Maria Aida Tatiana Episcopo Sindaca di Foggia
Mercoledì 17 giugno 2026 la lettera della maggioranza, un documento a firma di tutti i Consiglieri indirizzata alla Sindaca Maria Aida Tatiana Episcono annunciando “È stata ritrovata la compattezza”. Oggi, 19 giugno 2026, è la Prima Cittadina a parlare non solo alla maggioranza, principalmente e soprattutto alle cittadine e ai cittadini di Foggia. Annuncia il suo ritorno da Sindaca e in Consiglio comunale ovviamente.
Non solo per la responsabilità istituzionale dovuta, per la vicinanza dei foggiani, amici, conoscenti e parenti, anche l’unione di intenti politici del “campo largo foggiano” ha determinato il passo indietro dalle dimissioni che la Episcopo ha formalmente comunicato e ufficializzato con un video sui social. Ovviamente è sull’ultimo stato d’essere che si cementa il ritorno della Sindaca giacché solo la “compattezza” può ridar luogo al mandato sindacale e perciò lavorare per la città. La fiducia alla base di tutto, quella che deve sempre tener banco nell’assise comunale, che ha voluto caparbiamente Maria Aida.
Difatti, nel messaggio ha tenuto porre in evidenza: «Nulla a che vedere con le grandi crisi, con le dimissioni quasi mensili di alcuni sindaci o del licenziamento ex abrupto di assessori o di mutuo soccorso di pezzi delle opposizioni che corrono a sostegno di una maggioranza decadente. Assolutamente non è questo caso, noi siamo 22 in Consiglio Comunale e c’è la sindaca che vota in Consiglio Comunale…. Una maggioranza che ha subito ecco, un momento di riflessione, di verifica, un ticket nella propria storia amministrativa… Quello che voglio dirvi resta in me l’impegno di quel voto che mi ha portato alla guida della città di Foggia il 23 ottobre 2023. Io ci sono chiedendovi in anticipo umilmente scusa per le mie debolezze o per le mie carenze perché qui non si tratta di supereroi o di regine che una finta e faziosa immaginazione di taluni vuole proporre al nostro contesto. Sono semplicemente una donna, sono semplicemente una persona, sono semplicemente una professionista dipendente dallo Stato e sono semplicemente una di voi».
Non son mancate “frecciatine” (lei le definisce umilmente “amarezze”) a chi dall’8 giugno, anche prima a dir il vero, quando si dimise da Sindaca, l’ha criticata aspramente sui canali social. «La dignità è qualcosa che si va riconosciuta, ma se la si possiede. In questo caso ho dubito, non si giudichi mai la dignità di un essere umano, se hai una tessera di partito o se sei colorato di altro, perché allora la strumentalizzazione e il pregiudizio è entrato nella tua casa, nella vita tua e anche nella tua professione...». Ma questa è davvero un’altra storia, mutuando il suo slogan elettorale.
«Ripartiamo insieme, uniti, in questa fase di rielaborazione del percorso in modo potenziato, in modo forte, in modo complice e unito per dare a questa città tutto ciò di cui ha bisogno e tutto ciò che merita. Lo faremo con impegno totalizzante, lo faremo con tutta la carica volitiva possibile. Soprattutto lo faremo insieme perché noi siamo un noi plurale dove ciascuno è protagonista e ciascuno è compartecipe e collabora all’obiettivo dell’altro», lo slancio personale e istituzionale alla città di Foggia.
Il testo integrale del videomessaggio
«Era l’8 giugno 2026 e nel pomeriggio formalizzavo al protocollo dell’ENTE le mie dimissioni dalla carica di sindaca protempore della città di Foggia. Sono trascorsi alcuni giorni, alcuni giorni durante i quali ho pensato, ho pensato molto, ho ripensato e l’ho fatto anche grazie alla vicinanza di persone non solo a me prossime, vicine o familiari, ma anche di cittadini e cittadini che anche attraverso i modi più estemporanei mi hanno fatto raggiungere, mi hanno fatto pervenire la loro voce, una voce di fiducia, una voce di incoraggiamento, una voce anche di affetto in tal unità sì. Lo stesso si è verificato con la mia maggioranza, una maggioranza che ha subito ecco, un momento di riflessione, di verifica, un ticket nella propria storia amministrativa.
