Lo stralcio del documento ricevuto e oscurato da Cotugno | foto fornita da R. Cotugno
Sembra un giallo da WikiLeaks, dove oggigiorno i cittadini di Monte Sant’Angelo, montanari come amano e vogliono essere chiamati, si stanno chiedendo dove sia riposta la verità. Il botta e risposta, dove il social facebook fa da lavagna a più soggetti interessati al caso, da semplice querelle tra due persone sta crescendo e interessando le parti politiche e la comunità che chiede franchezza. Un “Monte papers”, ardiamo definire, che il 18 luglio 2018, alle ore 22:09, sul profilo facebook di Raffele Cotugno è comparso con un messaggio, e tanto di foto, destando molta attenzione nei confronti di Giovanni Vergura. Il compito assunto da noi della stampa è puramente informativo, fornendo spazio alle due persone interessate e soggetti vari che hanno corroborato la vicenda. Una precisazione dovuta per i vari aspetti politici generati nel dibattito, cui siamo neutrali non entrando nei meriti. Veniamo ai fatti.
Nello specifico il “Monte papers” da Cotugno era una richiesta di spiegazione all’attuale Presidente del Consiglio comunale di Monte Sant’Angelo Giovanni Vergura sulla correttezza e legalità in materia di privacy dei documenti protocollati dall’Ente Comune.
Ecco il testo: «A PROPOSITO DI CORRETTEZZA E LEGALITÀ A MONTE SANT’ANGELO. Mi domando se, in un paese civile quale è Monte Sant’Angelo, è normale che il Presidente del Consiglio Comunale si arroghi il diritto di condividere, a suo piacimento, atti PRIVATI di un cittadino. Ricordo che gli atti prodotti dagli uffici comunali sono tutelati dalla Legge sulla privacy e non possono essere condivisi con parti terze. Mi domando, altresì, con queste personalità a ricoprire ruoli istituzionali, fino a che livello di tutela possiamo ritenere al sicuro i nostri dati sensibili? Giovanni Vergura è questa la correttezza etica e istituzionale tanto decantata? Questa è legalità?».
Un post che, come detto, ha attirato l’attenzione dei montanari e delle parti politiche del centro garganico. Su facebook subito son state scritte le prime considerazioni: chi a favore, chi contro, chi chiedeva spiegazioni in merito. Per chiarezza dei fatti e per i risvolti politici generati da questo che potrebbe diventare lo scandalo del momento, è giusto affermare che Raffaele Cotugno era un ex Consigliere comunale, dapprima militante nel centrodestra, oggi come cittadino privato. Perché quest’ultima precisazione? Dalla risposta avuta dalla controparte, nella persona di Vergura, si rimarca la militanza politica del Cotugno. Ma c’è anche dell’altro, che considereremo dopo.
Raggiunto telefonicamente per conoscere nell’essenza i fatti Raffaele Cotungo ha voluto rilasciarci una dichiarazione: «Il tutto è iniziato durante una serenissima discussione su Facebook dove ognuno era alle difese delle proprie idee. A un certo punto senza che io avessi chiesto qualcosa mi sono arrivati attraverso la chat Messenger alcuni messaggi e le immagini di un documento amministrativo, probabilmente fotografata con un dispositivo elettronico. Il documento era l’esito di un’istanza presentata da un privato cittadino, dove, in quell’immagine, si potevano leggere in chiaro il numero di protocollo dell’atto amministrativo e tutti i riferimenti utili a far capire che si trattava esattamente e con estrema perfezione dell’istanza cui stavamo parlando su facebook. Ora, poniamo l’esempio che si tratti di un’iniziativa commerciale: se io fossi stato un concorrente societario rispetto all’entità nell’istanza, grazie a questa informazione avrei potuto usufruire di una informazione a vantaggio della mia strategia di business. Con ciò mi chiedo e chiedo ai cittadini, perché è un’azione che interessa tutti nel rispetto dei dati personali, se qualora andassimo a depositare degli atti presso gli uffici del Comune di Monte Sant’Angelo, questi atti sono tutelati dalla legge sulla privacy? Con questa azione messa in pratica, nello specifico, dal Presidente del Consiglio comunale di Monte Sant’Angelo Giovanni Vergura, col suo atteggiamento da persona che è un’istituzione pubblica e amministrativa, chi ci assicura che i nostri documenti non vengano utilizzati a propria discrezione, in modo personale? Comprendo che l’azione sia stata fatta in modo indiretta, forse ingenuamente per darmi una risposta, è con ciò non accuso nessuno perché non ho nulla contro Vergura, ma io ho manifestato dissenso sull’operato dell’istituzione che rappresenta. Ci tengo a precisarlo per la bontà dell’azione fatta nei confronti di una comunità che ora deve interrogarsi sul fatto accaduto. Ma l’azione si è consumata e non può essere reiterata, né tantomeno sottaciuta quando commessa da un’istituzione».
