Cagnano Varano | scorci antichi
Affidare ai Comuni gli strumenti per governare la crescita delle locazioni turistiche, tutelando la residenzialità senza penalizzare uno dei principali motori dell’economia pugliese. È questa la principale innovazione del disegno di legge in materia di locazioni turistiche, approvato oggi a maggioranza dalla IV Commissione consiliare, presieduta da Antonio Tutolo, che introduce una disciplina organica del settore, coordinata con la normativa statale e costruita attorno ai principi di proporzionalità, necessità e non discriminazione.
Il disegno di legge è stato approvato con un emendamento presentato da Antonio Tutolo e sottoscritto da Loredana Capone che introduce alla fine della rubrica dell’Articolo 2 la specificazione “in forma imprenditoriale”, escludendo così dalle restrizioni previste dal disegno di legge i piccoli proprietari che integrano il proprio reddito mediante la locazione breve, affittando fino a due unità immobiliari.
Il provvedimento attribuisce ai Comuni a maggiore densità turistica e ai capoluoghi di provincia la possibilità di adottare specifici regolamenti per individuare aree del territorio nelle quali fissare criteri e limiti allo svolgimento delle locazioni turistiche. Le amministrazioni potranno intervenire sulla base delle caratteristiche dei singoli contesti urbani, valutando il rapporto tra posti letto turistici e popolazione residente, la disponibilità di alloggi destinati alla locazione ordinaria, la presenza delle strutture ricettive tradizionali e gli effetti del fenomeno sulla qualità della vita dei residenti.
Tra gli strumenti previsti figurano anche la possibilità di fissare limiti numerici alle locazioni turistiche in particolari zone della città, definire un rapporto tra superficie degli immobili e numero massimo degli ospiti e introdurre standard qualitativi relativi all’accessibilità, alle condizioni igienico-sanitarie, al decoro degli immobili e ai servizi offerti. L’applicazione delle eventuali limitazioni dovrà comunque avvenire in maniera graduale, attraverso un regime transitorio che tenga conto delle attività già legittimamente esercitate.
Il disegno di legge introduce inoltre una disciplina amministrativa uniforme distinguendo le attività esercitate in forma imprenditoriale da quelle svolte in forma non imprenditoriale. Per le prime sarà necessaria la presentazione della SCIA, mentre per le seconde viene prevista una Comunicazione di inizio attività (CIA), entrambe in modalità telematica attraverso il SUAP comunale. In tutti i casi dovranno essere attestati i requisiti soggettivi, l’agibilità dell’immobile, la capacità ricettiva e le caratteristiche dell’alloggio, rafforzando così il sistema dei controlli e della tracciabilità.
La riforma consolida anche il ruolo della banca dati regionale e del sistema informativo gestito da Pugliapromozione, attraverso cui saranno trasmesse tutte le comunicazioni relative all’avvio, alla sospensione e alla cessazione delle attività, migliorando il monitoraggio dei flussi turistici e l’attività di vigilanza dei Comuni.
Il disegno di legge interviene infine anche sul sistema dei controlli e delle sanzioni, aggiornando la legge regionale n. 49 del 2017, attribuendo ai Comuni funzioni di vigilanza più puntuali e coordinando la disciplina regionale con le recenti disposizioni statali sul Codice Identificativo Nazionale, oltre ad abrogare norme ormai superate e ricondurre l’intera materia in un unico quadro organico.
L’intervento legislativo nasce dalla profonda trasformazione che il comparto turistico pugliese ha conosciuto negli ultimi anni. Nel 2025 la regione ha superato i 6,6 milioni di arrivi e i 22,7 milioni di presenze, mentre le locazioni turistiche hanno raggiunto quasi 45 mila unità attive, rappresentando circa un quinto degli arrivi turistici regionali. Una crescita che ha contribuito in maniera significativa allo sviluppo economico dei territori ma che, soprattutto nei centri storici e nelle località a più elevata vocazione turistica, ha posto nuove questioni legate alla disponibilità di abitazioni per i residenti, all’aumento dei canoni di locazione, alla tutela del tessuto sociale e al rischio di fenomeni di overtourism.
È proprio per rispondere a queste esigenze che la Regione ha scelto di ricondurre sotto un’unica disciplina sia le locazioni turistiche sia gli affitti brevi, superando la frammentazione normativa esistente e offrendo ai Comuni strumenti di regolazione coerenti con la legislazione statale e con il recente orientamento della Corte costituzionale, che ha riconosciuto la possibilità per le Regioni di intervenire in questa materia quando la finalità è quella di assicurare un turismo sostenibile, salvaguardare la residenzialità e garantire un equilibrato governo del territorio.
L’obiettivo dichiarato del provvedimento non è limitare lo sviluppo turistico, ma governarne gli effetti, consentendo alle comunità locali di continuare a beneficiare della crescita del settore senza compromettere il diritto all’abitare, la vivibilità dei centri urbani e la conservazione dell’identità dei territori. In questa prospettiva, la legge si propone di trasformare il turismo da fattore di pressione in una leva di sviluppo sostenibile, affidando agli enti locali la responsabilità di calibrare gli interventi in funzione delle specificità di ciascun territorio.
Prima della votazione della legge sono stati ascoltati i rappresentanti di Azione Studentesca, che hanno evidenziato come, dal loro punto di vista, la conciliazione tra diritto allo studio, vivibilità universitaria e crescita del turismo sia cruciale, chiarendo che “la risposta non deve essere la penalizzazione ideologica e la morsa fiscale sulle attività private e sull’uso libero della proprietà”.
La seduta è proseguita con l’audizione di due associazioni di categoria degli ambulanti, Ama Ugl e Casambulanti, che hanno rappresentato le diverse problematiche del settore, con specifico riferimento a tre temi fondamentali: la necessità di riconoscere il lavoro praticato come usurante, la possibilità di fruire di finanziamenti a sostegno del comparto e le difficoltà create dall’aumento dei prezzi del carburante.
A fronte di una crisi oggettiva del settore, i consiglieri hanno evidenziato che molte delle criticità non sono risolvibili da parte della Regione; tuttavia, i commissari si sono impegnati a presentare delle mozioni che in via indiretta stimolino il governo centrale ad intervenire sul riconoscimento del lavoro usurante e con agevolazioni per il carburante.
Per ciò che compete alla Regione, la dirigente del Dipartimento Sviluppo Economico, Gianna Elisa Berlingerio, e la dirigente Francesca Zampano, a capo della Sezione Promozione del Commercio, Artigianato ed Internazionalizzazione delle Imprese, sono intervenute per illustrare le azioni avviate dalla regione. Hanno riferito che l’assessore allo Sviluppo Economico Eugenio Di Sciascio ha già avuto un’interlocuzione con le associazioni di categoria, alle quali ha annunciato una imminente revisione della legge regionale sul commercio su aree pubbliche, anche per il recepimento delle nuove linee guida nazionali di recente pubblicazione. È stata anche emanata una circolare ai Comuni nella quale è stata data puntuale informativa dell’avvenuta applicazione delle linee guida nell’ambito della immediata applicazione di una direttiva comunitaria, pertanto direttamente applicabile. Ai Comuni è stato ricordato che hanno un onere di monitoraggio e di ricognizione dei posteggi liberi.
Il presidente Tutolo ha infine assunto l’impegno di riconvocare la Commissione, con la partecipazione anche di Anci Puglia, per provare ad affrontare complessivamente la tematica del commercio ambulante, nell’ambito delle competenze regionali e in collaborazione con i Comuni.