agricoltura, della pastorizia, dell’edilizia, ma specialmente nel campo dell’artigianato, su cui l’intera comunità fondava il proprio benessere e la propria economia. Un settore che comprendeva la lavorazione del ferro, del cuoio, della pietra, del legno, del vestiario, dell’oreficeria, della lavorazione del pane e dei nostri prodotti locali, fra cui l’olio. Un settore, che dava lavoro a molti montanari, ma soprattutto dava qualità alla nostra vita, attraverso più di 800 botteghe artigianali. Oggi, tutto questo mondo è finito. Un mondo su cui si basava la nostra vita, un tempo in cui tutti noi sognavamo di diventare, non solo grandi professionisti, ma anche grandi artigiani, con le loro tradizioni popolari. Un mondo che ormai è scomparso, in quanto negli anni Sessanta e Settanta, si è preferito scegliere la strada dello sviluppo industriale, nella Piana di Macchia, attraverso l’istallazione dell’Enichem, una industria altamente inquinante, invece di affidarsi ad uno sviluppo autosostenibile, che valorizzasse il territorio invece di distruggerlo. Come del resto è avvenuto. Vedi oggi la situazione degradante della Piana di Macchia.
Oggi dobbiamo dare merito e plauso al coraggio e all’iniziativa di un giovane artigiano locale, l’imprenditore Leonardo Ricucci, il quale in qualità di panificatore, ha prelevato l’attività del suo predecessore Donato Taronna, con la volontà di farne un centro di alta qualità artigianale nella produzione del pane locale e dei dolci. Una tradizione familiare, in quanto sia suo padre che i suoi fratelli, sono a pieno titolo i nuovi artigiani del pane di Monte Sant’Angelo, conosciuto e apprezzato in tutta Italia e anche all’estero. Del resto a ciò ha contribuito anche il nostro concittadino Donato Taronna, il quale ha sempre creduto nel suo mestiere e nella capacità di creare con la sua volontà e la sua perizia un settore che potesse dare lustro e gloria alla Città dell’Angelo. Del resto è a tutto noto che ogni turista, che viene a Monte Sant’Angelo, ha avuto sempre, come tappa obbligatoria, di visitare il forno Taronna, e gustarne le sue specialità gastronomiche, fra cui il pane e i dolci locali. Lorenzo Ricucci vuole continuare la tradizione di Donato, perfezionando il suo settore e facendo della sua bottega un centro di alta qualità gastronomica dell’intero Gargano. Del resto alcuni mesi fa la gastronomia di Monte Sant’Angelo ha avuto il merito di essere considerata come Patrimonio Culturale Immateriale dell’UNESCO. Infatti la cucina garganica si distingue per la sua autenticità, genuinità e il forte legame con il territorio, di cui fa parte il Parco Nazionale del Gargano. Un patrimonio unico e genuino, a cui hanno contribuito soprattutto i nostri panificatori e i nostri cuochi e chef, fra cui il noto Gegè Mangano.
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Il giovane Leonardo Ricucci, imprenditore, crede ancora nel futuro locale
Oggi Leonardo Ricucci intraprende la sua carriera e il suo apostolato nel campo della gastronomia garganica attraverso i suoi prodotti, specialmente il pane e i dolci locali. Una fragranza che pochi paesi della Puglia e dell’Italia possiedono. Un pane dalla crosta morbida e croccante con una mollica soffice e compatta, dovuto ai tanti bravi e valenti panificatori, il cui prodotto è esportato in tutta Italia, fino a Milano. Un pregio e una qualità del nostro pane che solo in poche zone di Italia si produce. Un giovane, come Leonardo Ricucci, che crede non solo nel suo mestiere, quanto nella capacità della Città di Monte Sant’Angelo di porsi in prima fila nell’ambito della gastronomia garganica, ma soprattutto nell’ambito dello sviluppo socio-economico della Montagna Sacra.
Un nuovo imprenditore della nostra tradizione gastronomica e, quindi, artigianale, i cui prodotti, fra cui pane e dolci, oggi sono acquistati e gustati da milioni di turistici che ogni anno si riversano verso la Montagna dell’Angelo, per visitare non solo il nostro Santuario, quanto per gustare le nostre tradizioni gastronomiche, fra cui non solo pane e dolci, ma anche le famose orecchiette del posto. Per non parlare, poi, di sua maestà il “panzerotto”, che si produce nell’ampio spazio di Piazza Acceptus all’ombra del Campanile del nostro santuario di San Michele. Tutto questo, lo trovate oggi, più che mai, nel panificio del nostro giovane imprenditore Leonardo Ricucci, il cui sorriso, oggi, lo troviamo impresso sulla parete adiacente il suo negozio. Un sorriso di orgoglio e di auspicio per un futuro migliore, non solo per sé stesso, quanto per la sua città Monte Sant’Angelo e della sua gente che aspira a creare salde basi per uno sviluppo autosostenibile dell’intero suo territorio. Una città che, attraverso la presenza di milioni di turisti, provenienti da ogni parte del mondo, fra cui Francia, Germania, Spagna, Paesi Bassi, Polonia, Romania e dai paesi Orientali, fra cui Cina, Giappone, India, Indocina, è diventata una Città al Centro del Mondo e, quindi, un faro luminoso lungo i grandi itinerari della fede e della speranza in un mondo migliore.