Di seguito proponiamo la risposta del Presidente Giovanni Vergura pubblicata sulla sua pagina facebook.
CHIARIMENTO SU ALCUNE POLEMICHE SORTE NEI GIORNI SCORSI
«Pubblicare un messaggio privato per fini politici è un atto vile. Nel mese di Novembre 2017 un ex Consigliere comunale ha pubblicato sulla mia bacheca di Facebook una notizia falsa in riferimento all’apertura di una sala per GIOCO D’AZZARDO. Risposi allo stesso che quanto affermato non corrispondeva al vero, atteso che il Comune di Monte Sant’Angelo non aveva rilasciato alcuna autorizzazione. Nonostante ciò l’ex consigliere comunale continuava ad insistere e ad insinuare circa l’apertura di una sala per gioco d’azzardo. In seguito ho inviato allo stesso, in via del tutto privata con l’applicazione Messanger, lo stralcio del provvedimento di rigetto, avendo cura di eliminare i dati sensibili; il documento in oggetto può essere preso in visione e/o richiesto in copia da chiunque, secondo l’attuale normativa. L’ex consigliere comunale, chissà per quale ragione e a distanza di 9 mesi circa, ha pubblicato su Facebook la conversazione privata avuta con il sottoscritto. E’ evidente la strumentalizzazione politica posta in essere dall’ex consigliere. Una conversazione privata tra due persone deve rimanere tale, non può essere pubblicata e resa leggibile a tutti. Al di là dell’aspetto legale, si tratta di slealtà e scorrettezza. Ringrazio tutti i gruppi politici e i cittadini che hanno voluto manifestarmi la loro vicinanza, non sarà la meschinità di qualche ex amministratore a fermarci».
Se questo, fin dalle prime botte e risposte, non sono dei “Monte papers” ci piacerebbe sapere cosa sono? Certo è che ha tutto il sapore agrodolce di uno scandalo politico. Tuttavia, ritornando su quel “c’è anche dell’altro”, è giusto che la stampa dica le cose come le ha lette e sapute da entrambe le parti. Innanzitutto precisiamo che con il Cotugno le informazioni le abbiamo avute sia scritte, sia con una telefonata gentilmente concessa, mentre con il Vergura solo tramite comunicato adotto da facebook, pur avendolo cercato telefonicamente ma senza riscontro, solo un messaggio su whatsapp che diceva «Invierò chiarimenti alla stampa nelle prossime ore. Sono in auto adesso». Cotugno precisa che le immagini sono state oscurate dal sottoscritto, proprio per rispetto della privacy del cittadino titolare dell’istanza e non dal Vergura. Inoltre Cotugno non ha mai dichiarato l’oggetto dell’istanza, cosa fatta dal Vergura nel dichiarare che riguardava l’apertura di una sala gioco d’azzardo. Precisazioni che vanno fatte, per inquadrare ciò che i due soggetti affermano nell’accusarsi come falsi. Le dichiarazioni le abbiamo scritte così come le hanno prodotte loro: spetta al lettore comprendere.
