Lettera Aperta ai parlamentari di Capitanata del centrodestra del dott. Vincenzo Rizzi, noto naturalista e ambientalista di Foggia oltre che curatore scientifico del Museo di Storia Naturale di Foggia, affinché coscientemente e per amor della vita e del delicato sistema ambientale della natura, votino No al Disegno di legge 1552 sulla caccia.
«Carissimi parlamentari
il Disegno di legge 1552 sulla caccia rappresenta un grave arretramento nella tutela della fauna selvatica, della biodiversità e della sicurezza dei cittadini. La proposta punta a modificare profondamente la legge 157/92, spostando l’equilibrio dalla protezione del patrimonio faunistico alla sua gestione in chiave venatoria, con il rischio concreto di ampliare spazi, tempi e modalità dell’attività di caccia. Si tratta di un provvedimento privo di solide basi scientifiche: non risulta infatti un confronto serio, preventivo e trasparente con ISPRA, né con le principali associazioni scientifiche, accademiche e naturalistiche italiane. Una legge che incide su ecosistemi, specie selvatiche, aree protette e sicurezza pubblica non può nascere dalla pressione di interessi di parte, ma deve fondarsi su dati indipendenti, valutazioni tecniche autorevoli e sul contributo della comunità scientifica.
Le critiche del testo sono confermate anche dai richiami arrivati in sede europea e internazionale. La Commissione europea ha evidenziato possibili profili di incompatibilità con le direttive Habitat e Uccelli, mentre il Comitato permanente della Convenzione di Berna ha chiesto chiarimenti al Governo italiano sulla coerenza del provvedimento con gli obblighi assunti dal nostro Paese in materia di tutela della fauna selvatica. A questi allarmi si aggiunge anche l’intervento del Papa, che, rispondendo alle preoccupazioni sollevate dalla Lipu, ha richiamato l’attenzione su un tema di grande rilevanza: la necessità di tutelare il Creato. Un messaggio che rafforza l’idea che la difesa della natura non sia una questione ideologica, ma una responsabilità etica, civile e collettiva.
La maggioranza presenta questa riforma utilizzando parole come “ambiente”, “biodiversità”, “nuove generazioni” e “articolo 9 della Costituzione”. Ma dietro questa cornice retorica si nasconde un testo che, nei fatti, amplia le possibilità di caccia, indebolisce i presidi tecnici e concede molto al mondo venatorio, penalizza chi protesta per difendere i beni comuni. Se una legge viene descritta come utile alla tutela della fauna, ma a festeggiarla sono soprattutto coloro che agli animali sparano, qualche domanda è inevitabile. La protezione della biodiversità non può essere utilizzata come etichetta per giustificare norme che aumentano la pressione sulla fauna selvatica. Non si tratta di una battaglia di parte: anche diverse voci dell’area culturale di destra hanno evidenziato l’inopportunità di questo provvedimento, chiedendone il ritiro o una profonda revisione.
Per queste ragioni rivolgo un appello chiaro a voi parlamentari del centrodestra della provincia di Foggia, Anna Maria Fallucchi, Giandonato La Salandra, Giorgio Lovecchio e Giandiego Gatta affinché decidiate di votare contro il disegno di legge 1552.
La provincia di Foggia, con le sue aree umide, i parchi, le zone agricole, le rotte migratorie e gli ecosistemi fragili, ha bisogno di più tutela, non di norme che aumentandone la pressione venatoria e indebolendo il controllo scientifico. La fauna selvatica è un patrimonio indisponibile dello Stato e appartiene all’intera collettività. Difenderla significa proteggere l’ambiente, la sicurezza dei cittadini, gli equilibri naturali e il futuro dei territori. Approvare una riforma così contestata, senza un reale confronto con ISPRA, con il mondo scientifico e con gli organismi competenti, significherebbe esporre l’Italia a nuove procedure di infrazione europea e compiere un passo indietro nella tutela della natura. Per questo chiedo a voi parlamentari foggiani del centrodestra un atto di responsabilità: fermarsi, ascoltare la scienza e votare contro questo disegno di legge».