L’Anticiclone Africano torna sull’Italia dal 29 luglio 2026 con una nuova ondata di caldo intenso, possibile record e afa persistente ad agosto.
Dopo una breve parentesi di maltempo e calo delle temperature, l’Italia si prepara a fare i conti con una nuova fase di caldo estremo. La tregua dall’afa, arrivata dopo la terza ondata di calore africano dell’estate 2026, sembra infatti destinata a durare poco: già dalla fine di luglio è atteso il ritorno dell’Anticiclone Africano, pronto a riportare condizioni di caldo intenso su gran parte della Penisola.
Secondo le attuali proiezioni meteorologiche, si tratterà della quarta ondata di caldo dell’estate 2026, una fase subtropicale che potrebbe rivelarsi particolarmente lunga e intensa. Gli esperti invitano comunque alla prudenza, perché la distanza temporale rende ancora difficile definire con precisione durata e valori massimi delle temperature.
Anticiclone Africano in arrivo dal 29 luglio: caldo intenso per almeno 10 giorni
I modelli meteorologici indicano una nuova espansione dell’alta pressione africana a partire da mercoledì 29 luglio 2026. La massa d’aria calda proveniente dal Nord Africa potrebbe rimanere bloccata sul Mediterraneo e sull’Europa centrale per diversi giorni, condizionando anche l’inizio di agosto.
La persistenza dell’anticiclone potrebbe infatti prolungarsi per oltre una settimana, con una possibile durata complessiva di circa 10 giorni. Una situazione che rischia di compromettere gran parte della prima metà di agosto, periodo tradizionalmente caratterizzato da temperature elevate ma che negli ultimi anni sta registrando valori sempre più estremi.
La nuova fase di caldo sarà determinata dalla risalita di una massa d’aria molto calda dal continente africano verso il bacino del Mediterraneo. Le mappe meteorologiche mostrano valori particolarmente elevati in quota, con temperature comprese tra +22°C e +28°C a circa 1500 metri di altitudine.
Quando queste condizioni persistono, il caldo tende rapidamente a intensificarsi anche al suolo: nelle zone pianeggianti e nelle vallate interne italiane potrebbero tornare valori superiori ai 35-38°C, con punte ancora più alte nelle aree maggiormente esposte.
Agosto 2026, possibile picco della quarta ondata di calore
Il momento più critico potrebbe arrivare nella prima decade di agosto, quando il cuore dell’anticiclone subtropicale potrebbe posizionarsi tra l’arco alpino e il Centro-Nord Italia.
La presenza prolungata dell’alta pressione favorirà condizioni di forte stabilità atmosferica. Il fenomeno della subsidenza, ovvero la discesa dell’aria verso il basso con conseguente compressione e riscaldamento, potrebbe amplificare ulteriormente le temperature.
Le aree più a rischio saranno soprattutto la Pianura Padana, le vallate alpine e le regioni tirreniche centrali, dove non si esclude la possibilità di raggiungere nuovi record di caldo per il periodo.
Mari italiani bollenti: temperature sopra i 28°C aumentano l’afa
A rendere questa nuova ondata di caldo ancora più pesante sarà la situazione già critica dei mari italiani. Dopo settimane caratterizzate da temperature superiori alla media, le acque che circondano la Penisola hanno raggiunto valori molto elevati, con temperature superficiali spesso oltre i 27-28°C.
Un mare così caldo riduce il naturale abbassamento delle temperature durante la notte, limitando l’effetto rinfrescante delle brezze marine. Inoltre, l’elevata evaporazione aumenta il livello di umidità nell’aria, rendendo il caldo più difficile da sopportare.
Il risultato sarà un clima caratterizzato da afa intensa e persistente, soprattutto lungo le coste e nelle grandi aree urbane di pianura, dove la combinazione tra alte temperature e umidità farà aumentare la percezione del caldo.
Un Mediterraneo così caldo rappresenta inoltre una grande riserva di energia: quando l’anticiclone inizierà a indebolirsi, potrebbero aumentare i rischi di fenomeni meteorologici estremi, come temporali violenti e improvvisi.
L’ondata di calore coinvolgerà anche l’Europa
La nuova fiammata africana non interesserà soltanto l’Italia. La cupola di caldo si estenderà infatti verso gran parte dell’Europa, coinvolgendo Paesi come Spagna, Francia, Svizzera, Germania, Austria e diverse aree dell’Europa centrale e orientale.
Anche oltre le Alpi è attesa una fase di caldo anomalo e prolungato, con lo zero termico che potrebbe salire oltre i 4500-4800 metri di quota. Una situazione particolarmente delicata per i ghiacciai alpini, già messi sotto pressione dagli effetti del cambiamento climatico.
L’estate 2026 si conferma quindi una stagione caratterizzata da forti contrasti e temperature estreme. Le brevi pause più fresche sembrano infatti essere rapidamente sostituite da nuove risalite dell’anticiclone africano, sempre più frequenti e durature.