Giuseppe Lacertosa
Riceviamo e pubblichiamo un’accorata lettera di Giuseppe Lacertosa che ha un ulteriore sogno in quel cassetto sempre colmo di idee e di iniziative a sostegno per i più bisognosi.
Buongiorno,
mi presento: sono Giuseppe Lacertosa, nato a Matera il 25 agosto 1955. Ho lavorato per molti anni come bancario e sono in pensione da circa quattro anni.
Vivo a Foggia dal 1987 e sono sposato con un’adorabile moglie, che mi comprende e mi lascia tutti gli spazi necessari per vivere questa nuova fase della vita in modo sereno e straordinariamente felice.
La passione per la fotografia solidale ha accompagnato gran parte della mia vita. Una suora missionaria pugliese, suor Noemi Tempesta, ha contribuito ad alimentarla e, negli anni, ho organizzato corsi e concorsi fotografici devolvendo interamente il ricavato in beneficenza.
Dallo scorso ottobre, insieme a un gruppo di volontari cattolici delle Suore di Santa Giovanna Antida, abbiamo inoltre ripreso la recita del Santo Rosario nelle corsie degli ospedali di Foggia.
Desidero raccontarvi come sono venuto a conoscenza dell’esperienza di Impresa Orante. Il 30 giugno mi trovavo a Roma con mia moglie e mio figlio, ospiti delle Suore Discepole di Gesù Eucaristico, in via delle Sette Chiese. Al quarto piano dell’istituto, dove purtroppo l’aria condizionata non era funzionante, cercando qualcosa da leggere per ingannare l’attesa, ho trovato sul comodino il foglietto della Santa Messa del 30 aprile 2023, nel quale Maria Chiara Martina raccontava proprio l’esperienza di Impresa Orante.
Quella lettura mi ha profondamente colpito e mi ha spinto a scrivervi. Mi piacerebbe ricevere i vostri suggerimenti e comprendere come poter promuovere anche qui, a Foggia, una piccola realtà ispirata a questa esperienza, affinché la preghiera, la fede e, in particolare, la recita del Santo Rosario possano diventare un cammino condiviso di speranza e uno strumento concreto per contribuire a rendere migliore la nostra società.
Vi ringrazio fin d’ora per l’attenzione e resto in attesa di un vostro cortese riscontro.
Con viva cordialità,
Giuseppe Lacertosa