È probabile che vi sia qualcuno o qualcuna che avrebbe assistito indirettamente all’omicidio di Dino Carta, assassinato in via Caracciolo la sera del 13 aprile scorso alle ore 21:58:25.
Da quanto emerge da alcuni filmati delle telecamere di videosorveglianza private presenti su via Caracciolo, sembrerebbe che una persona nei momenti dopo l’esplosione dei colpi di pistole, un calibro 22, stava camminando sul marciapiede del lato opposto, in direzione della chiesa di San Giuseppe Artigiano, dove poi si è accasciato e morto Dino. L’immagine della ripresa non è nitida al punto di riconoscere quella persona, una donna per l’esattezza, ma incontrovertibilmente immortalano una probabile testimone oculare, ora alla ricerca degli investigatori.
Ma non è l’unica. Sempre dalle telecamere suddette, si vede un uomo che avrebbe potuto vedere il killer mentre fuggiva su via D’Azeglio e precisamente quando ha perso il caricatore. Difatti, la ripresa immortala questa persona che parrebbe seguire con lo sguardo il fuggitivo sulla bici elettrica.
Ovviamente tutto è al vaglio deli investigatori dell’Arma dei carabinieri e della Procura di Foggia con il sostituto procuratore inquirente dott. Giuseppe Mongelli che incessantemente stanno conducendo le indagini, vagliando l’ipotesi iniziale, quella della vendetta trasversale per un fatto risalente al 2023, e altre in più ambiti. Si scava nel passato ella vittima, dei familiari, i n cerca di indizi che possano rivelare presunte cause sull’efferato gesto.
Intanto il legale della famiglia Carta-Traisci, l’avv. Michele Vaira invita quella donna a farsi avanti, perché potrebbe dare una svolta, decisiva si spera, al caso.
Un appello contro la paura di chi avrebbe visto, contro il silenzio che oggi sta lasciando in strada un assassino, contro quell’omertà che condanna una città e che, purtroppo, in questo caso ha reso vedova una donna, la giovane Sara, orfane due figlie, Diaria Pia di 11 anni e Silvia Pia di appena 10 mesi, la dolce cagnetta Maya.
Contestualmente si attendono gli esiti delle perizie del RIS sul caricatore, esami dattiloscopici e del DNA per probabili presenze corporee dell’omicida, cui partecipa anche come perito esterno il già generale dei carabinieri Luciano Garofano, con mandato dei familiari della vittima.
Nel mentre di quanto detto e scritto, Foggia si mobilita. La raccolta fondi di seguito riportata ha superato la soglia posta in essere, raggiungendo oltre le 700 donazioni per un importo superiore ai 28mila euro. Ancora una volta i foggiani, e non solo, stanno dimostrando il grande cuore verso chi senza pretese ha bisogno di aiuto.
Chi sa, parli!
FOCUS:
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