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Approvata all’unanimità con 47 voti favorevoli la mozione presentata dal gruppo del Partito Democratico, illustrata dal consigliere Domenico De Santis, che chiede una forte condanna della repressione del regime iraniano, delle gravi violazioni dei diritti umani e dell’escalation militare in Medio Oriente. Il Consiglio esprime solidarietà al popolo iraniano e alle donne del movimento “Donna, Vita, Libertà” e denuncia gli attacchi contro civili e infrastrutture.
La mozione impegna la Giunta regionale a sostenere iniziative diplomatiche di de escalation, programmi di protezione umanitaria per perseguitati politici, azioni di cooperazione internazionale e attività di sensibilizzazione sui diritti umani e sulla pace.
La mozione è stata accolta favorevolmente dal capogruppo di FdI Paolo Pagliaro che è intervenuto a nome del Gruppo, il quale ha detto che “la forte preoccupazione per questa de-escalation in Medio Oriente è chiaramente nello spirito del nostro Governo. Anche noi crediamo che sia giusto impegnare la Giunta regionale a sostenere nelle sedi istituzionali, nazionali ed europee, ogni iniziativa diplomatica volta a favorire la de-escalation delle tensioni in Medio Oriente, a promuovere iniziative di cooperazione internazionale, a sostenere programmi di protezione umanitaria e monitorare gli effetti della crisi energetica internazionale anche nella nostra economia pugliese”.
A sostegno della mozione è intervenuto anche il capogruppo della Lega Fabio Romito, secondo cui
“non possiamo che condannare gli attacchi, anche sconsiderati, che stanno provenendo in queste ore dal Medio Oriente verso le città e verso i civili inermi delle città israeliane. Credo quindi che sia assolutamente necessario, per quanto questa sia un’Assemblea regionale, esprimere la nostra vicinanza e solidarietà a questi popoli”.
Per dare ancora maggiore efficacia agli impegni assunti, la capogruppo del M5S Maria La Ghezza ha proposto di sostenere le iniziative nelle sedi istituzionali, nazionali, europee e sovranazionali. Per il governo è intervenuta l’assessore regionale Silvia Miglietta per esprime il parere favorevole.
Di seguito l’intervento del Consigliere De Santis.
“Signor Presidente,
Care colleghe e cari colleghi,
tre settimane dopo l’inizio della guerra in Iran e la conseguente crisi in tutta la regione del Medio Oriente, la situazione appare sempre più complessa e preoccupante.
Pesante è il bilancio delle implicazioni, sia umanitarie sia di natura economico – finanziaria, come pure le conseguenze sui già delicati equilibri geopolitici che si giocano in quell’area, una vera e propria polveriera.
Riteniamo che questo conflitto armato sia da disinnescare il prima possibile e per questo, all’indomani dell’inizio delle operazioni militari, abbiamo presentato una mozione affinché dalla Puglia, terra di pace, terra di Don Tonino Bello e cuore del Mediterraneo, parta una spinta forte e decisa a una risoluzione diplomatica della crisi in corso, capace di portare a una risoluzione disarmata.
Un nostro conterraneo, durante la Conferenza di Helsinki del 1975, da Ministro degli Esteri disse che “la Politica estera è una politica di Pace” e aggiunse che “la politica è paziente costruzione di equilibri”. A chi ritiene che mozioni come questa possano apparire uno sterile esercizio dialettico, richiamo le parole che Aldo Moro pronunciò in quella occasione, all’indomani dei fatti del Cile, dando vita alla cooperazione tra gli stati Europei.
Chi tace davanti a una guerra è connivente, per costruire la pace servono anche atti simbolici, che sono importanti sul piano politico.
Con questa mozione ribadiamo la ferma condanna per le gravi violazioni dei diritti umani perpetrate dal regime teocratico e liberticida di Teheran. In questi ultimi anni il movimento Donne Vita Libertà, la voce delle donne libere dell’Iran, ha pagato il prezzo più alto con carcerazioni, violenze, torture, uccisioni di massa e donne sparite nel nulla.
Da qualche anno ho conosciuto il marito di Narges Mohammadi, premio Nobel per la Pace del 2023 e leader del movimento Donne Vita Libertà, che da anni è incarcerata dal regime. Assieme al marito abbiamo organizzato convegni e confronti pubblici. Dai suoi racconti ho conosciuto la realtà di un paese passato dalla civiltà della democrazia al regime teocratico. Uomini e donne che hanno vissuto all’improvviso limitazioni delle libertà personali, religiose, culturali, di pensiero.
Le ferite del regime sono presenti anche sugli esuli che sono riusciti a sfuggire alle sue grinfie e sono ferite non solo etiche e morali. Ogni dissidente porta anche sul proprio corpo i segni dell’oppressione di quel regime.
Allo stesso tempo, con questa mozione, vogliamo esprimere una ferma disapprovazione per le azioni militari, giacché a pagarne le conseguenze sono anche i civili: donne, bambini, studenti e studentesse, come le 150 alunne rimaste uccise nel bombardamento della scuola iraniana di Minab.