Nelle prossime ore pubblicheremo anche ciò che la politica locale ha comunicato, a favore e contro, in merito al “Monte papers”. Resta da dire, ciononostante, che la vicenda potrebbe assumere sviluppi legali da entrambe le parti, anche se, sommessamente, suggeriamo ai due attori un franco e aperto confronto con i cittadini che al momento s’interrogano dove risieda la vera verità. #LaCittàdeidueSitiUNESCO, a nostro avviso, non può essere soggiogata da querelle che invadono a gamba tesa una già labile credibilità costruita ad hoc da alcuni media a favore esclusivamente della cronaca per qualche click in più.
Nel precedente articolo ““Monte papers”, Cotungo Vs Vergura. La verità dov’è? Vediamo di raccontarla” abbiamo raccontato la prima parte della vicenda che da diverse ore tiene col fiato sospeso i montanari. Ovviamente a Monte i cittadini sono divisi nel credere all’uno piuttosto che all’altro attore della querelle. Un chiacchiericcio, perché di questo stiamo parlando sapendo che la piazza potrebbe aver già sentenziato il suo verdetto, come del resto accade quando la confusione cresce commisurata all’ingigantimento dei fatti raccontati, che non conferisce verità all’accaduto. Se poi ci mettiamo che il “Monte papers” ha avuto seguiti politici vien naturale pensare che alcune cose possano essere strumentalizzate per interessi propri. Non sappiamo se ciò è accaduto, auspicando il contrario. Sappiamo, invece, che con la carica ricoperta dal Vergura non poteva essere il contrario, ovvero che la politica entrasse nella discussione. Questo perché di mezzo c’è un Presidente del Consiglio comunale, figura super partes a garanzia dell’assise cittadina e perciò garante in ogni sua forma, svolgimento e attuazione dei lavori e degli atti. Con ciò le controparti politiche, come del resto ha fatto il denunciante, si chiedono come possa Giovanni Vergura essere fiduciario nei confronti dei cittadini che amministra, dopo aver divulgato un documento che, a detta del Cotungo e delle regole che regolamentano la privacy, non doveva essere comunicato a persone terze, anche in forma privata. In altre parole l’interrogativo posto in essere nella controversia è che se Vergura ha potuto farlo con Cotugno vuol dire che avrebbe potuto farlo con altri, cosicché da far conoscere particolari, seppur in forma privata, di altri soggetti cui va garantita, in base alle leggi vigenti, la riservatezza dei loro dati personali e commerciali. Ora, non entrando nei meriti legali della legge che disciplina la privacy e in particolare gli atti protocollati presso un ente pubblico, a noi preme raccontare l’accaduto, che va detto a beneficio dei montanari che si chiedono dove risieda la verità e la correttezza delle azioni assunte dai due protagonisti del “Monte papers”. Contestualmente al comunicato stampa diramato da Vergura, v’è stato quello di Forza Italia, che pur non essendo in Consiglio comunale è quel partito che fa forte opposizione alla maggioranza.
Dopo la “fuga” di carte dal comune, il presidente del consiglio comunale, Giovanni Vergura, deve dimettersi! (Fonte: Forza Italia – Monte Sant’Angelo).
«Abbiamo appreso, con non poco stupore, dal profilo Facebook di un cittadino che il Presidente del Consiglio Comunale, Giovanni Vergura, ha girato in chat a questo cittadino la pratica di una persona che aveva fatto richiesta al Comune di un’autorizzazione, violando chiaramente la privacy, il diritto di riservatezza e di protezione dei dati personali. Ebbene, se questa cosa è accaduta – come sembra che sia, visto che su quel profilo Facebook è stata pubblicata la discussione intercorsa tra il cittadino e il Presidente del Consiglio Comunale –, è chiaro che Vergura non può più rivestire quel ruolo importantissimo per il Consiglio Comunale e per la città. Va precisato che il cittadino, prima di pubblicare tutto, si è preoccupato, giustamente, di oscurare i dati sensibili di quella pratica, cosa che non aveva fatto Vergura! Forza Italia chiede a Vergura di scusarsi con il destinatario di quella comunicazione, i cui fatti sono stati divulgati senza il suo consenso! Forza Italia ricorda a Vergura che, quando un atto non viene pubblicato all’Albo del Comune, vorrà dire che resta a disposizione solo del cittadino richiedente e del Comune e che nessuno, ma proprio nessuno, può inviarlo ad altri, anche se è il Presidente del Consiglio Comunale. Forza Italia ritiene che quanto accaduto sia di una gravità inaudita, perché, così come è stata diffusa quella pratica, evidentemente se ne possono far circolare altre, semmai dal contenuto e dal tenore molto più delicati e riservati. Infatti, ricordiamo a Vergura che molte volte ai Comuni vengono fatte richieste da Enti e Istituzioni anche di una certa importanza e riservatezza: con Vergura, questi Enti possono avere la certezza che le carte che arrivano non vengano lette e non vengano fatte circolare? Per quanto accaduto, pensiamo proprio di no, perché potrebbe accadere di nuovo. Forza Italia chiede le dimissioni immediate del Presidente del Consiglio Comunale di Monte Sant’Angelo, Giovanni Vergura, poiché il suo comportamento, quello di diffondere ai non interessati carte di altri, non è garanzia di imparzialità, di legalità e di rispetto delle Istituzioni e tradisce la fiducia dei cittadini nelle Istituzioni!».
