Domani, domenica 19 aprile 2026, con l’Archeoclub D’Italia, sarà possibile visitare monumenti, siti di notevole bellezza nei borghi, frazioni e piccoli centri dell’Italia.
I Castelli di Montegiorgio nelle Marche il patrimonio storico sopravvissuto al terremoto del 2016.
A Civitanova delle Marche nell’Antico Borgo di Civitanova Alta apertura e visita della Sala delle Armi, a Corinaldo le Vie dell’Acqua tra fonti, pozzi, sentieri. A Castelsantangelo sul Nera Castelsantangelo sul Nera, visita guidata con informazioni storiche su ciò che ancora resta del patrimonio storico-artistico del Borgo. Escursione pomeridiana alla Madonna della Cona, chiesina-rifugio, importantissimo luogo di incontro e spiritualità, a m 1500 s.l.m. ed è il luogo sacro più in alto nelle Marche. A Ripatransone visita al Castello di Monte Antico e alle sue dimore storiche, curiosando tra gallerie d’arte e botteghe di artigianato.
In Sicilia il Borgo di Itala, con 1491 abitanti, tra chiese rinascimentali e i palazzi nobiliari.
In Sicilia il Borgo di Santo Pietro a Caltagirone con visita al museo naturalistico e trekking nel bosco di Santo Pietro con lettura nella natura. A Gela il Borgo di Butera con visita guidata del borgo medievale: chiese, castello, quartiere arabo. Narrazione su tradizioni gastronomiche e religiose. Pranzo con degustazione di piatti tipici.
Ed ancora a Paternò visita ad Antici quartiere dei Falconieri e Chiesa Dell’Itria con partenza dal Carcere Borbonico che oggi ospita il Museo Civico, visita alla Porta Gotica, alla Piazzetta Torre dei Falconieri (medievale) e Chiesa della Madonna dell’Itria.
E sempre in Sicilia, si farà tappa nel Bosco di Caltagirone in compagnia di colori, patrimonio storico – naturalistico e lettura in natura.
Mentre nella piana di Gela c’è invece il Borgo di Butera dove ci sarà la visita guidata del borgo medievale, in collaborazione con il Comune di Butera: chiese, castello, quartiere arabo, narrazione su tradizioni gastronomiche e religiose. Pranzo con degustazione di piatti tipici.
Poi sarà la volta del Borgo di Itala, con visita della Chiesa Madre e delle Chiese di San Pietro e Paolo e della Madonna della Catena, con illustrazione delle pregiate opere pittoriche che vi sono custodite.
A Paternò, invece, tappa ad Antici quartiere dei Falconieri e la Chiesa Dell’Itria con partenza dal Carcere Borbonico (oggi ospita il Museo Civico), visita alla Porta Gotica, alla Piazzetta Torre dei Falconieri (medievale) e Chiesa della Madonna dell’Itria.
In Campania, nel cuore dell’Irpinia c’è un borgo che ha il Belvedere della Gentilezza.
“Saremo sul balcone della Valle del Fiume Sabato. Primavera nei Borghi si terrà anche in Irpinia, nel borgo di Santo Stefano del Sole. Ci ritroveremo tutti in Piazza del Sole ( il belvedere dell Alta Valle del Sabato) con visita al Belvedere della Gentilezza, passeggiata per il Borgo Storico Castelluccio zona più antica del Paese, insediamento sannitico. Vedremo l’antico lavatoio con le Sorgenti Urciuoli da dove nasceva l’ acquedotto sotto Augusto. Santo Stefano gode di un paesaggio collinare ricco di testimonianze storiche e il nome, con la parola Sole, evoca calore, accoglienza, ospitalità. Saremo alle porte del Parco Regionale dei Monti Picentini e lo scorso anno il borgo ha compiuto i primi 500 anni di fondazione. Infatti Santo Stefano del Sole, nacque nel 1525! Parliamo di una perla nascosta che regala un’esperienza di turismo lento dove è possibile visitare dei gioielli come la Chiesa Madre di Santo Stefano Protomartire di origine medievale, il Palazzo Baronale che è simbolo del passato nobiliare del borgo ed ancora un mosaico di vigneti, uliveti, sentieri immergendosi in un vero polmone verde”. Lo ha annunciato Ilenia D’Oria, Presidente Archeoclub D’Italia sede di Avellino.
In Abruzzo visita all Borgo delle Favole, con i tanti murales che raccontano i classici affascinando famiglie, bambini e ragazzi. A L’Aquila invece trekkink lungo i borghi che formano la città Capitale Italiana della Cultura.
Un borgo che profuma di storia e rinascita, tra vicoli medievali, antiche mura e il ricordo di un assedio che nel 1462 cambiò il destino del territorio, Cellino Attanasio ti accoglie con il suo fascino intatto. Sarà una giornata che vibrerà di storia, colori e panorami mozzafiato: ci perderemo tra le stradine del centro fortificato, dove ogni pietra racconta la lotta tra Angioini e Aragonesi, poi vedremo il borgo colorato nella frazione di Scorrano”.
Immersione nel mondo delle favole in compagnia degli artisti e delle guide! Un ponte tra la storia e l’immaginario.
Giulio De Collibus – Presidente Archeoclub D’Italia sede di Pescara: “Sarà possibile passeggiare tra le stradine del centro storico alla scoperta dei murales dedicati a grandi classici come La Sposa Cadavere, La Bella Addormentata, Il Piccolo Principe, Alice nel Paese delle Meraviglie, Cappuccetto Rosso e Moby Dick. Saremo in compagnia della storia e della fantasia, della creatività”.
“Scopriremo un borgo che profuma di storia e rinascita. Tra vicoli medievali, antiche mura e il ricordo di un assedio che nel 1462 cambiò il destino del territorio, Cellino Attanasio ti accoglie con il suo fascino intatto. Sarà una giornata che vibrerà di storia, colori e panorami mozzafiato: ci perderemo tra le stradine del centro fortificato, dove ogni pietra racconta la lotta tra Angioini e Aragonesi, poi vedremo il borgo colorato nella frazione di Scorrano. Saremo nel “borgo da favola” celebre per i suoi murales ispirati alle favole, per poi raggiungere la suggestiva Torre di Montegualtieri, uno dei simboli più affascinanti della Val Vomano, pronta a regalare uno dei punti panoramici più iconici della vallata.
Ad Arpino, nel Lazio, a poco più di un’ora da Roma, visita alle Mura Pelasgiche accendendo la luce sulle misteriose e affascinanti civiltà megalitiche sparse nel Mediterraneo.
Saverio Zarrelli (Presidente Archeoclub d’Italia sede di Arpino, nel Lazio):” Domenica 19 ripercorreremo Le Nostre Mura, ascolteremo la Voce delle Pietre e mediteremo sul “ver sacrum … ovvero sul CAMMINO DELLA SPERANZA”. Un rito tipico della cultura safina in calendario inizio stagione primaverile, che era l’invocazione al dio Mars affinché tutelasse la scelta di un nuovo spazio vitale, di quello che stava per diventare un nuovo insediamento osco, in sostanza l’atto costitutivo di una nuova aggregazione collettiva che nel contempo, era anche la scelta del sito di fondazione. veniva acceso un rogo, con il fuoco bruciava ciò che non era edificante per il nuovo insediamento: dubbi, ansietà, paure, traumi, debolezze e fallimenti, nel mentre emergeva un nuovo spirito: quello spirito che penetrando la nuova terra prescelta, avrebbe dato poi corpo al “pagus” ”.