«Solo ora due progetti per il riuso idrico a Foggia. Dopo un decennio di battaglie politiche, arriva una svolta per la gestione idrica in Capitanata. La Regione Puglia ha selezionato due progetti da 5 milioni di euro totali per affinare le acque reflue del depuratore di Foggia, destinandole all’agricoltura».
Ammonta a oltre 100 milioni di metri cubi il bilancio dell’acqua non affinata e andata dispersa negli ultimi dieci anni a Foggia. Una risorsa preziosa che avrebbe potuto mitigare la drammatica siccità che ciclicamente mette in ginocchio gli agricoltori della Capitanata. Oggi, dopo anni di sollecitazioni, arriva una prima risposta concreta.
La Regione Puglia ha selezionato su 4 interventi strategici per il riuso delle acque reflue depurate 2 riguardano direttamente il territorio di Foggia, per un totale di 5 milioni di euro. I progetti sono stati candidati dalla Giunta regionale al fondo ministeriale n. 473/2025 del MASE (Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica).
I due progetti per il territorio foggiano
Il piano di interventi si divide in due azioni complementari, che permetteranno di recuperare tra i 10 e i 12 mln di m.c. di acqua all’anno, da 2,5 milioni di euro ciascuna:
- Comprensorio irriguo del Fortore: proposto dal Consorzio per la Bonifica della Capitanata, punta ad aumentare la disponibilità di acqua affinata per l’uso agricolo in un’area strategica per la produzione pugliese.
- Ottimizzazione del depuratore di Foggia: presentato da Acquedotto Pugliese (AQP), prevede una nuova stazione di filtrazione per l’affinamento delle acque reflue.
Cataneo: “Ritardi incomprensibili, quanti danni agli agricoltori”
La novità viene commentata con un misto di soddisfazione e rammarico da Pasquale Cataneo, consigliere comunale di Foggia e membro del Coordinamento di Civica Italia, che da oltre un decennio segue la vicenda.
“Se ci fosse stata più reattività quando il Consiglio comunale approvò la mia prima delibera nel 2017, reiterata con altri atti consiliari e azioni di protesta, i costi sarebbero stati minori e avremmo salvato 100 milioni di m.c. di acqua” evidenzia Cataneo. “Questo avrebbe protetto l’agricoltura e preservato la stessa quantità di risorsa potabile nell’invaso di Occhito“.
Il consigliere ricorda inoltre l’importanza di completare analoghi impianti ad es. a Manfredonia e a finanziare altri come San Giovanni Rotondo, citando il modello virtuoso di Zapponeta, che anche grazie al riuso delle acque ha confermato la Bandiera Blu.
La sfida dei grandi invasi e i fondi in scadenza
Secondo l’esperto di politiche territoriali, i ritardi accumulati sono ingiustificabili se si paragonano i bassi costi, i tempi rapidi e l’acqua dispersa senza questi interventi rispetto alle grandi opere idriche, altrettanto necessarie e indispensabili, per i cittadini e le imprese di Capitanata, come il cd. “Tubone” o gli invasi di Palazzo d’Ascoli e Piano dei Limiti con il completamento delle reti di adduzione e distribuzione.
L’attenzione si sposta ora sulle scadenze imminenti dei finanziamenti nazionali. “C’è tempo fino al 28 maggio per presentare le domande per il Fondo idrico SFNIISSI, che ha una dotazione di 1 miliardo di euro” avverte Cataneo. “I soggetti territoriali competenti presenteranno le istanze per la sicurezza e la resilienza idrica? Noi non smetteremo di vigilare e solleciteremo un Consiglio comunale monotematico urgente a Foggia”.