Ai costi umanitari e ai morti innocenti di questa guerra, inoltre, si aggiungono i costi economici e le speculazioni che stanno già gravando sui costi energetici in Europa, in Italia e in Puglia.
Nelle ultime ore sono state prese di mira, sempre più, le infrastrutture energetiche del Golfo, di greggio e di gas, creando gravi conseguenze, sia in termini di inasprimento delle tensioni sia in termini di aumento dei prezzi.
Il “caro carburanti” sta mettendo in crisi le marinerie pugliesi, il mondo agricolo e tutti i comparti produttivi, oltre ai cittadini pugliesi che pagano due volte il costo di questa guerra, sia per il caro – benzina sia per l’aumento dei prezzi dei beni di consumo.
Per questo chiediamo a questa Assise consiliare di esprimere la più ferma condanna della repressione esercitata dal regime iraniano contro la propria popolazione, violandone i diritti e le libertà fondamentali e, allo stesso tempo, di rifiutare l’escalation militare in Medio Oriente, per le sue conseguenze umanitarie e geopolitiche; chiediamo anche di chiedere al Governo nazionale di sostenere una soluzione diplomatica delle tensioni geo politiche, nel rispetto del diritto internazionale e del ruolo delle Nazioni Unite.
Con questa mozione, si impegna anche la Giunta regionale:
- a sostenere, nelle sedi istituzionali nazionali ed europee, ogni iniziativa diplomatica volta a favorire la de-escalation delle tensioni in Medio Oriente;
- a promuovere iniziative di cooperazione internazionale e dialogo tra i popoli del Mediterraneo;
- a sostenere programmi di protezione umanitaria per attivisti e cittadini perseguitati per ragioni politiche e per la difesa dei diritti umani, così come è stato fatto con il popolo palestinese.
Si impegna, inoltre, la Giunta - a monitorare gli effetti economici della crisi energetica internazionale sull’economia pugliese;
- a promuovere iniziative istituzionali di sensibilizzazione sui diritti umani, sulla pace e sulla cooperazione internazionale.
Colgo l’occasione per fare gli auguri al Popolo Iraniano perché domani, 20 marzo, è il capodanno persiano, Nouwrooz, che significa “nuovo giorno”, auspicando che arrivi presto il giorno in cui ci sarà libertà e Pace e che sia quanto prima un “nuovo giorno” per l’Iran”.
Regime iraniano, FDI: “Abbiamo dato voto favorevole alla mozione perché in linea con politica estera del Governo Meloni”
Una dichiarazione congiunta del gruppo regionale di Fratelli d’Italia (il capogruppo Paolo Pagliaro, la vice capogruppo Tonia Spina e i consiglieri Dino Basile, Luigi Caroli, Giannicola De Leonardis, Andrea Ferri, Nicola Gatta, Renato Perrini, Tommaso Scatigna, Antonio Scianaro, Giampaolo Vietri)
“Una mozione ragionevole e misurata. Per questo abbiamo dato il nostro voto favorevole alla mozione del Pd di condanna del regime iraniano, approvata all’unanimità dal Consiglio regionale. Su diritti universali insopprimibili come la libertà non possono esserci steccati ideologici, e dunque condividiamo sdegno e condanna per la repressione sistematica che schiaccia le libertà del popolo iraniano e viola i diritti umani, e preoccupazione per l’escalation militare in Medio Oriente.
“Anche noi crediamo che sia giusto impegnare la Giunta regionale a sostenere nelle sedi istituzionali – nazionali, europee e internazionali – ogni iniziativa diplomatica volta a favorire la de-escalation delle tensioni in Medio Oriente, a promuovere iniziative di cooperazione internazionale, a sostenere programmi di protezione umanitaria e monitorare gli effetti della crisi energetica internazionale anche nella nostra economia pugliese. Ma abbiamo anche puntualizzato che tutto questo è in linea con la posizione politica del Governo Meloni, che riflette la tradizione diplomatica del nostro Paese e il rispetto del diritto internazionale, ribadendo con fermezza di non essere parte del conflitto e di non voler in alcun modo esserne coinvolta sul piano militare. La scelta è proprio quella di mantenere una linea di responsabilità e prudenza, evitando ogni escalation che possa compromettere ulteriormente la stabilità regionale e internazionale.
Allo stesso tempo, il Governo ha espresso una posizione equilibrata rispetto agli sviluppi recenti: da un lato, ha sottolineato come alcune azioni militari si pongano al di fuori del quadro del diritto internazionale; dall’altro, ha confermato la solidità delle alleanze dell’Italia, in particolare in ambito euro-atlantico, evitando contrapposizioni che possano indebolire il fronte occidentale. In questo contesto, il Governo pone al centro della propria azione la via diplomatica per promuovere la ripresa del dialogo, anche attraverso il coordinamento con i partner europei e internazionali, nella convinzione che solo una soluzione negoziale possa garantire stabilità duratura”.