Redazione

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«Da quando il Governo ha sacrosantamente sancito l'uso del cosiddetto green pass per evitare chiusure generalizzate a fronte della ripresa della circolazione virale, la parola più bella che conosciamo, la parola libertà, è stata più che mai vittima di abuso.
Come al solito, però, partiamo dai numeri.
In Puglia ad oggi è vaccinato, rispettivamente con una dose e due dosi di vaccino, il 73% ed il 53% della popolazione vaccinabile (>12 anni). In questa situazione si innesta una ripresa della circolazione virale. Cosa può succedere? Questi numeri sono sufficienti a prevenire una nuova ondata?
Applicando i dati di efficacia vaccinale con una e due dosi per ogni fascia di età (dati ISS), con i livelli di copertura attuale nella popolazione pugliese possiamo prevenire il 78% dei casi di ospedalizzazione. Questo al netto di qualsiasi effetto di immunità di gregge e senza includere la popolazione che si è immunizzata naturalmente perché guarita dal COVID19.
Il 78% in meno di ospedalizzazione è un gran bel risultato, ma non significa certo azzeramento dei ricoveri e, purtroppo, dei decessi per COVID19. Possiamo raggiungere questo risultato, di finale convivenza con il virus, solo con uno sforzo corale che possa permettere un abbattimento della circolazione virale che, oggi, avviene principalmente fra i giovani.
Ecco perché la libertà di scelta vaccinale di ciascuno di noi deve coincidere con un anelito di partecipazione ad uno scopo comune.
L'aumento delle coperture vaccinali ci permetteranno di uscire da questo incubo molto prima di quanto si possa pensare. Ed è altrettanto giusto che la maggioranza di popolazione vaccinata possa concorrere a mantenere aperte quelle attività economiche che altrimenti sarebbero vittima della ripresa di circolazione virale.
Resta ancora il problema di tanti giovani che vogliono vaccinarsi, hanno prenotato, ma devono ancora aspettare il loro turno. A loro dico di avere un po' di pazienza. Entro la fine del mese di agosto la stragrande maggioranza di chi vuol vaccinarsi avrà ricevuto almeno una dose di vaccino e per la fine di settembre avrà completato il ciclo di protezione.
Saremo allora tutti liberi, grazie alla partecipazione ad un obiettivo comune».

L’estate è ormai iniziata ed i Carabinieri del Comando Provinciale di Foggia, dati operativi alla mano, hanno già conseguito importanti risultati in termini repressivi in tutto il territorio della provincia dauna. L’impegno degli uomini dell’Arma non si esaurisce però soltanto in arresti, denunce, sequestri ed attività investigative in generale, ma è anche proiettato nel delicato settore delle misure di prevenzione, normativa che negli ultimi ha visto ancor più valorizzare tale strumento fondamentale per contenere e monitorare soggetti classificati socialmente pericolosi secondo i parametri del D.lgvo 159/2011 (c.d. Codice antimafia e delle misure di prevenzione).

Le articolazioni operative del Comando Provinciale Carabinieri di Foggia ed in particolare le 7 Compagnie operanti su tutto il territorio della provincia hanno infatti nell’ultimo mese intensificato le attività di prevenzione a riguardo, proponendo all’Autorità di Pubblica Sicurezza diverse richieste di avvisi orali e di fogli di via obbligatorio. In particolare, dall’inizio dell’estate, sono stati ben 22 (ventidue) complessivamente gli avvisi orali richiesti ed ottenuti dai Reparti dell’Arma dei Carabinieri attraverso l’analitica attività di analisi informativa e di screening svolte sul territorio della Capitanata grazie soprattutto al fondamentale lavoro delle Stazioni Carabinieri, sensori privilegiati a stretto contatto con la cittadinanza. In prevalenza si tratta di uomini, sono italiani la maggior parte (ma anche stranieri di etnia marocchina ed albanese), la fascia d’età oscilla tra i 18 anni ed i 50 anni, molti dei quali senza un’occupazione stabile e quindi potenzialmente inclini a delinquere per conseguire profitti illeciti. Uno di loro, addirittura, nel frattempo è stato anche arrestato ed ha quindi ricevuto la notifica in carcere. I reati più comuni sono quelli contro il patrimonio, contro la persona ed in materia di sostanze stupefacenti, ma non solo. L’avviso orale è l’istituto giuridico che consente alle Forze di Polizia di qualificare giuridicamente i soggetti ritenuti socialmente pericolosi e verso i quali, una volta diffidati nel cambiare condotta all’interno del contesto sociale in cui vivono, poter eventualmente applicare misure di prevenzione più severe, come la sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, con l’aggiunta della prescrizione qualificata dell’obbligo o del divieto di soggiorno, ancor più afflittiva, qualora si rendano appunto protagonisti di ulteriori episodi antisociali nonostante l’avvenuta sottoposizione ad avviso orale. A tutto ciò vanno poi aggiunti i numerosi fogli di via obbligatori richiesti sempre all’Autorità di P.S. ed applicati nei riguardi di soggetti che per pericolosità sociale e/o azioni criminali compiuti fuori dal proprio comune di residenza o di domicilio, vengono arrestati, denunciati o comunque individuati dalle Forze dell’Ordine in altri Comuni senza un giustificato motivo.