Dimissioni son quelle chieste con intensa volontà da Forza Italia nei confronti di Giovanni Vergura, a fronte di un comportamento non garante, non legale, nei confronti dei montanari. Leggendo sui social, perché ormai il termometro percettivo di come la pensano i cittadini è questo spazio, son chiare le posizioni assunte, anche e purtroppo schierate. Ma non poteva essere diverso poiché la politica porta, ahinoi, anche a condizionamenti a prescindere.
Di controcanto, in politica non poteva esser diverso, chi amministra Monte Sant’Angelo, il gruppo CambiaMonte che fa riferimento al PD, nelle ore successive alla richiesta di dimissioni della controparte, ha risposto:
FORZA ITALIA NON SI SMENTISCE MAI!
«Quando si tratta di questioni scottanti e borderline Forza Italia di Monte Sant’Angelo non manca mai. Lo abbiamo notato (e non solo noi) nei comunicati delle ultime settimane. L’odio, il veleno e le frasi tendenziose con messaggi subliminali sono all’ordine del giorno e non fanno altro che alzare tensione nella città. Perché questo interesse per il gioco d’azzardo da parte della locale Sezione di Forza Italia? Abbiamo letto con attenzione la relazione semestrale della Direzione Investigativa Antimafia, speriamo lo abbiano fatto anche coloro che in maniera velata, ma evidente, con un comunicato stampa attaccano chi lotta e combatte contro le forme illegali di gioco d’azzardo. Tema posto al centro dell’attenzione anche dal Governo. Il presidente del consiglio comunale non ha divulgato alcun documento segreto, bensì, dopo aver subito un attacco pubblico da un membro dell’ex maggioranza, in una conversazione privata, ha rassicurato lo stesso che l’amministrazione sta facendo la propria parte in maniera ligia e senza alcun condizionamento su un tema così scottante. Evidentemente il soggetto ha voluto strumentalizzare l’informazione, dando in pasto agli ex colleghi di Forza Italia questa notizia distorta e poco elegante. IL DISEGNO È CHIARO! Questa amministrazione per rendere ancora più trasparente tutta l’attività amministrativa ha approvato il regolamento di accesso civico agli atti. Il documento in questione poteva e può essere richiesto da qualsiasi cittadino. Nel Comune di Monte Sant’Angelo non c’è nulla da nascondere! L’intero gruppo CambiaMonte esprime solidarietà e, seppur non necessaria, ribadisce la piena fiducia sull’operato e sulla correttezza del Presidente del consiglio comunale Giovanni Vergura. Avremmo preferito continuare ad ignorare gli sproloqui di Forza Italia, ma ogni tanto un po’ di distinzione e chiarezza va fatta».
Cotugno, dopo il comunicato di Vergura, è stato nuovamente contattato telefonicamente, spiegando le sue ragioni e ribadendo particolari da noi anticipati».
I cittadini de #LaCittàdeidueSitiUNESCO esigono risposte.
Ad Maiora!
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