I probabili testimoni | fermo immagine del servizio su Rai 3 del programma “Chi l'ha visto?” del 29 aprile 2026
Come è stato scritto nel precedente articolo, è probabile che vi sia qualcuno o qualcuna che avrebbe assistito indirettamente all’omicidio di Dino Carta, assassinato in via Caracciolo la sera del 13 aprile scorso alle ore 21:58:25.
Ieri sera, 29 aprile 2026, durante la trasmissione “Chi l’ha visto?” in onda su RAI 3, è stato divulgato un altro video che potrebbe dare una probabile svolta alle indagini. Potrebbero essere due le persone che probabilmente hanno visto qualcosa subito dopo l’omicidio, perciò probabili testimoni, forse oculari non dell’atto omicida ma della fuga dell’assassino. I secondi del tempo riportato sulla telecamera che immortalano le due figure in base al luogo dove sono e da dove sarebbero passati son chiari. C’è, tuttavia, da confrontare i secondi predetti con quelli della traccia audio che cristallizzano il momento degli spari, ovvero alle 21:58:25.
Cerchiamo di spiegarlo, esaminando i secondi del tempo trascorso
Una parte della registrazione di una telecamera di un impianto di videosorveglianza privato resa pubblica dal legale della famiglia, l’avv. Michele Vaira, perpetua alle ore 21:58:54, perciò 29 secondi dopo l’omicidio, una donna, verosimilmente una ragazza, che procede nel senso inverso al luogo dove ha perso la vita Dino Carta, su via Caracciolo. Ancora ignota la sua identità, la donna stava osservando il suo smartphone e parrebbe non aver sentito e visto nulla forse perché con le cuffiette nelle orecchie o forse perché non ha transitato sempre su via Caracciolo, perciò imboccando via Caracciolo dall’uscita di piazzale San Giuseppe Artigiano, a poco più di 10 metri dal punto dove si vede nelle immagini del video: è un’ipotesi. Nella stessa frazione temporale dal video si vede transitare un ciclomotore, o scooter qualsivoglia catalogarlo, con una persona a bordo e si vede chiaramente che si gira a guardare, e va via.
Quello che colpisce l’attenzione, oltre all’azione del conduttore del ciclomotore, è la donna, perché se in quel momento camminava in quel punto, alle ore 21:58:54, prima dov’era? Se avesse transitato sempre su via Caracciolo inevitabilmente avrebbe visto qualcosa poiché dal luogo dell’omicidio per arrivare a piedi a quello cui viene ripresa ci vogliono oltre 28 secondi. La domanda è: come ipotizzato prima, siamo certi che non sia uscita dal piazzale di San Giuseppe Artigiano per incamminarsi su via Caracciolo? E si perché l’uscita dal piazzale è a pochissimi metri da dove è stata ripresa, pertanto non avrebbe visto nulla sia perché impegnata a vedere lo smartphone, sia perché dall’uscita del piazzale al punto immortalato a piedi ci vogliono circa 10 al massimo 12 secondi, ovvero alle ore 21:58:42 al massimo 21:58:44 secondi, sempre in base agli orari della telecamera che la riprende. La ragazza dalle immagini diffuse si vede che impiega 9 secondi per percorrere a piedi circa 15 metri da quando viene ripresa fino a quando scende dal marciapiede e poi 11 secondi per attraversare la strada per risalire sul marciapiede opposto.
Cosa diversa è la persona sul ciclomotore che si gira e perciò qualcosa ha visto, forse come consuetudine giovanile vedere la ragazza, o capire cosa faceva in terra una persona senza comprenderne il perché, appunto dove giaceva la vittima giacché sarebbe transitato da lì, o forse avrebbe visto qualcuno andar via ovvero solo la fuga dell’assassino. Anche perché da quando compare sul filmato a quando sparisce trascorrono 6 secondi, coprendo verosimilmente circa 35 metri. Aritmeticamente, ovviamente in modo approssimativo perché l’esattezza è compito dei tecnici investigatori stabilirlo, e in base alla distanza del luogo omicida vi sono 90 al massimo 100 metri e in base alla velocità dello scooter sarebbe dovuto passare sul luogo del delitto intorno alle ore 21:58:39 o 21:58:40, pertanto non avendo visto davanti il killer ma forse e solo dopo le sue spalle e forse anche il corpo in terra della vittima.
I media, da quanto si legge, si sono focalizzati più sulla presenza della ragazza che non dello scooter. Ipotizzando che la ragazza abbia sempre camminato su via Caracciolo può essere che la telecamera che ha immortalato il killer mentre fuggiva su via D’Azeglio possa averla ripresa. Solo così si è certi che la donna o ragazza avrebbe potuto vedere qualcosa. Ma se è uscita dal piazzale, no. Tuttavia gli investigatori potrebbero incrociare i dati delle celle telefoniche e risalire al numero di quel cellulare e conoscerne il proprietario e forse quella donna o ragazza. Come pure, con i potenti software a disposizione, risalire alla targa dello scooter. Tutte azioni che sicuramente il Nucleo Investigativo dell’Arma starà facendo, si spera.
Due particolari importanti, al vaglio degli investigatori, del Nucleo investigativo dei Carabinieri di Foggia, che intanto sta ascoltando molte persone residenti nell’area dell’omicidio alla ricerca di indizi, anche meno importanti che legati a quelli su cui si stanno concentrando potrebbero risultare fondamentali per dar un volto e un nome al killer di Dino.