Per quanto riguarda infine le misure di prevenzione patrimoniali è invece il Nucleo Investigativo l’organismo del Comando Provinciale Carabinieri preposto per tale specifico ambito collegato soprattutto all’attività investigativa antimafia, come testimoniato appunto nelle recenti operazioni di polizia giudiziaria svolte in provincia a seguito di operazioni contro la criminalità organizzata.

Non si escludono a breve ulteriori importanti risposte in termini di misure di prevenzione da parte dei militari dell’Arma del Comando Provinciale di Foggia.  

«NO Green Pass, SI Libertà» il grido pacifico dei manifestanti che oggi si sono riuniti a Foggia, alle ore 17:30, a Piazza Giordano.

Erano circa in duecento i cittadini foggiani che ieri hanno manifestato pacificamente per dire NO al Green Pass.  Non solo NO VAX, a dir il vero erano in pochi, bensì liberi cittadini che non vogliono sottostare alle regole imposte dal Governo Draghi per l’obbligatorietà del Certificato Verde in vigore dal 06 agosto p. v. sopra i 12 anni.

La manifestazione è stata indetta e organizzata dal gruppo di Telegram “Basta Dittatura”. Un evento che si è svolto in mote piazze italiane e vedrà la scesa in altre nei prossimi giorni.

Alla manifestazione c’erano famiglie, con i loro piccoli, che hanno rilasciato alla suddetta testata giornalistica il consenso di svolgere il servizio giornalistico, con riprese video audio e fotografiche. Una forma di democrazia che è nella buona collaborazione per fare una corretta informazione.

«Vogliamo essere liberi di scegliere» la farse più enunciata durante la manifestazione, che ha visto come principale portavoce l’Avv. Margherita Matrella, del Foro di Foggia. Ha spiegato le ragioni del NO, rimproverando (anche con toni accesi) il Governo di imposizioni non costituzionali. L’Avv. Matrella ha anche risposto a molti quesiti dei partecipanti, indicando loro suggerimenti, soluzioni, come muoversi in caso di controversie e di obblighi imposti dal datore di lavoro. Inoltre, ha anche resa pubblica la sua email per chi la volesse contattare (This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.).

Grandi assenti gli esercenti che dal tam tam sui social nelle altre città cui si è svolta la manifestazione hanno preso parte.

Tuttavia c'è da porsi una domanda: la vaccinazione non è obbligatoria, solo fortemente consigliata. Ma chi non si è vaccinato parrebbe essere messo all’argine per spostamenti e accessi in ambienti chiusi e alcuni all’aperto, a spostarsi e, visto il periodo, fare le vacanze. Con il Green Pass tutto ciò non avverrebbe. Ragion pe cui parrebbe che il Governo non potendo obbligare legalemente i cittadini itailiani a vaccinarsi, abbia trovato l'escamotage per renderlo tale sotto mentite spoglie, con la complicità del Parlamento. Libertà surrogata!

FOCUS:

Nota stampa dello schieramento civico “La Rinascita Possibile”.

«Nei quattro anni dell’Amministrazione PD-d’Arienzo dal Palazzo di Città, per la prima volta nella storia del nostro Comune, sono “scomparse tre sorelle”: Legalità, Trasparenza e Imparzialità!

