Giacomo Stuppiello, Marco Trotta, Giorgio Otranto, Michele D’Arienzo e Giuseppe Piemontese
Una giornata memorabile quella trascorsa la sera del 6 Maggio 2026 riguardante la presentazione di Speciale Garganostudi 1978-1987: Una grande pagina di storia, che ha visto protagonista, all’interno della Biblioteca Comunale “Ciro Angelillis” di Monte Sant’Angelo, il Sindaco Pierpaolo d’Arienzo, l’Assessore alla Cultura Rosa Palomba, il Coordinatore Pasquale Gatta, insieme agli storici locali Prof. Franco Nasuti, Prof. Marco Trotta e il Prof. Giuseppe Piemontese, i quali, nell’arco di vent’anni, dal 1971 fino al 1989, sono stati i protagonisti, insieme a tanti altri, fra cui la Direttrice della Biblioteca Comunale Laura Roberti, il Direttore Responsabile della Rivista, Matteo di Sabato, il compianto Ing. Mario Azzarone, Ernesto Scarabino, Lucio Perla, Pietro Guerra, Michele d’Arienzo, Orlando Ciuffrida, Giovanni de Vita, e tanti altri, i quali hanno dato vita e continuità alla Rivista. Una Rivista e un Centro Studi Garganici che sono stati i promotori dello sviluppo del Gargano, ma soprattutto gli storici e gli intellettuali, che hanno fatto conoscere, con i loro studi e i loro saggi, la storia e le bellezze naturali e paesaggistiche del Gargano, quel Gargano che fino ad allora era del tutto sconosciuto e che grazie all’opera infaticabile degli storici locali, il Gargano è diventato un punto di riferimento dello sviluppo culturale e turistico dell’intero Mezzogiorno d’Italia.
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Nell’arco di diversi anni, dal 1978 fino al 1997, il Centro Studi Garganici ha pubblicato più di 15 numeri monografici, con saggi e articoli che hanno riguardato soprattutto la storia, l’arte, l’archeologia, l’antropologia, il folklore, le tradizioni popolari, la realtà socio-economica dell’intero Gargano.
Nell’intervento di presentazione della Rivista Speciale Garganostudi 1078-1998, il Sindaco Pierpaolo d’Arienzo ha tenuto a sottolineare che il volume è nato durante il periodo di Monte Capitale Pugliese della Cultura 2024, in cui la città ha riscoperta la sua vera identità culturale attraverso il senso e la responsabilità di essere una comunità viva, consapevole e protagonista di una lunga e affascinante storia. “In questo percorso di rigenerazione e valorizzazione, ha scritto, nella Prefazione della Rivista monografia, non si poteva non volgere lo sguardo al passato recente e straordinario del Centro Studi Garganici e della Rivista Garganostudi, strumenti che hanno saputo raccontare, custodire e reinterpretare l’identità del nostro territorio. Con questa pubblicazione vogliamo rendere omaggio a un’esperienza che ha segnato profondamente, anche grazie a mio padre Michele d’Arienzo, la vita culturale della nostra città, alimentando il senso di appartenenza e la conoscenza delle nostre radici”.
L’Assessore alla Cultura Rosa Palomba ha affermato che: “La memoria è il terreno fertile su cui si coltiva il futuro. Il Centro Studi Garganici e la Rivista Garganostudi sono stati molto più che esperienze editoriali, sono stati luoghi di pensiero, di passione, di fermento, in cui studiosi, cittadini, artisti e intellettuali hanno saputo fare rete, condividere visioni, indagare la complessità del nostro patrimonio storico, culturale, antropologico”. Sono intervenuti gli storici locali e i Presidenti del Centro Studi Garganici, fra cui Franco Nasuti, Marco Trotta e Giuseppe Piemontese.
Franco Nasuti ha ricordato gli inizi e lo sviluppo culturale ed editoriale del Centro Studi Garganici e della Rivista Garganostudi, mettendo in risalto, non solo le loro finalità culturali, quanto il clima che si respirava fra gli intellettuali di allora, che tendeva a mettere in risalto lo spirito aggregativo del gruppo e la capacità di realizzare quanto si era programmato anche con sacrifici personali di tipo economico e culturale.
Marco Trotta ha fatto riferimento ai suoi studi e ai rapporti intercorsi sia con il Capitolo del Santuario che con l’Università di Bari, specie nelle persone di Carlo Carletti e di Giorgio Otranto, specie per quanto riguarda la nascita del culto di San Michele sul Gargano, al tempo prima dei Bizantini e poi dei Longobardi, nonché alcuni studi su determinate tematiche riguardanti il nostro patrimonio storico-artistico, fra cui le porte di bronzo e la figura dell’Acceptus capostipite del Romanico Pugliese.
Giuseppe Piemontese si è soffermato specialmente sui suoi studi, fra cui l’architettura rurale del Gargano, gli itinerari turistici, la Via Sacra Langobardorum, il culto di San Michele nel mondo, le vie dell’Angelo, i Longobardi, con le loro iscrizioni che hanno portato poi a far si che il Santuario di San Michele diventasse Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, la feudalità garganica, in riferimento al feudo dei Grimaldi, i cosiddetti Galatuomini, e così via. Fino ad arrivare all’Anima dei luoghi e al rapporto fra Globalizzazione e Sviluppo locale.
Da non dimenticare infine il ruolo principale che ha avuto Laura Roberti, Direttrice della Biblioteca Conunale, la cui azione organizzatrice e propositiva è stata di fondamentale aiuto a far sì che nascesse, prima ad opera del dott. Francesco Paolo Fischetti nel 1971, il Centro Studi Garganici e poi la realizzazione della Rivista Garganostudi, di cui la Roberti fu l’animatrice e la figura attorno a cui ruotava tutto il comparto, sia amministravo che propositivo. Scrive nella sua prefazione: “Le nuove generazioni, cui non mancano mezzi, energie e istituzioni, devono impegnarsi a recuperare oggetti e pratiche sedimentati nella cultura del passato, nuovi documenti e testi depositati in biblioteche ed archivi, bisognosi di studi o riedizioni critiche. I beni culturali abbandonati devono essere non solo protetti e tutelati nella loro interezza, ma anche magnificati”.
Bisogna sottolineare inoltre che il Centro Studi Garganici, oltre che a promuovere la pubblicazione della Rivista Garganostudi, ha pubblicato diversi volumi della storia del Gargano e in special modo della città di Monte Sant’Angelo, fra cui la ristampa del libro di Giovanni Tancredi, il Folclore Garganico (1983), Antonio Ciuffreda, Uomini e fatti della Montagna dell’Angelo (1989), Giuseppe Piemontese, Architettura rurale e insediamenti rupestri del Gargano, (1980), Ciro Angelillis, Nuove luci sulle vicende della Regina Giovanna I di Napoli (1977), Marco Trotta, Società e Cultura contadina nei Proverbi di Monte Sant’Angelo (1982), Michele d’Arienzo, Da Gelasio I a Giovanni Paolo II. Quindici secoli di devozione e di pellegrinaggi papali al Monte Gargano (1987), Giovanni de Cristofaro, ‘Mmizzo la streta (1997).
A conclusione voglio ribadire che l’esperienza trascorsa attraverso il Centro Studi Garganici e la pubblicazione della Rivista Garganostudi, è stata per tutti un’esperienza unica e irripetibile, nel far parte di un consorzio di amici e di intellettuali, provenienti da ogni parte della Puglia, soprattutto dell’Università di Bari, fra cui Giorgio Otranto, indimenticabile animatore e interprete della cultura garganica e pugliese.