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Nasce ufficialmente il Tavolo Istituzionale regionale sull’obesità. Lo annuncia il consigliere Felice Antonio Spaccavento, presidente della III Commissione permanente Sanità e Servizi Sociali del Consiglio regionale.
“Da oggi la Puglia ha un Tavolo Istituzionale permanente sull’obesità, con un obiettivo preciso: costruire un percorso diagnostico terapeutico assistenziale unico, capace di garantire la stessa qualità di presa in carico da Lesina a Tricase, senza differenze tra Nord e Sud della nostra regione” – dichiara Spaccavento. “È un impegno che nasce da un dato epidemiologico che non possiamo più permetterci di ignorare: in Puglia oltre un adulto su sette convive con l’obesità, e tra gli over 65 l’eccesso ponderale riguarda più di un residente su due”.
Il Presidente della Commissione sottolinea anche il valore culturale della scelta compiuta: “Insieme alla nascita del Tavolo, cambiamo il modo di parlare di questa patologia: da oggi le istituzioni regionali non parleranno più di ‘obesi’, bensì di pazienti affetti da obesità. Non è una sottigliezza lessicale: è il riconoscimento, in linea con la Legge Pella, che l’obesità è una malattia cronica, progressiva e recidivante, e non una colpa individuale o una questione di forza di volontà”.
“Il confronto in Commissione ha visto la partecipazione di esperti del settore, medici, professori universitari e rappresentanti dei pazienti, che ci hanno consegnato un quadro chiaro su cui costruire questo percorso” – prosegue Spaccavento. “Il Tavolo dovrà definire linee guida regionali attuative, un modello Hub & Spoke che metta in rete i centri di riferimento come l’IRCCS ‘De Bellis’ di Castellana Grotte con tutto il territorio, e percorsi di prevenzione che partano dalle scuole. La Legge Pella ci ha dato gli strumenti, il lavoro di oggi in Commissione ci ha dato l’occasione. Ora costruiamo, insieme a clinici, istituzioni e pazienti, il PDTA che la Puglia aspettava”.
Obesità come malattia cronica
L’audizione richiesta da Spaccavento, alla quale hanno partecipato Sebastio Perrini, direttore dell’Unità operativa complessa di endocrinologia del Miulli, Leonilde Bonfrate, internista dell’Irccs De Bellis di Castellana Grotte, ed Eligio Linoci, presidente dell’associazione “La Mattina dopo Aps” e vicepresidente Fiao – Federazione italiana associazioni obesità, ha di fatto riattivato il tavolo regionale sull’obesità, con l’obiettivo di costruire un Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale unico per tutta la regione.
Spaccavento, nell’illustrare le ragioni dell’audizione, è partito dalla legge Pella del 2025, che identifica finalmente l’obesità come malattia cronica e la inserisce tra i Lea. Ha poi richiamato la proposta di legge regionale del consigliere Antonio Scalera sul trattamento dell’obesità, attualmente in attesa del referto tecnico e che sarà calendarizzata quanto prima.
“L’obesità – ha detto il presidente della Commissione – è una malattia cronica che si riflette in altre patologie ed è un costo rilevante sia in sé sia per le patologie ad essa correlate, quali malattie cardiovascolari, diabete, ipertensione, osteoartrosi, malattie del tessuto muscolare e depressione. Quindi non è un elemento marginale, ma un fenomeno di sanità pubblica in costante crescita, con un impatto economico e assistenziale che merita attenzione e soprattutto modelli strutturati di presa in carico”. La Puglia è una delle regioni italiane in cui l’obesità registra i valori più elevati, anche tra i bambini di 8-9 anni, fattore che incide sull’organizzazione del trattamento e sulla presa in carico dei malati attuali o potenziali.
Per questo Spaccavento ritiene fondamentale l’istituzione di un tavolo tecnico con competenze multidisciplinari, per poi avviare il PDTA: un team che metta insieme i protagonisti clinici, le istituzioni regionali, le associazioni dei pazienti e il mondo della scuola, chiamato a svolgere un ruolo essenziale nella prevenzione, promuovendo corretti stili alimentari, educazione allo sport e percorsi di cura strutturati.
L’obiettivo – condiviso dagli esperti intervenuti – è quello di utilizzare modelli basati su hub (centri di riferimento) e spoke (presidi sanitari periferici che gestiscono le urgenze ordinarie e le cure di base) per il trattamento dell’obesità, dall’identificazione del rischio fino alla cura, chirurgica o farmacologica, necessaria a limitare gli effetti della patologia e la notevole mobilità passiva determinata soprattutto dagli interventi di chirurgia bariatrica.
Dagli interventi in Commissione è emerso che la Puglia dispone già di modelli da replicare ed estendere, praticati da tempo all’Irccs De Bellis di Castellana Grotte e nell’ospedale ecclesiastico Miulli di Acquaviva delle Fonti.