Al di là di questa nostra amara constatazione, condivisa ormai da molti concittadini, è tempo che il Sindaco d’Arienzo rassegni le proprie dimissioni per quattro ragioni:

  • per essere stato eletto nel 2017 con i voti determinanti dell’ex Consigliere Comunale Antonio Fusilli, sul cui incredibile consenso elettorale la Procura di Foggia ha proiettato “un’ombra preoccupante”;
  • per aver deliberato illegittimamente, insieme con i suoi Assessori, i lavori di sistemazione del muro in zona Poggio del Sole dopo che un operaio era precipitato giù, perdendo la vita;
  • per non aver rispettato la mozione approvata all’unanimità, con la quale il Consiglio Comunale lo aveva impegnato a proporre tre opere pubbliche all’interno del Progetto Capitanata: la sistemazione della costa di Macchia, la strada di collegamento della Valle Carbonara con Mattinata, l’ammodernamento della strada di collegamento di Monte Sant’Angelo con San Giovanni Rotondo;
  • per aver illegittimamente candidato aree dell’ex Enichem per l’allocazione degli impianti di trattamento e riciclaggio di vetro, carta e plastica, senza avere competenza su quelle aree, senza l’atto di indirizzo del Consiglio Comunale e in aperta violazione del Regolamento ASI per gli impianti ambientali del 2010, in vigore al momento della presentazione delle tre candidature.

Per tutte queste ragioni le dimissioni di Pierpaolo d’Arienzo, ex Sindaco della legalità e della trasparenza, sono un atto dovuto, anche per consentire alla nostra Comunità di intraprendere un nuovo percorso democratico».

Mattinata movimentata quella di giovedì scorso nella Stazione di Foggia. Una signora, sessantacinquenne della provincia Foggia, in attesa di partire per il Nord insieme al marito e alla figlia, è stata colta da malore e si è accasciata al suolo, perdendo conoscenza.

Gli agenti della Polizia Ferroviaria, attirati dalle grida di altri viaggiatori, si sono portati immediatamente sul marciapiede del binario e da subito hanno intuito che potesse trattarsi di un infarto in atto. Hanno, quindi, anche con l’aiuto di un macchinista di Trenitalia, iniziato le manovre di rianimazione salva vita, utilizzando un defibrillatore in dotazione alla Sezione Polfer e praticando la respirazione a bocca a bocca, che ha riportato, fortunatamente, la malcapitata alla respirazione spontanea. Nel frattempo, sono giunti i sanitari del Servizio 118, che hanno trasportato la donna, in codice rosso, presso gli Ospedali Riunti di Foggia. La signora è ricoverata in terapia intensiva, in condizioni stabili.

Non è la prima volta che gli agenti di polizia affrontano richieste di soccorso di persone colte da malore; le dotazioni di primo intervento e la specifica formazione coordinata dai medici della Polizia di Stato spesso consente di salvare vite umane.

Nei giorni scorsi i Carabinieri della Compagnia di Manfredonia, con tutte le sua articolazioni, Stazioni e Radiomobile, allo scopo di prevenire la commissione di reati che nel corso del periodo estivo tendono ad intensificarsi, hanno potenziato la vigilanza lungo le fasce costiere ricadenti nei Comuni di Manfredonia, Mattinata e Zapponeta. In particolare, sono stati predisposti maggiori controlli nei centri abitati, nelle aree portuali e all’interno degli stabilimenti balneari, per garantire un’estate tranquilla a tutti i vacanzieri che scelgono il Gargano per trascorrere un periodo in relax.

Un pregiudicato di Manfredonia è stato sorpreso mentre svolgeva la sua attività di parcheggiatore abusivo, peraltro all’interno del porto turistico di Manfredonia. Il guardamacchine è stato sanzionato amministrativamente con euro 790, nonché sequestrata la somma di denaro contante provento dell’attività illecita. Contestualmente gli è stato ordinato, con provvedimento formale, di allontanarsi dal suddetto luogo nell’attesa attesa di DASPO Urbano, così come indicato nel decreto sicurezza. In estate, nei nostri territori, con l'aumento vertiginoso di turisti, l’attività di parcheggiatore è diventata ormai un fenomeno tipico, ma va ricordato che questo esercizio rappresenta una grave illegalità, che peraltro contribuisce a congestionare ancora di più il traffico, premettendo il parcheggio anche in aree dove la sosta dei veicoli non è consentita.
In proposito, proprio nei giorni scorsi, giungeva, da parte del Tribunale di Foggia, la condanna per un altro pregiudicato del posto, artefice di analoga vicenda, in quanto sorpreso sempre dai militari questa Compagnia, nell’estate del 2020, all’interno della pineta sul lungomare di Siponto, intento a fornire indicazioni alle tante autovetture in cerca di un parcheggio, ovvero a svolgere l’attività di parcheggiatore abusivo.

