Episodi ed immagini che hanno temprato il modus facendi di Giuseppe Lacertosa scritti in una “Lettera Aperta” riportata di seguito.
«Giorni fa qualcuno mi ha fatto notare che a volte esagero con la fotografia.
Eppure rivedendo alcune immagini che conservo come un ricordo cerco di ribaltare questa sua tesi, anche con quanto provo a descrivere.
Lo farei narrando qualche mio episodio.
Racconto come la fotografia resti un ottimo mezzo per comunicare e far conoscere quello che fai: saper far leggere una giusta immagine attraverso giusti canali potrebbe significare anche divulgare un Vangelo vissuto.
Due anni fa quando, comprando in un centro commerciale di Foggia una bici, ho incontrato la “Squadra dell’U.A.L.”: in otto di cui quattro volontari accompagnavano ospiti dell’Unione amici di Lourdes a prendere insieme un caffè.
Non mi è bastato solo fotografarli ma ho pensato (bene?!) di dar loro in mano un giornale “Foglio di via” in cui nella prima pagina si evidenziava la povertà assoluta.
Così oltre a far conoscere come è bello offrire tempo per chi ha bisogno ho fatto diventare loro testimoni di una realtà ancora più drammatica (I poveri assoluti)!
Ma da cosa nasce cosa, diremmo, e dallo scorso anno la squadra si è ingrandita ed insieme al mio amico Alfredo siamo anche noi ad essere vicini agli amici dell’U.A.L.
Non posso nascondere che il mio cellulare è al pari della macchina fotografica un vero mezzo che “Spara a salve” quindi cerco di averlo pronto in ogni occasione che si presenta.
A parte questa lunga premessa che dovrebbe, mi auguro, far capire il perché sono vicino alla fotografia mi piacerebbe esporre un’idea che sto realizzando in punta di piedi e vorrei far conoscere utilizzando opportuni canali.
Da alcuni anni, soprattutto in estate, frequento il parco dell’Iconavetere poco distante dalla mia abitazione e che sorge sull’area che era occupata dal Convento dei frati Cappuccini, nella cui chiesa avvenne la prima apparizione della Madonna Iconavetere.

E qui la “Mia” fotografia ritorna a fare parlare di se! Ogni pomeriggio, esclusa la domenica ci incontriamo insieme a grandi e piccini e, la mia vecchia ma gloriosa reflex Olympus è in mano a quanti desiderano imparare le tecniche della fotografia digitale.
A questa, che io ritengo una ottima opportunità si affianca quella del riciclo; tanti tappi colorati di diverse dimensioni aiutano i bambini presenti a tralasciare un pochino il pallone e la bicicletta e provare a realizzare, sprigionando tanta creatività con disegni o scritte colorate.
A fine giornata la fotografia del disegno realizzato coronerà l’impegno dei partecipanti a questa attività.
Ma ci sarebbe ancora qualcosa di più importante per me e per chi crede che la preghiera, quella della recita del Santo Rosario possa divenire un buon modo per riavvicinarsi a Dio!
Così l’aver realizzato con i tappi colorati un rosario, aiutato anche da alcuni piccoli ospiti del parco, è per me l’incipit di un momento che potrebbe lievitare anche nel cuore di quanti mi seguono; se la Madonna è apparsa qui per la prima volta, mi chiedo, perché non possa metterci la Sua prodigiosa mano in questa difficile ma non disperata impresa».