Da quell’omicidio son trascorse oltre due settimane e finora, anche se non è l’unica pista battuta, quella regina è legata alla persona, ormai ribattezzata dai media Spiderman, che il 22 ottobre del 2023 morì cadendo dal balcone dello stabile dove abitava il padre di Dino, un palazzo con l’impalcatura per lavori di ristrutturazione. Pista supportata della teoria di una possibile vendetta perpetrata dal 2023 e che ora è al vaglio degli investigatori per alcuni post pubblicati sui social da alcuni parenti del 39enne che avrebbero un tono minatorio, come riporta il programma “Ore14” su Rai2: “Chi male fa, male aspetti… Le cattiverie tornano sempre al mittente, io mi siedo e aspetto, mica ho fretta” (pubblicato nel gennaio 2024). Ma c’è dell’altro, o meglio un altro post pubblicato il giorno dopo l’omicidio di Dino Carta: “Tempo a tempo e che soddisfazione mi devo togliere”.
Qui non si processa nessuno e tantomeno parallelamente si fanno indagini; spettano agli investigatori dei carabinieri condurle. Si analizzano dati noti, pubblici, riportando senza alterazioni e perciò informando i cittadini, funzione e mission del giornalismo. È doveroso incontrovertibilmente affermare che quelle frasi riportate nei post sui social per ora non costituiscono nessun elemento nell’inchiesta sull’omicidio del 42enne, purtuttavia gli inquirenti starebbero passando al vaglio.
Dal RIS di Roma, con la supervisione esterna del consulente perito della famiglia Carta il già generale dell’arma dei carabinieri Luciano Garofano, ex capo del RIS, si attendono i riscontri dattiloscopici sul caricatore del calibro 22, arma presumibilmente utilizzata dall’omicida e probabilmente del suo DNA. Nel frattempo dalla famiglia del Carta sia dall’avv. Vaira proseguono gli appelli a farsi avanti a chi sa qualcosa, alla donna o ragazza che camminava su via Caracciolo, al “centauro” sullo scooter, fornendo ai Carabinieri e alla Procura le loro testimonianze, ovviamente nella riservatezza garantita dagli inquirenti. Un appello recente recita: «Mio cugino è morto e sono due settimane che non si sa chi ha ucciso a Dino. Chi ha visto qualcosa parlasse. C’è una moglie e due bimbe che sono rimaste senza papà senza marito, e quei poveri genitori. Vi prego parlate. Tranquillo Dino avrai giustizia».

Ultimo dettaglio che è emerso durante la trasmissione della collega Federica Sciarelli, durante un’intervista fatta nello studio del legale dalla sua inviata, di “Chi l’ha visto?”, la collega Filomena Rorro, dove è stato ricostruito il probabile tragitto della donna che potrebbe aver visto e o sentito qualcosa, è stato riproposto l’audio degli attimi prima e dopo la morte di Dino Carta, quello dove si odono gli spari. Un audio, parte integrante di quello registrato da una telecamera privata in via Pisacane e mandato in onda in esclusiva durante il TG1 del 15 aprile 2026, che sarebbe stato segnalato anche da alcuni amici di Dino che hanno detto che la parte incomprensibile è in dialetto foggiano ed è stata tradotta. Ebbene, in quel frame audio c’era un passaggio incomprensibile. Detto dallo stesso avv. Vaira, dopo un’accurata analisi e traduzione dal dialetto foggiano, parrebbe che qualcuno dicesse: «Che hann arrùa o pitt…che due o tre colpi…» in italiano «Che devono arrivare al petto…che due o tre colpi». Mentre alla domanda dell’inviata Rorro, sul significato delle ultime parole ascoltate, «No, non ti vengo a disturbare mai più. Te lo giuro, te lo giuro. Te lo giuro, te lo giuro», il legale non da spiegazioni, giustamente per attendere una conferma degli inquirenti sulla sua paternità.
C’è anche un altro frame di un video di un’altra telecamera privata presente in zona che riprende 30 secondi prima degli spari, alle ore 21:57:55, un’autovettura che transita su via Caracciolo e che parrebbe avere il volume alto dello stereo. Chi era all’interno avrà notato qualcosa o visto qualcuno?
La voce che gira sui social e tra la gente a Foggia è che gli investigatori stiano in alto mare. In realtà, come giustamente dev’essere, è che non fanno trapelare nulla, se non la pista dell’incidente del 2023, seguendone altre forse anche più attendibili, probabilmente per non dare vantaggi a chi oggi crede di dormire sonni tranquilli. È un’ipotesi, un’impressione, tattiche investigative di tutto rispetto che, però, non si traducano in un altro caso Garlasco.
Chi sa, parli!
FOCUS:
- Ucciso mentre portava a passeggio il suo cane. Ucciso a Foggia Dino Carta, personal trainer incensurato
- Omicidio Dino Carta. Foggia sotto shock. «Dino, persona perbene, educata e sempre a disposizione di tutti»
- Omicidio Dino Carta. Ai foggiani il grazie dei familiari e «Chi sa aiuti la giustizia»
- Omicidio Dino Carta. Ancora nessun movente. Ipotesi sull’omicida. Diffusi video e audio
- Un aiuto concreto per le figlie di Dino. La raccolta fondi
- Omicidio Dino Carta. Nuovi indizi, la probabile ricostruzione video e audio sotto esame al RIS
- Omicidio Dino Carta. Sara, la moglie: «Spero che ci sia meno omertà e ci sia più coraggio»
- Omicidio Dino Carta. 4 colpi mortali, la conferma dell’autopsia. L’ex RIS Garofano nominato perito di parte
- Omicidio Dino Carta. Lutto cittadino giovedì 23 aprile
- Omicidio Dino Carta. Un corteo silenzioso tra lacrime e dolore
- Omicidio Dino Carta. “Foggia alza la testa! Ribellati alla violenza”. I funerali e il monito di Mons. Ferretti
- Omicidio Dino Carta. Qualcuna e qualcuno avrebbero visto