[La dedica sul memoriale Morucci-Faranda e suor Teresilla Barillà]
“Verità negate” e sbugiardate dalla seconda Commissione parlamentare d’inchiesta sul Caso Moro, in particolare quelle del famoso, e famigerato, “memoriale Morucci-Faranda”, nel quale c’è scritto per filo e per segno come andarono le vicende del sequestro ed eccidio, detenzione e uccisione Moro.
Dall’analisi della Commissione, avvalendosi di periti, è emerso che quel memoriale fu scritto a più mani, non solo dei brigatisti, bensì da vertici dello Stato, magistrati e forze di polizia e agenzie varie. La stranezza, poi confermata dalla Commissione, è che prima che il memoriale giungesse all’allora Presidente della Repubblica Italiana Francesco Cossiga, con tanto di dedica di Morucci “solo per te, presidente”, passò per le mani di suor Teresilla, trascorsero quattro anni, dal 1986 al 1990. Quattro anni durante i quali non si seppe nulla di quel memoriale, quattro anni che servirono a scriverlo come avrebbe voluto lo Stato per consegnarlo alla storia, di fatto non raccontando la vera verità, perciò negandola.
Ma chi è suor Teresilla?
Suor Teresilla Barillà, questo il suo cognome ma Chiara come nome all’anagrafe, è quella religiosa italiana della congregazione delle Suore serve di Maria riparatrici, che contribuì all’incontro e alla riconciliazione tra ex BR e i familiari delle vittime degli anni di piombo.
La figura della religiosa fu centrale perché “collante” tra brigatisti e Stato. Infatti al tempo il BR Valerio Morucci si ipotizza, perché nulla lo certifica ma fu visto più volte in uffici non di pertinenza alla sua colpevolezza, divenne consulente della magistratura ragionando con alcuni vertici dello Stato. Ciò, e sempre per ipotesi, lasciava intravedere una trattativa con lo Stato affinché sul quel memoriale venisse scritta una verità condivisa.
Un memoriale più volte tirato in ballo dalla Faranda, prima definendo ossessionati i componenti della Commissione, poi ribadendo che mai sarebbero diventati collaboratori di giustizi per poi ricordare che forse quel memoriale diede il là per la legge sui dissociati. Insomma, più dichiarazioni, che sembrano romanzi che verità, come riportato nell’articolo “Caso Moro. «Arrivò da un commissariato la lista segreta del 29 maggio 1979». Lo afferma la BR Adriana Faranda”, pubblicato martedì 19 luglio 2017.
A settembre dopo l’ennesima audizione in Commissione di Adriana Faranda non è emerso nulla di nuovo, sennonché le solite romanzate della brigatista che a domanda risponde continua con la nenia della ossessione della verità della Commissione stessa, finanche mettendo in dubbio il memoriale, comprovato innanzi a lei essere mendace e scritto a più mani invece con quella sua e del Morucci.
Comunque, per chi volesse approfondire l’attività della Commissione parlamentare sul Caso Moro può visitare il web site www.gerograssi.it, troverà documenti interessanti e inediti.
Ad Maiora!
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