Dal 22 aprile, come avevamo anticipato su questa testata, è in libreria il nuovo lavoro di ricerca e letterario del prof. Giuliano Volpe, docente di Archeologia all’Università di Bari e già Magnifico Rettore all’Università di Foggia. “Archeologia. Storia e metodi, paesaggi e persone”, ediz. Laterza, presentato a Bari presso la Ubik libreria Laterza.
Lo studio, nel merito, analizza come negli ultimi 50 anni l’archeologia ha cambiato metodo, aprendosi a quelli di ultima generazione, così da coinvolgere non solo gli addetti ai lavori anche chi ha fame di conoscenza e sete di approfondimento.
Il quotidiano “la Repubblica” ha dedicato una sezione al nuovo libro del prof. Volpe. Nell’articolo “L’archeologia cambia: in Puglia il laboratorio ideale che va oltre lo studio del passato”. L’autore lo spiega nel dettaglio, «Se devo pensare all’archeologia del futuro, non posso limitarmi a considerare il crescente apporto delle nuove tecnologie e in primis dell’Intelligenza artificiale, che già oggi incide notevolmente anche in campo archeologico. Credo che l’archeologia dei prossimi decenni, e già quella di oggi, non possa che essere anche in Puglia un’archeologia partecipata, nell’ottica della citizen science, che non consideri i vari pubblici, a partire dai cittadini (e non solo i turisti) solo come fruitori (o peggio come clienti) ma come protagonisti attivi in tutte le fasi».

Contestualmente, oggi 26 aprile, sul quotidiano “L’Edicola” è stata pubblicata un’interessante intervista all’archeologo Giuliano Volpe. A porre le domande è il collega Felice Blasi che in “Archeologia, Giuliano Volpe: «La Puglia è un laboratorio per costruire una nuova coscienza di luogo»” snocciola punto per punto la scelta di Volpe, sulla metodologia adottato nel suo insegnamento universitario a Bari, con quali oggetti e strumenti, l’approccio con le persone.
Bene, senza star a girarci intorno, chi ha il piacere di leggere l’intervista può farlo cliccando sul titolo sopra riportato, nel rispetto del lavoro giornalistico svolto dal collega Blasi.