Nel contesto dei controlli a tappeto alla circolazione stradale, i militari dell’Arma infatti hanno sanzionato diversi conducenti, per lo più residenti a Foggia, sorpresi alla guida delle loro autovetture senza patente poiché mai conseguita o, in altri casi, poiché precedentemente ritiratagli. Non sono mancate poi le multe per guida sotto influenza di alcol, con tassi alcolemici talvolta superiori all’1.5 g/l, come nel caso di un ragazzo, proveniente dal nord Italia, che con la propria auto impattava contro il guardrail.

Sempre nei giorni scorsi i Carabinieri della Tenenza di Vieste, in esecuzione di un provvedimento del giudice, emesso a seguito delle indagini e degli accertamenti effettuati dai militari, hanno arrestato un censurato del posto, per maltrattamenti nei confronti di familiari e conviventi.

I Carabinieri della Compagnia di Manfredonia continueranno anche nei prossimi giorni ad impiegare numerose pattuglie su tutto il territorio al fine di prevenire qualsiasi forma di illegalità, che possa turbare non solo la serenità dei residenti, ma anche e soprattutto quella dei molti turisti in vacanza sul Gargano.

Continua incessante l’attività dell’Ufficio Misure di Prevenzione della Divisione Anticrimine, difatti nel solo mese di luglio corrente sono stati emessi dalla Questura di Foggia 13 avvisi orali, nei confronti di soggetti caratterizzati da una pericolosità sociale attuale e concreta e tre fogli di via obbligatori.

Se ne citano alcuni:tre Avvisi orali nei confronti di tre soggetti di Peschici, di cui uno pregiudicato con precedenti per reati contro il patrimonio, tutti e tre arrestati per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti nell’ambito dell’operazione denominata “Gatto Rosso”, emessi su proposta della Compagnia Carabinieri di Vico del Gargano;

  • un Avviso Orale nei confronti di un pregiudicato lucerino, con precedenti per reati contro la persona e violazioni alle disposizioni sul controllo delle armi, arrestato il 13.07.2021 per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, a seguito di un’operazione congiunta tra Polizia, Guardia di Finanza e Carabinieri, emesso direttamente dalla Questura di Foggia.
  • un Avviso Orale nei confronti di un pregiudicato di Vieste, con precedenti per associazione mafioso e in materia di stupefacenti, emessi su proposta della Compagnia Carabinieri di Manfredonia;
  • un Avviso Orale nei confronti di un soggetto di San Giovanni Rotondo, il quale è stato arrestato per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, nell’ambito di un’operazione denominata “Drug Express”, emesso su proposta della Compagnia Carabinieri di San Giovanni Rotondo;

Inoltre sono stati emessi tre fogli di via obbligatori nei confronti di tre persone, tra cui si cita il Foglio di Via Obbligatorio dal comune di San Severo nei confronti di un soggetto pregiudicato, controllato in una zona notoriamente frequentata da spacciatori ed assuntori di sostanze stupefacenti, a bordo di un’autovettura che viaggiava a forte velocità, in compagnia di altro soggetto pregiudicato trovato in possesso di sostanza stupefacente del tipo “cocaina” acquistata poco prima nella suddetta zona;emesso su proposta del Commissariato di P.S. di San Severo.

