Era stato preannunciato sui social, organizzato da amiche e amici di Dino Carta il corteo che ieri, 21 aprile 2026, ha sfilato per le vie centrali di Foggia.
Migliaia di foggiani si son dati appuntamento in via Caracciolo, laddove Dino Carta ha perso la vita per mano, ancora ignota, con 4 colpi di pistola la sera del 13 aprile scorso alle ore 21:58:25, raggruppandosi silenziosamente e con striscioni a testimoniare chi fosse davvero Dino e chiedere giustizia.
In prima fila al corteo c’erano i cari familiari del giovane 42enne, la moglie Sara con Maya, il cane, i suoceri, i parenti della vittima, amiche e amici della palestra dove Dino lavorava da personal trainer, gente estranea che ha voluto semplicemente esser vicina al dolore. C’era l’amministrazione comunale con la presenza della sindaca Maira Aida Episcopo. C’era la chiesa cattolica con i sacerdoti che Dino frequentava. C’era la stampa a immortalare quel momento. C’era la Foggia che chiede verità e giustizia e soprattutto il perché.
Una fiumana di gente che si è incamminata verso la chiesa di San Francesco Saverio, cosiddetta “delle colonne”, in piazza XX Settembre, dove Dino era ministrante laico e dove contrasse matrimonio poco più di due anni fa con Sara. Striscioni e una croce in legno portata in spalla degli amici di Dino all’inizio del corteo, a testimoniare il sacrificio di un uomo vittima delle barbarie di un altro, gesto che cerca un perché e giustizia, non vendetta come chi presumibilmente l’ha compiuto.
Davanti le colonne della chiesa quella fiumana, in lacrime, con il cuore colmo di dolore, dagli sguardi ancora increduli e visi arrossati dal pianto, ha ascoltato le parole di chi ha voluto ricordare Dino. «Siamo molto credenti» ha replicato suocero Antonio Traisci, proseguendo: «È il sacrificio di Dino, la sua sofferenza». Parole che confermano ciò che fino ad ora si è sempre detto di Dino Carta, all’anagrafe Annibale, padre di due figlie, la prima di 11 anni avuta in una relazione con un’altra donna con cui è sempre rimasto in ottimi rapporti, l’altra di appena 10 mesi frutto dell’amore tra lui e la moglie. Con il suocero c’era Sara, la moglie di Dino, piangente tra le braccia della mamma Daniela, della zia. E con loro c’era Maya, accucciata, con il volto triste, sofferente per Dino che non vedrà più, con cui non potrà più passeggiare come faceva ogni giorno, con cui si divertiva, giocava, incontrava amici e si faceva dolcemente accarezzare, restituendo amorevoli sguardi.
Giovedì 23 aprile p.v., alle ore 10:00, saranno celebrati i funerali di Dino Carta, nella chiesa del Santissimo Salvatore. Dalla famiglia il messaggio “Non fiori ma opere di bene, da devolvere in Chiesa”.
Chi sa, parli!
FOCUS:
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