La Società Geologica Italiana (SGI) parteciperà al convegno “Prevenzione del rischio sismico in Italia”, in programma martedì 7 luglio 2026 alle ore 10.30 presso la Sala dell’Istituto di Santa Maria in Aquiro del Senato della Repubblica, su iniziativa del Senatore Pietro Lorefice.
L’incontro riunirà rappresentanti delle istituzioni, della comunità scientifica, delle professioni tecniche e del mondo produttivo per un confronto sulle strategie necessarie a rafforzare la prevenzione del rischio sismico nel nostro Paese.
Nel corso dell’iniziativa, il Presidente della Società Geologica Italiana, Rodolfo Carosi, porterà il contributo della comunità geologica italiana, ribadendo come la conoscenza del territorio e del costruito rappresenti il primo e più efficace strumento di prevenzione.
Il convegno vedrà la partecipazione di rappresentanti di ISPRA, INGV, CNR, Consiglio Nazionale dei Geologi, Commissione Grandi Rischi, Accademia Nazionale dei Lincei, Università, ANCE e di numerose altre istituzioni impegnate nella ricerca, nella gestione e nella prevenzione del rischio sismico, a conferma della necessità di un approccio integrato tra ricerca scientifica, amministrazioni pubbliche e professioni tecniche.
Nel corso dell’incontro interverrà anche il prof. ing. Stefano Pampanin, professore ordinario di Tecnica delle Costruzioni presso l’Università di Roma “La Sapienza”, che sottolinea come sia necessario cambiare paradigma nella gestione del rischio sismico.
«I terremoti non sono disastri naturali – ha affermato Stefano Pampanin – ma fenomeni naturali. Diventano disastri a causa della vulnerabilità e della fragilità delle costruzioni, spesso progettate sulla base delle conoscenze disponibili all’epoca. Il rischio sismico nasce dalla combinazione tra pericolosità, vulnerabilità ed esposizione: non sono i terremoti a uccidere, ma gli edifici che crollano. Negli ultimi cinquant’anni i terremoti hanno comportato, oltre all’enorme costo umano in termini di vittime, feriti e sfollati, un impatto economico complessivo stimabile tra 750 e 1.500 miliardi di euro, considerando sia i costi diretti di ricostruzione sia quelli indiretti legati alla perdita di produttività, allo sviluppo economico e all’aumento del debito pubblico.
È come se l’Italia avesse acceso un mutuo sismico cinquantennale, limitandosi però a pagare gli interessi senza ridurre il capitale. È necessario un Piano Nazionale di Prevenzione fondato su obiettivi chiari, priorità, risorse e analisi costi-benefici. Oggi disponiamo delle conoscenze scientifiche e delle tecnologie necessarie per affrontare in modo sistematico la diagnosi e la cura del patrimonio edilizio vulnerabile”.
Rodolfo Carosi (Presidente della Società Geologica Italiana) : “La cartografia geologica rappresenta una vera infrastruttura strategica per il Paese. Completare e aggiornare la Carta Geologica d’Italia, sviluppare la cartografia tematica e promuovere la microzonazione sismica, ovvero lo studio della risposta sismica locale e degli effetti di amplificazione dello scuotimento dovuti alle caratteristiche geologiche e stratigrafiche dei terreni, significa mettere a disposizione di amministratori, progettisti e cittadini strumenti indispensabili per pianificare uno sviluppo territoriale più sicuro e resiliente”.
“I terremoti non sono prevedibili nel tempo e nello spazio, ma il rischio sismico può essere significativamente ridotto attraverso una conoscenza sempre più approfondita dei processi geologici e delle caratteristiche del territorio, da un lato, e del costruito – edifici e infrastrutture – dall’altro. La prevenzione inizia dalla conoscenza. La Società Geologica Italiana richiama l’attenzione sul fatto che la sicurezza delle comunità non dipende esclusivamente dalla qualità delle costruzioni o dalla gestione dell’emergenza, ma anche dalla capacità di comprendere i fenomeni geologici che generano i terremoti. Lo studio delle faglie attive, della sismotettonica, della deformazione della crosta terrestre e dell’evoluzione geologica del territorio costituisce infatti la base scientifica su cui costruire efficaci politiche di mitigazione del rischio.
In questo contesto, la cartografia geologica rappresenta una vera infrastruttura strategica per il Paese. Completare e aggiornare la Carta Geologica d’Italia, sviluppare la cartografia tematica e promuovere la microzonazione sismica, ovvero lo studio della risposta sismica locale e degli effetti di amplificazione dello scuotimento dovuti alle caratteristiche geologiche e stratigrafiche dei terreni, significa mettere a disposizione di amministratori, progettisti e cittadini strumenti indispensabili per pianificare uno sviluppo territoriale più sicuro e resiliente”. Lo ha affermato Rodolfo Carosi, Presidente della Società Geologica Italiana.
L’evento del 7 luglio intende affrontare l’intera filiera della prevenzione del rischio sismico, dalla conoscenza geologica del territorio alla valutazione della vulnerabilità del patrimonio edilizio, fino agli strumenti normativi, tecnici ed economici necessari per ridurre gli impatti sociali, economici e ambientali dei futuri terremoti.
Ogni euro investito nella conoscenza geologica, produce benefici duraturi per la collettività, migliorando la prevenzione, la pianificazione territoriale e la tutela del patrimonio culturale e infrastrutturale.
La Società Geologica Italiana rinnova infine il proprio impegno affinché le geoscienze siano sempre più riconosciute come elemento imprescindibile delle politiche nazionali di prevenzione e di adattamento del territorio, in sinergia con il mondo della ricerca, delle professioni e delle istituzioni, nella convinzione che investire nella conoscenza significhi investire nella sicurezza, nella resilienza e nel futuro del Paese.