Di corsa per far vincere la ricerca contro il tumore al seno. Lo slogan della manifestazione sportiva di beneficenza, che punta a raccogliere adesioni e fondi per la prevenzione dei tumori al seno. Lunedì 09 agosto, a Maglie per la settima edizione, l’Associazione Podistica Magliese ha organizzato anche per quest’anno una passeggiata veloce  di 5 chilometri con partenza dal monumento della donna più amata dai magliesi l’educatrice Francesca Capece posta di fronte al Comune cittadino alle ore 20.30

Il successo della V edizione, nel 2019, ha registrato una adesione  di oltre 2000 partecipanti, numero che ha visto crescere sempre di più anno per anno l’evento, dimostrando l’attenzione di tutti verso le donne. Lo scorso anno , fu scelto di farla in maniera virtuale per responsabilità e anche in quell’occasione la risposta da parte della cittadinanza è stata incredibile , sono stai raccolti infatti quasi 8000 euro che hanno permesso alla Podistica Magliese e proloco di acquistare un ecografo . In quest’edizione, a solo 4 giorni dall’apertura delle iscrizioni sul sito www.corriinrosamaglie.it le iscrizioni hanno raggiunto già i 400 consensi tra le donne ma anche gli uomini stanno aderendo come ogni anno per incrementare le donazioni.
 
Quest’anno si è scelto di donare tutti i proventi della manifestazione per sostenere il completamento del Centro IIMA – Istituto per la diagnosi precoce, riabilitazione e ricerca ed i servizi gratuiti Lilt il cui referente per Maglie è Dario Vincenti. Lo scopo della “Corsa in Rosa – Corriamo con Sabrina” sarà raccogliere fondi e sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della prevenzione e solidarietà alle donne che si confrontano con il tumore del seno, un dovere morale verso le tante amiche che non ce l'hanno fatta, un segnale forte contro chi ancora lucra sulla nostra salute, una grande festa x festeggiare la Vita, per rispondere con il sorriso a chi ci vuole tristi e depressi. Il contributo minimo di partecipazione alla corsa è di 6 euro e ai primi 700 iscritti la maglietta ufficiale della manifestazione.
 
Ieri sera presso la sala Comunale della città di Maglie alla presenza del Sindaco Ernesto Toma la presentazione dell’evento che colorerà la città e le persone di un unico colore, il rosa, a fare gli onori di casa , l’Assessore ai servizi sociali con delega allo sport Dott.sa Maria Grazia Maggiorano che ha evidenziato l’importanza di questo evento che si svolgerà nel rispetto delle norme vigenti, all’interno del centro storico, permettendo a quello che è diventato un impegno per non abbassare mai la guardia su un problema che non da’ tregua e che colpisce i nostri affetti sempre e comunque senza distinzione d’età.
 
Sono intervenuti per l’organizzazione la Dott.sa Anna Maria Puzzovio  Presidente della Pro Loco di Maglie UNPLI che ha “sposato” da subito l’iniziativa ormai diventata un appuntamento fisso con obiettivi concreti, la Dottoressa De Matteis Elisabetta oncologa del Vito Fazzi di Lecce, la Dottoressa Mancarella Ilaria radiologa senologa e il Dottor Cerullo  per la Lilt di Lecce , noto e stimatissimo oncologo magliese da sempre al fianco del Dott. Serravezza  che ha a cuore la manifestazione ed esorta a iscriversi numerosi anche dai comuni limitrofi.
 
Organizzatore della manifestazione, il Presidente della Podistica Magliese Stefano Rizzo, nella presentazione ha ringraziato tutti  gli sponsor che hanno aderito anche quest’anno contribuendo in maniera significativa alla buona riuscita della manifestazione . Sarà un serata ricca di sorprese , tornerà  il mercatino solidale, flash mob della scuola di danza della Maestra Caterina Caprioglio , il gruppo di ballo del Maestro Marco Congedo , reduce dai successi dei campionati Nazionali a Rimini , e alla fine il grande concerto dal vivo di Tekemaya e il suo gruppo , vincitore dell’ultima edizione di the Voice Italia.
 
L’intera manifestazione , che rispetterà rigidamente tutti i protocolli covid , sarà interamente ripresa dalle telecamere di Salento Web.

Le beneficiarie sono seguite da Medtraining nella realizzazione delle bambole di pezza.

La prima Pigotta è stata realizzata da Jo Garceau, una volontaria del Comitato Provinciale UNICEF di Milano nel 1988. Adottare una Pigotta vuole dire aiutare i più piccoli che si trovano in difficoltà, vuol dire sostenere l’UNICEF ed i progetti con cui prova a raggiungere ogni bambino in pericolo, ovunque si trovi, somministrando vaccini, alimenti terapeutici, costruendo pozzi, scuole e portando assistenza. Perché la Pigotta è una bambola di pezza speciale, unica, diversa da tutte le altre. E la cosa più importante è che dietro ad ogni bambola ci sono i volti e i nomi delle persone che l’hanno voluta, che l’hanno data in adozione o che l’hanno realizzata con le loro mani. Come le beneficiarie dei progetti SAI – Sistema di Accoglienza e Integrazione - gestiti dalla cooperativa sociale Medtraining nei comuni di Orsara di Puglia, Candela Free Entry, Candela Vulnerabili, Poggio Imperiale e Rocchetta Sant’Antonio.

