Approvata all’unanimità la mozione presentata dai consiglieri Minerva (primo firmatario), Capone, Lettori, Falcone, Borraccino, Pagano, De Santis, Paolicelli, Ciliento, Pentassuglia, Piemontese, Vaccarella e Vurchio, che chiede un intervento urgente per potenziare gli organici delle Forze dell’Ordine sul territorio pugliese.
La mozione nasce dalla denuncia dei sindacati di polizia, secondo i quali le recenti assegnazioni di personale risultano insufficienti e squilibrate, incapaci di compensare pensionamenti e carenze strutturali. Particolarmente critica la situazione nelle province di Lecce, Brindisi e Taranto, dove il numero di nuovi agenti non copre nemmeno il turn over. Il Salento, con 96 Comuni e oltre 220 km di coste, richiede un presidio molto più capillare, aggravato dalla forte pressione turistica.
Dal dibattito sulla mozione è emerso che il problema ovviamente non può essere limitato alle tre provincie, ma interessa molto la provincia di Foggia, ma in generale tutto il territorio regionale, come evidenziato dai consiglieri sia di maggioranza sia di opposizione.
La mozione evidenzia inoltre il rischio che l’aumento di personale sia solo “apparente”, con ricadute negative sulla sicurezza, sulle condizioni di lavoro e sull’efficienza dei servizi. Per questo si chiede alla Giunta di intervenire nelle sedi nazionali competenti, in particolare in sede di conferenza stato regioni, per ottenere maggiori risorse umane e finanziarie e, parallelamente, di adottare ogni misura regionale utile a garantire un rafforzamento stabile degli organici della Polizia di Stato in Puglia.
Nota delle consigliere regionali del M5S Maria La Ghezza (Capogruppo), Annagrazia Angolano e Rosa Barone.
“Dobbiamo tenere alta l’attenzione sulla sicurezza in Puglia. Abbiamo votato per questo la mozione con cui si impegna la Giunta ad intervenire nelle sedi nazionali competenti per chiedere il potenziamento degli organici delle forze dell’ordine sul territorio pugliese, una questione che vede il M5S impegnato anche a livello parlamentare, con diverse interrogazioni presentate. In molte province italiane, al Nord ma soprattutto al Sud, i pensionamenti superano di molto le nuove immissioni. Questo significa che a fronte di assegnazioni numericamente limitate, le cessazioni dal servizio determinano saldi negativi, rendendo di fatto inefficaci i piani di potenziamento annunciati dal Governo. Nella provincia di Foggia è conclamata la presenza di tre mafie, con un solo tribunale che serve 600.000 cittadini; a Taranto la carenza cronica di personale si somma a fragilità sociali profonde; a Bari i commissariati sono sotto pressione costante senza rinforzi strutturali a Brindisi e Lecce il numero di agenti assegnati è del tutto insufficiente. Davanti a tutto questo servono misure concrete da mettere in campo per rafforzare in modo efficace e tempestivo la prevenzione e il controllo del territorio e per il potenziamento degli organici e delle risorse. Continueremo a tutti i livelli a chiedere al Governo risposte immediate che possano garantire la sicurezza dei cittadini e degli stessi operatori di polizia”.
Nota congiunta del Capogruppo PD, Stefano Minerva e della Presidente della V Commissione, Loredana Capone.
“La sicurezza è un tema che non può lasciarci indifferenti perché è un valore percepibile ogni giorno dai cittadini all’interno delle nostre città, ma oggi la Puglia si trova ad affrontare una carenza strutturale che mette a rischio la tenuta stessa del sistema”.
“I dati in nostro possesso delineano un quadro allarmante” proseguono Minerva e Capone. “Nonostante gli annunci, ci troviamo di fronte a un incremento di personale che è solo apparente e del tutto insufficiente a coprire i vuoti lasciati da pensionamenti e congedi”.
“A fronte di 170 nuove unità assegnate a livello regionale, interi quadranti come le province di Lecce, Brindisi, Taranto e Foggia sono stati sostanzialmente dimenticati, ricevendo appena 26 operatori complessivi”.
“I nostri comuni sono lasciati senza risorse adeguate per garantire il controllo del territorio, mentre gli operatori di Polizia sono costretti a lavorare in condizioni di estrema difficoltà”. “Senza un rafforzamento stabile ed effettivo, la gestione della sicurezza ordinaria si trasforma in una perenne rincorsa all’emergenza, basata su turnazioni particolarmente gravose, un ricorso sistematico allo straordinario e ritardi persino nel pagamento dei compensi dovuti al personale”.