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«Diciamo addio al Gargano». A Vieste una multa per sosta “vietata” esaspera i turisti

Forse è l’ennesimo gesto di tanti altri che hanno determinato la decisione, a quanto pare definitiva e inamovibile, di alcuni turisti del milanese che ogni anno trascorrevano le vacanze estive sul Gargano e a Vieste.

Non sono i primi a rinunciare alla “Perla del Gargano” preferendo località molisane, abruzzesi e salentine. Lo hanno fatto gli stessi foggiani che dopo molte estati hanno cambiato località turistica.

I motivi son legati, oltre allo stato di sicurezza e igiene urbana cui versano alcune mete turistiche garganiche, oltre al costo elevato nel periodo estivo dei negozi e bar, dei lidi, dei ristoranti, degli alberghi e B&B, oggi anche dal trattamento ricevuto dagli stessi residenti e dalla Polizia Locale.

In una nota giunta presso alcune redazioni stampa locali si legge: «Dopo due 2 anni diremo addio al Gargano, nella speranza che un giorno diventi un luogo pulito, accogliente e che non cerchi di prendere soldi ai turisti a tutti i costi. Vogliamo segnalare quello che - ahimè - succede in tante località balneari. I comuni per fare cassa fanno le multe più assurde. Ebbene questa volta è toccata a noi! Per quale ragione? Aver parcheggiato sulla carreggiata. Ovviamente non è così, avevamo solo la ruota anteriore sinistra che toccava leggermente la striscia bianca e per questo è scattata la multa».

È chiaro che la rimostranza dei turisti milanesi, legittima o no poiché il Codice della Strada è legge, è quel trattamento che, come suol dirsi, è la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

«Il Gargano ci è piaciuto tantissimo. Vieste è uno spettacolo –proseguono i turisti-,  ma se dobbiamo essere trattati peggio di coloro che buttano la spazzatura per strada, non penso ci torneremo. Forse la nostra voce verrà letta come: “Ecco gli ennesimi turisti che si lamentano di tutto”. Ma davvero non è possibile essere trattati così. Sono sicuro che se chiedessi ad un avvocato, la multa potrebbe essere al 100% contestabile, ma lo faremo per non pagare 29,20? Ovviamente no. Questa è l'ennesima triste storia di gente che si allontana da una meta del Sud».

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Redazione