Con 47 voti favorevoli è stata approvata all’unanimità la proposta di legge di modifica alla legge regionale 10 novembre 2016, n. 29, di istituzione della Commissione regionale di studio e di inchiesta sul fenomeno della criminalità organizzata in Puglia.
Con la modifica apportata, considerata l’importanza dell’attività svolta nella X e XI legislatura dalla Commissione regionale di studio e di inchiesta sul fenomeno della criminalità organizzata in Puglia, si intende dare seguito alla sua attività anche nella XII legislatura in corso.
Va specificato che la Commissione regionale di studio e di inchiesta sul fenomeno della criminalità organizzata in Puglia è stata istituita, ai sensi e per gli effetti dell’articolo 31 dello Statuto della Regione Puglia (L.R. 7/2004) e dell’articolo 15 del Regolamento interno del Consiglio regionale, la cui presidenza tocca alle forze politiche di minoranza.
Un’ulteriore modifica riguarda l’abrogazione dell’articolo relativo al riconoscimento dell’indennità di funzione per il presidente, non ci saranno ulteriori oneri a carico del bilancio regionale.
Borraccino: “Organismo cruciale per la Puglia”
“Il Consiglio Regionale ha approvato all’unanimità la costituzione della Commissione Regionale Antimafia, assicurando continuità e piene funzioni a un organismo cruciale per la Puglia. Lottare contro le mafie e la criminalità organizzata vuol dire tutelare le aziende sane, il lavoro e tutti i cittadini, consolidando la fiducia nelle istituzioni. Inoltre, la cancellazione dell’indennità per il presidente è un chiaro segnale di sobrietà nella gestione dei fondi pubblici. Sui temi della giustizia, la politica deve superare gli schieramenti e collaborare per il bene collettivo. Bisogna educare alla legalità le giovani generazioni. Non bisogna mai indietreggiare rispetto a minacce e infiltrazioni nelle istituzioni da parte del crimine. Dalla parte della legalità, a testa alta, sempre”.
De Santis: “Di nuovo operativo un presidio fondamentale a tutela della legalità”
“La Commissione regionale di inchiesta sui fenomeni criminali in Puglia, con il voto unanime del Consiglio regionale, torna operativa e prosegue il suo lavoro anche nella legislatura in corso. Si rimette, così, in moto da oggi un presidio fondamentale a tutela della legalità e contro i fenomeni corruttivi nella nostra Regione, un presidio che negli anni ha dimostrato quanto sia importante la sua attività e il monitoraggio sui territori dei fenomeni criminali.
Le mafie, nel tempo, hanno mutato volto, strumenti, strategie, e per combatterle vanno studiate e comprese con la forza delle istituzioni, al fine anche di tutelare il tessuto economico e produttivo sano della Puglia”.
M5S: “Continueremo a portare avanti il lavoro intrapreso nelle precedenti legislature per incidere su questioni prioritarie per la nostra terra”
“Aver votato la proposta di legge con cui viene nuovamente istituita la commissione regionale di studio e inchiesta sul fenomeno della criminalità organizzata in Puglia è un segnale importante per l’intera regione”. Lo dichiara il gruppo regionale del M5S.
“Questa Commissione – spiega la consigliera Barone – è nata per impulso del Movimento 5 Stelle nel 2016, con la piena condivisione di tutte le forze politiche e ho avuto l’onore di esserne la prima presidente. In quella legislatura è stato ottenuto un risultato importante: nel 2019 grazie anche al lavoro della commissione è stato approvato il Testo Unico sulla Legalità. Un testo che ha fatto da raccordo tra le diverse norme esistenti ed è stato scritto tenendo conto dei suggerimenti pervenuti nel corso delle tante audizioni che abbiamo tenuto con chi tutti i giorni è in prima linea per combattere la criminalità. Durante il lavoro su quel Testo Unico, è nata l’idea della Fondazione Stefano Fumarulo, che tanto ha lavorato sull’antimafia sociale in Puglia e che abbiamo il dovere di ricordare.
Nelle passate legislature abbiamo audito sindaci, personaggi simbolo nella lotta alle mafie, Procuratori, ascoltato i loro suggerimenti e proposte e dato vita a iniziative di sensibilizzazione. È stato fatto un lavoro di ascolto, di impegno, cercando di creare una rete con le altre Commissioni antimafia presenti. Ora questo lavoro può continuare e lo faremo con sempre più impegno. Abbiamo il dovere di incidere su questioni prioritarie per la nostra terra, per migliorare la qualità della vita dei nostri concittadini”.