Ironicamente sarcastico, a volte caustico, nel racconto dei fatti che necessitano immediate soluzioni. Buona sorridente
lettura.
Il 25 aprile 2026 Foggia ha testato con grande successo il sistema di videosorveglianza e formalizzato chi deve intervenire. E sì, perché, in questo caso, la Polizia Locale è stata molto solerte, ultra veloce, indefessamente ligia al dovere. Pertanto, se ora accade qualcosa a un foggiano, qualunque sia, e lo ripeto qualunque sia, sappiamo che c’è l’occhio elettronico, il nostro Grande Fratello, a identificare il malvivente e chi lo deve rincorrere, anche a piedi, come è avvenuto durante il giorno della Festa della Liberazione. E forse noi comuni cittadini potremmo chiedere con immediatezza di far visualizzare all’Autorità di polizia giudiziaria i video registrati, giacché questo “privilegio” è stato attuato per chi oggi ricopre una carica politica.
La notizia è stata divulgata dai media locali come “bomba” (nel merito era una acchiappa click) con tanto di riflettori abbaglianti puntati sul caso.
L’assessore ai trasporti pugliesi, Raffaele Piemontese, durante le celebrazioni del 25 aprile a Foggia, è stato investito, fortunatamente in modo molto lieve, da un giovane in monopattino elettrico che sfrecciava ad alta velocità.
Qui ci sarebbe da chiedersi come mai questi mezzi di trasporto superano le velocità di fabbrica e chi li modifica, e mettere in opera serrate verifiche sull’una e l’altra causa. A “babbo morto” è retorico chiederselo, ma va fatto. Certo è che sembrerebbe un ossimoro: la massima carica politica regionale ai trasporti ferito da un mezzo di trasporto. A Foggia direbbero «è ‘na barzllet», ma è un atto grave.
Nelle settimane scorse, invece, una notizia trattata come semplice cronaca e a riflettori spenti ci informa che un uomo, dopo alcuni giorni in agonia al Policlinico Riuniti, è morto dopo esser stato investito da un giovane e sempre in monopattino elettrico a Foggia, in via dell’Immacolata.
Nel primo caso l’investitore, fuggito come nel secondo, è stato acciuffato in pochissime ore. Dopo un dispiego di risorse pubbliche è stato individuato grazie alle telecamere degli impianti di videosorveglianza disseminate in città.
Nel secondo no, non è stato acciuffato nei tempi del primo, perché tutto questo darsi da fare non è stato messo in campo.
Il primo è stato un ottimo risultato, che avvalora il cospicuo finanziamento per l’installazione, messa in opera e condivisione in rete protetta, delle telecamere, con tanto di centrale operativa delle Forze dell’ordine. E per Foggia è un bene, un valore aggiunto, uno strumento per una maggiore sicurezza, se utilizzato anche come il primo caso.
Il secondo no, ed è facile mestamente comprenderne il perché.
Allora, chiediamoci se non è vero che su questa Terra, ovviamente Foggia compresa, vivono cittadini di serie A e di serie B, se non proprio di categorie molto più basse, dimenticate nell’oblio istituzionale di Autorità piegate al potente di turno.
Già, è vero, c’è differenza. Stiamo parlando di un politico, un assessore regionale in odor di Parlamento, che pur avendo un lieve taglio alla caviglia, medicato sul posto e senza alcuna urgenza sanitaria, e ripetendolo è un atto grave quello avvenuto al nostro Raffaele, la stampa, le Forze di polizia, e chi prontamente prono, purtroppo un luogo comune in questi casi, si è dato da fare per dare un nome e un volto al giovane monopattinista, tra l’altro accusato e sempre nel rispetto delle leggi vigenti di omissione di soccorso, ha perfino rincorso a piedi l’investitore, cosa mai vista qui a Foggia dalla Polizia Locale.
Ovviamente come comunità foggiana siamo più che felici che l’assessore stia bene, la salute innanzi a tutto, e che abbia dichiarato che avvierà politiche di rafforzamento contro l’utilizzo indisciplinato di monopattini e bici elettriche, coinvolgimento, come già avviene, la Polizia Stradale per il rispetto del Codice della Strada che di fatto norma questi mezzi di trasporto, prossimi ad avere una targa, quella che a giorni il ministro Salvini “battezzerà” a Foggia come la prima in Italia. Infatti, a giorni, probabilmente assisteremo all’incontro Piemontese-Salvini, il rosso e il nero, il progressista e il conservatore, ma alla fine una targa risolverà il problema dei monopattinisti e ciclisti indisciplinati?
Comunque, ritornando al tema, meno lo siamo per il modus operandi, poiché tutte le energie spese per Piemontese (non c’è ne voglia ma la giustizia non ammette ignoranza e tantomeno doppiopesismi e riguardi alle cariche ricoperte) da oggi devono e non dovrebbero essere messe in campo per tutti gli analoghi casi. E ne abbiamo tanti, ogni giorno, che minano l’incolumità, anche la vita, dei tanti pedoni e automobilisti foggiani.
L’augurio, anche se vano per i precedenti risultati ma siamo ottimisti per quelli futuri, che da oggi le Forze di polizia, in particolare quella Locale, siano molto più intransigenti nei riguardi di monopattinisti e ciclisti indisciplinati, che quasi sempre sfrecciano alla rinfusa, invadendo marciapiedi, attraversamenti e aree pedonali, giardini, parchi, sotto gli occhi di chi porta una divisa comunale.
Con due pesi e due misure, benvenuti in Italia, in Puglia, nella Foggia 90° volte solerte della Locale e della politica.
O dobbiamo continuare a sussurrarci in mente parafrasando il detto “Occhio che non vede, cuore che non duole”?
Ad Maiora!
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