Il Consiglio regionale ha approvato a maggioranza, con la sola astensione del consigliere Lanotte (FI), il disegno di legge che introduce l’obbligatorietà della Valutazione di Impatto Generazionale (VIG) e della Valutazione di Impatto di Genere (VIGe) per i disegni e le proposte di legge, nonché per i regolamenti della Regione.
L’intervento normativo nasce dall’esigenza di adeguare l’ordinamento regionale a quanto previsto dall’articolo 4 della legge 10 novembre 2025, n. 167, che estende l’applicazione delle disposizioni alle “leggi della Repubblica”, ricomprendendo anche le leggi regionali. A tal fine, il provvedimento modifica la legge regionale 2 novembre 2011, n. 29, in materia di Semplificazione e qualità della normazione.
L’introduzione della Valutazione di Impatto Generazionale e della Valutazione di Impatto di Genere rappresenta però molto più di un semplice adeguamento alla normativa nazionale. Si tratta di una scelta strategica che punta a rafforzare la qualità della legislazione regionale, integrando nella fase di elaborazione delle norme strumenti capaci di valutarne gli effetti nel lungo periodo e di promuovere una maggiore equità.
La Valutazione di Impatto Generazionale consentirà di verificare preventivamente le ricadute delle politiche pubbliche sulle generazioni presenti e future, contribuendo a trasformare il principio dello sviluppo sostenibile in un criterio concreto di governo. Parallelamente, la Valutazione di Impatto di Genere permetterà di analizzare gli effetti delle norme sulle pari opportunità tra donne e uomini, favorendo politiche più inclusive ed efficaci.
Con questo provvedimento, la Regione compie un passo significativo verso una legislazione più moderna, responsabile e orientata al futuro, garantendo che ogni nuova norma sia non solo conforme al quadro normativo vigente, ma anche capace di rispondere ai principi di equità, sostenibilità e solidarietà tra le generazioni, nell’interesse del territorio pugliese.
Il Gruppo PD: “Ogni legge deve essere misurata sulle opportunità che crea per giovani, donne e future generazioni”
“Oggi portiamo finalmente in discussione una norma attesa da tempo, una legge che risponde a una domanda fondamentale: per chi scriviamo le leggi? A chi pensiamo quando iniziamo il nostro lavoro, quando elaboriamo una proposta, la discutiamo e la miglioriamo? È questa la domanda che dovrebbe orientare ogni giorno la nostra azione come rappresentanti delle cittadine e dei cittadini che ripongono nelle istituzioni la loro fiducia e le loro speranze”.
Lo dichiara il capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale, Stefano Minerva, commentando l’approvazione del disegno di legge che modifica la legge regionale n. 29 del 2011 sulla qualità della normazione. Il provvedimento introduce l’obbligo di effettuare, per tutti i disegni di legge, le proposte di legge e i regolamenti delegati della Giunta regionale, una valutazione preventiva dell’impatto generazionale e di genere, integrandola nell’Analisi di Impatto della Regolamentazione (AIR). Il testo è stato rafforzato da un emendamento a firma di Minerva, approvato nel corso dell’esame in Commissione, che estende la valutazione anche alla fase successiva all’entrata in vigore delle norme, attraverso la Valutazione di Impatto della Regolamentazione (VIR), consentendo così di monitorarne gli effetti concreti e, se necessario, correggerne le criticità.
“Con questo provvedimento – prosegue Minerva – affermiamo un principio chiaro: ogni legge deve essere valutata anche per gli effetti che produrrà sulle persone. Le esperienze del Parlamento europeo e delle più avanzate democrazie ci hanno insegnato che non basta approvare una buona norma nel presente, bisogna interrogarsi sull’impatto che avrà sul futuro e sulle nuove generazioni. Per questo la Valutazione di Impatto Generazionale si affianca alla Valutazione di Impatto di Genere. Viviamo in un tempo nel quale esistono ancora profonde disuguaglianze tra uomini e donne, nel lavoro, nelle retribuzioni, nei diritti e nelle opportunità. E quando parliamo di opportunità dobbiamo essere onesti perché la nostra società è ancora costruita in modo tale che uomini e donne non partono dalla stessa linea di partenza. Lo stesso vale per le nuove generazioni. Spesso non ci rendiamo conto che le decisioni che assumiamo oggi possono ampliare oppure limitare le possibilità di chi domani vivrà nella nostra terra, nel nostro Paese, in Europa e nel mondo. È per questo che questa legge rappresenta un passaggio così importante”.
“Con un emendamento a nostra firma – aggiunge – abbiamo voluto introdurre anche la valutazione successiva degli effetti delle norme perché non basta prevederne l’impatto prima dell’approvazione, è necessario verificarne nel tempo i risultati concreti. Le leggi devono poter essere monitorate, valutate e, se necessario, migliorate”.
“Infine – conclude Minerva – desidero rivolgere gli auguri all’assessora Leuzzi per la nascita del piccolo Enea. Vorrei dedicare simbolicamente questa legge a lui e, insieme a lui, a tutti i bambini e a tutte le bambine nati in questi giorni. È a loro che dobbiamo pensare quando legiferiamo affinché ogni scelta che compiamo oggi possa contribuire a costruire un futuro più giusto, più equo e ricco di opportunità”.
Il consigliere Cosimo Borraccino sottolinea come il provvedimento rappresenti un passaggio di grande valore culturale e istituzionale perché introduce un modo nuovo di costruire le politiche pubbliche.
“Da oggi – commenta – ogni legge regionale sarà chiamata a misurarsi anche con il proprio impatto sulle giovani generazioni e sulla parità di genere. È un cambio di prospettiva che apre nuove opportunità e che rende le istituzioni più attente ai bisogni reali delle persone. Continueremo a lavorare perché questo approccio trovi applicazione in tutta la produzione normativa regionale e diventi un riferimento stabile per le politiche future”.
La consigliera Loredana Capone evidenzia come: “una buona legge nasce sempre dalla capacità di comprendere la realtà e di valutarne gli effetti. I dati ci raccontano ancora un Paese segnato da profonde disuguaglianze: il divario salariale tra uomini e donne, le minori opportunità offerte ai giovani e la continua fuga di competenze verso altri territori. Per questo la valutazione preventiva dell’impatto delle norme diventa uno strumento fondamentale di migliore regolazione. Molte Regioni hanno già introdotto la valutazione di impatto di genere ma sono ancora pochissime quelle che hanno previsto anche quella generazionale. La Puglia sceglie di mettere insieme queste due prospettive perché giovani e donne sono ancora oggi tra i soggetti maggiormente penalizzati. Non si tratta di un adempimento burocratico ma di uno strumento che ci aiuterà a costruire politiche pubbliche più efficaci. Pensiamo, ad esempio, al trasporto pubblico, ai servizi educativi, alle misure per il diritto allo studio o al sistema integrato 0-6 anni: valutare preventivamente gli effetti di queste scelte significa progettare interventi capaci di migliorare concretamente la qualità della vita delle persone. Per questo assicureremo il massimo impegno affinché questa legge trovi un’applicazione piena e diventi uno strumento operativo nella costruzione delle politiche regionali”.