I dati sono chiari e graniticamente accertati dal Viminale sulla piattaforma Eligendo. Vince il NO con il 53,74% a fronte del SI con il 46,26%.
Percentuali che in numeri diventano 14.461.074 voti del NO che abbattono il SI con 12.448.047 voti, con 61.531 sezioni scrutinate su 61.531, ovvero tutte.
Il dado è tratto, gli italiani si sono espressi, bocciando la proposta di riforma del governo sulla giustizia, di fatto bloccandola. È la democrazia, quella genuina, quella vera, che rispetta i Padri Costituenti.
L’ampio margine del NO, sancito dai circa 14,7 milioni di elettori, pari al 53,56%, ha dato una risposta politica all’attuale premier che prende atto del risultato, rispondendo che continuerà nella sua funzione per portare a termine il programma che chi l’ha votata vorrebbe veder realizzato. «Rispetto la sovranità popolare ma vado avanti» la prima dichiarazione a caldo della Meloni, mentre il campo largo esulta e punta alle primarie, in vista delle prossime elezioni politiche a metà 2027.
Tuttavia il freno imposto da questo risultato ovviamente cambierà alcune direttrici del governo e, presumibilmente, porrà risposte a quegli interrogativi sull’attuale squadra che si creano dopo una sconfitta. Gli oltre 2 milioni in più dei SI, che si fermano al 46,41%, confermano che il disamore per la politica non è una costante ridondante bensì la risposta che diventa sostanza di quei contenuti che si pongono in essere quando c’è di mezzo una richiesta per il futuro nel Paese.
Non si prevedeva un’affluenza così, che nel merito ha premiato una risposta non facile poiché il referendum era molto tecnico, pur essendo diventato oggetto politico del Si e del NO al governo, svilendo la vera natura referendaria.
Rimanendo dalle nostre parti, in Capitanata il NO ha superato il Si, affermandosi al 55,42%, con 123.996 voti a fronte del 44,58%, con 99.732 voti, sulle 652 sezioni scrutinate. Hanno votato 26.909.121 persone su 45.944.473 avente diritto. Solo nel capoluogo di provincia, a Foggia il NO è risultato pari al 60,20%, con 35.360 voti, mentre il SI si è fermato al 39,80%, con 23.378 voti, nelle 147 sezioni scrutinate. E non è l’unico comune della provincia a superare il 60%.
In Puglia il NO è risultato pari al 57,14%, con 936.589 voti contro il 42,86%, con 702.639 voti, sulle 4.032 sezioni scrutinate.