Grazie ad un’intesa con il Comitato Provinciale per l’UNICEF di Foggia, Medtraining ha aderito al progetto entrando così a far parte della rete di enti coinvolti nella realizzazione di laboratori delle bambole di pezza. Seguite dagli operatori e dall’equipe dei vari progetti SAI attivi in Capitanata, le migranti accolte seguono tutte le istruzioni per dare vita alle loro Pigotte la cui adozione contribuirà a migliorare la vita dei bambini che vivono in condizioni di difficoltà. Le Pigotte vengono realizzate con tessuti, scampoli e lane regalati. L’iniziativa si svolge nell’ambito del Laboratorio di Filato avviato nei progetti di Medtraining che diventa metafora ideale per chi cerca di riannodare i fili della propria vita, specialmente per chi è stata costretta a lasciare il proprio Paese a causa di violenze, guerre, miserie, persecuzioni. Un modo per sfoderare creatività, fantasia ed abilità manuali. Tutte competenze che possono essere utili anche nel mercato del lavoro. Una bella occasione per imparare tecniche nuove e per favorire piccoli momenti di socialità. Ed in questo caso, per dare vita a delle personalissime Pigotte da adottare per ogni bambino che ne ha bisogno.

I finanzieri del Comando Provinciale di Foggia e personale della Polizia Locale di San Severo, su ordine della Procura della Repubblica di Foggia, hanno eseguito  un’ordinanza applicativa della misura cautelare personale degli arresti domiciliari emessa dall’Ufficio GIP del Tribunale di Foggia, nei confronti di M.L. classe 1991 resosi responsabile della compravendita di pezzi di auto di provenienza furtiva, e dell’abbandono nelle campagne in agro di San Severo, in particolare in località Spiavento, di scarti di pezzi di auto cannibalizzate.

Il provvedimento del GIP è giunto all’esito di un’articolata attività di indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Foggia ed eseguita da personale della Polizia Locale della città dei Campanili e da militari della Compagnia della Guardia di Finanza di San Severo, che ha fatto emergere, partendo dalla constatazione di un “mero” abbandono di rifiuti non pericolosi, l’esistenza di più illeciti in materia di riciclaggio, ricettazione, trasporto e smaltimento illeciti di rifiuti speciali non pericolosi nonché l’indebita percezione del Reddito di cittadinanza da parte dell’arrestato. 

Le diffuse irregolarità riguarderebbero:

- l’organizzazione di un’attività di compravendita di centinaia di pezzi di ricambio di autovetture di svariate marche e modelli di provenienza furtiva sia in provincia di Foggia che in Molise, le cui parti venivano stoccate in box ubicati nelle periferie dei comuni di San Severo e Torremaggiore e commercializzate anche attraverso canali di vendita on line. Al riguardo, il soggetto gestiva le vendite dei pezzi rubati anche sulla pagina marketplace di un noto social network e su un sito web personalizzato. Le attività di perquisizioni hanno permesso di rinvenire e sottoporre a sequestro numerosi motori di auto di varie marche con matricola abrasa, altrettante targhe di auto rubate, centraline elettriche prive di etichette e centinaia di pezzi di ricambio di autoveicoli vari di rilevante valore oltre ad un’autovettura rubata nel 2020 non ancora cannibalizzata;

- lo smaltimento illecito di ammassi di rifiuti, costituiti da parti di veicoli cannibalizzati che sistematicamente venivano trasportati e riversati nei canali di scolo e terrapieni posti a ridosso di strade nonché nelle campagne in agro di San Severo, creando vere e proprie discariche abusive a cielo aperto, con pregiudizio grave per l’ambiente e la salute pubblica;

- l’indebita percezione del reddito di cittadinanza, in quanto il soggetto destinatario della misura cautelare personale ha ottenuto in modo fraudolento un sostegno economico di circa 17.000 euro, non dichiarando i propri redditi anche se di provenienza illecita.       

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