Nulla a che vedere con le grandi crisi, con le dimissioni quasi mensili di alcuni sindaci o del licenziamento ex abrupto di assessori o di mutuo soccorso di pezzi delle opposizioni che corrono a sostegno di una maggioranza decadente. Assolutamente non è questo caso, noi siamo 22 in Consiglio Comunale e c’è la sindaca che vota in Consiglio Comunale. Per questo è giusto ringraziare le segreterie provinciali dei partiti e delle liste che hanno sostenuto la mia elezione, sia le segreterie locali che quelle provinciali che nazionali.
Veramente una vicinanza costante, continuativa e di alta qualità. Devo ringraziare la Presidente del Consiglio che anche in questa fase mi ha mostrato di poter gestire queste fasi transitorie in senso qualitativamente alto, sia in senso umano che amministrativo. Ringrazio i capigruppo e i consiglieri tutti, presenze che ostinatamente vogliono andare avanti per donare alla città, una città bisognosa di tante attenzioni e di tanti obiettivi, il meglio per crescere e consolidarsi.
Un messaggio lo voglio rivolgere anche alle opposizioni in qualità di sindaca di tutte e di tutti. Non rinunciamo, anzi perseveriamo nell’avere comportamenti istituzionalmente di rispetto. Vicendevolmente lo dobbiamo fare e lo dobbiamo fare qualificandoci come buoni amministratori della disciplina e dell’onore, un loro diktat ben preciso.
Qualche amarezza mi viene dalla lettura di alcuni post, post che veramente mi sconfortano per l’indelicatezza e anche dei toni e per la cultura del sospetto che esprimono. Addirittura Luigi mi dice, la dignità è qualcosa che si va riconosciuta, ma se la si possiede. In questo caso ho dubito, non si giudichi mai la dignità di un essere umano, se hai una tessera di partito o se sei colorato di altro, perché allora la strumentalizzazione e il pregiudizio è entrato nella tua casa, nella vita tua e anche nella tua professione.
Ho come un’insegnante, Nevina Di, che dice che noi non diamo spettacolo di coerenza. Chi viene dalla scuola sa che è proprio la psicologia dell’errore che rende foriero e rende strutturale l’apprendimento e che chi non sbaglia non si rimette in gioco, non cimenta in nuove strategie, probabilmente è un automa, un robot e non è un essere umano. Oppure Angela F. che ci dice che il campo largo non rinuncia agli stipendi.
Bene, io spero che anche a casa di Angela F. arrivino degli stipendi secondo contrattazione collettiva e per ripagare giustamente l’opera prestazionale che si dona all’organizzazione lavorativa di cui si è parte. Infine, per portare solo qualche esempio, Enza S. che ci dà dei pagliacci, offendendo in una sola parola due categorie, noi medesimi e anche una categoria di artisti i circensi che fanno della loro professione antica una ragione di vita professionale tramandata di generazione in generazione. Nessuno può insultare nessuno, nessuno può toccare Caino e nessuno può non essere garantista in un’Italia che è la culla del diritto.
Ripartiamo insieme, uniti, in questa fase di rielaborazione del percorso in modo potenziato, in modo forte, in modo complice e unito per dare a questa città tutto ciò di cui ha bisogno e tutto ciò che merita. Lo faremo con impegno totalizzante, lo faremo con tutta la carica volitiva possibile. Soprattutto lo faremo insieme perché noi siamo un noi plurale dove ciascuno è protagonista e ciascuno è compartecipe e collabora all’obiettivo dell’altro.
Questo è in sintesi ciò che è accaduto di cui vi ho offerto una narrazione riassuntiva ma quello che voglio dirvi resta in me l’impegno di quel voto che mi ha portato alla guida della città di Foggia il 23 ottobre 2023. Io ci sono chiedendovi in anticipo umilmente scusa per le mie debolezze o per le mie carenze perché qui non si tratta di supereroi o di regine che una finta e faziosa immaginazione di taluni vuole proporre al nostro contesto. Sono semplicemente una donna, sono semplicemente una persona, sono semplicemente una professionista dipendente dallo Stato e sono semplicemente una di voi.
E con questo spirito sommesso vi saluto e vi ringrazio per l’attenzione».
Prof.ssa Maria Aida Tatiana Episcopo, Sindaca della Città di Foggia