Sebastio Perrini ha riferito di aver istituito un percorso per la cura dell’obesità e delle malattie associate, evidenziando che l’obesità è una malattia cronica, ma anche recidivante: se non intercettata e curata con continuità tende a ripresentarsi, soprattutto quando la diagnosi è tardiva e la presa in carico non tempestiva. Da qui la necessità di intercettare i pazienti fin dalle prime fasi dell’età. Il modello, ha ribadito Perrini, esiste, ma occorre strutturare hub e spoke per coprire il territorio ed evitare la mobilità passiva.
Sull’attività del De Bellis è intervenuta Leonilde Bonfrate: “Al De Bellis è attivo un centro ritenuto di eccellenza sia per l’obesità sia per la chirurgia bariatrica, che già rappresenta un modello sul territorio e che può essere integrato in un progetto più ampio, con degli spoke per i quali si potrebbe fare formazione”. Il centro opera con un team multidisciplinare composto da endocrinologi, internisti, professionisti dedicati alla nutrizione clinica, dietisti e nutrizionisti, psicologi ed esperti del movimento nel paziente obeso. Il percorso, già consolidato, parte da una valutazione multidisciplinare e dalla definizione del fenotipo del paziente, individuando modalità di trattamento anche secondo la medicina di genere.
L’assessore alla Salute Donato Pentassuglia ha chiuso l’audizione condividendo la necessità del tavolo tecnico, ma – ha sottolineato – di un tavolo anche interassessorile, perché le competenze coinvolgono non solo la sanità, ma anche la scuola, lo sport, l’agricoltura e la formazione.
Disposizioni in materia di programmazione sanitaria
Il disegno di legge “Disposizioni in materia di programmazione sanitaria” è stato incardinato in III Commissione, ma su richiesta di alcuni commissari di minoranza (Giannicola De Leonardis, Tonia Spina, Antonio Scianaro) il presidente è stato invitato a procedere alle audizioni degli stakeholder prima dell’esame e della votazione.
La legge, come illustrato dall’assessore Pentassuglia, nasce dall’urgenza di consentire ai territori di affrontare la carenza di medici di medicina generale, ridisegnando gli ambiti oltre il perimetro del distretto, ma “senza alcuno stravolgimento dell’assetto di base”, adeguandosi piuttosto ad alcune norme nazionali.
Il disegno di legge è stato presentato come un intervento organico che punta a razionalizzare e aggiornare gli strumenti di governo dell’assistenza territoriale, della specialistica convenzionata e della rete laboratoristica regionale.
Aspetti che preoccupano i consiglieri di minoranza, i quali ritengono opportuno un confronto con le parti sociali interessate – sindacati, rappresentanti degli ambulatori e dei laboratori convenzionati – per avere contezza diretta del loro punto di vista su una legge che incide in modo rilevante sulla medicina territoriale e sull’organizzazione delle strutture convenzionate.
Per questo Spaccavento ha assunto l’impegno di procedere alle audizioni lunedì prossimo, cercando una sintesi tra le richieste della minoranza e l’intento dell’assessore Pentassuglia di portare la legge in Aula il 28 luglio, così da non compromettere situazioni di carenza in diversi territori della regione.
Scianaro (FdI): “Occorre mettere le sedi accreditate nelle condizioni di garantire equità di accesso e appropriatezza delle prestazioni”.
“Oggi in Commissione Sanità si è svolto un confronto articolato sulla istituzione di tavolo tecnico dedicato all’obesità, ormai riconosciuta come una delle principali emergenze sanitarie e sociali, che richiede strategie integrate di prevenzione, presa in carico e cura.
Ho evidenziato come l’obesità abbia ricadute non solo sulla salute delle persone, ma anche sulla sostenibilità del sistema sanitario, incidendo in maniera significativa sui costi della mobilità passiva, in particolare per gli interventi di chirurgia bariatrica, sottolineando che i pazienti affetti da obesità generano un impatto negativo anche sulla mobilità passiva regionale legata alle conseguenze ortopediche della malattia, come gli interventi di protesi articolari, in particolare di ginocchio ed anca, spesso necessari in pazienti sovrappeso.
Ho richiesto una valutazione regionale dettagliata delle sedi accreditate presenti in Puglia, organizzate secondo il modello Hub e Spoke, con l’indicazione dei rispettivi carichi di lavoro, dei volumi di attività e dei tempi di attesa, al fine di garantire equità di accesso e appropriatezza delle prestazioni.
L’obiettivo è promuovere corretti stili di vita, educazione alimentare e attività fisica, affinché la prevenzione diventi uno strumento concreto per ridurre, a monte, il ricorso a cure complesse e costose e per limitare la mobilità passiva come misura preventiva.
Esprimo, infine, un ringraziamento a Sebastio Perrini primario dell’Ospedale Miulli di Acquaviva delle Fonti e a Leonilde Bonfante dell’IRCCS De Bellis di Castellana Grotte per le valutazioni tecniche e il qualificato contributo alla discussione”.