Piromani? No, incendiari criminalmente bulimici di soldi.
Prendendo spunto da una riflessione di un amico ambientalista ed ecologista, innamorato della natura e degli animali, rifletto ancora una volta e per l’ennesimo anno sui roghi che puntualmente in questo periodo estivo distruggono parte del Gargano.
Lui dice «Parlano di aeroporti…Parlano dei turisti…Parlano di turismo a 5 stelle…Parlano dei resort di lusso…ma non fanno nulla per il Gargano».
È vero! Non fanno nulla per il Gargano i nostri politici, coloro che eletti, soprattutto grazie a truppe cammellate sempre pronte a votarli per un piatto di lenticchie per poi ricoprire cariche decisionali, parlano, promettono e poi dimenticano, preferendo accollare responsabilità ai governi, ai presidenti, ai sindaci, pur di non ammettere loro colpe e bugie.
Il paradosso è che non pensano neanche ad arginare il fenomeno incendiario. Nulla sul fronte della sicurezza, della prevenzione e del controllo. Eppure la tecnologia offre soluzioni che potrebbero almeno controllare le aree dove le fiamme hanno mangiato e mangeranno la macchia mediterranea. Ma si preferisce spendere e spandere soldi per inutili progetti e tavole rotonde colme di parole, solo parole, che poi diventano voti. Che miseria! E qualcuno e qualcuna si autodefinisce orgogliosamente garganico e garganica. Miserabili!
Peschici, e chissà perché, è la brace preferita di gente recidiva, forse erroneamente definita piromane che, criminalmente bulimici di soldi, estendono i loro tentacoli anche in altre zone del Promontorio.
Veri e propri attentati terroristici verso chi è in vacanza, verso chi lavora e chi fa impresa, verso chi vive di agricoltura e pastorizia e chi per tre mesi all’anno si trasferisce nella propria villetta per godersi pace e natura.
Non sono mafiosi, tantomeno fiancheggiatori edili, come molti vorrebbero farci credere.
E qui un altro amico, anch’egli ambientalista ed ecologista, innamorato della natura e degli animali, come me e come scrissi negli anni precedenti, credo abbia centrato l’obiettivo. Lui sostiene che: «Un’analisi attenda va fatta anche se c’è una correlazione rispetto al numero di giornate lavorative».
Fiamme nelle baie di Manaccora e Zaiana e zona Pile Fraballe
Io ho il forte dubbio che presumibilmente siano precari, gente che lavora al bisogno in attesa di conferme, persone pagate ad ora e che per racimolare qualche euro in più non hanno scrupoli e criminalmente infuocano il Gargano. E in quelle attese, ed è un’ipotesi, si potrebbe sviluppare la ferocia criminale incendiaria, forse non piromane poiché non sono ossessionati dal fuoco, che distrugge la Montagna del Sole, non salvaguardata e ricostruita bensì spenta sempre dalle fiamme. Ettari di macchia mediterranea da microclimi unici e anche abitata da flora e fauna autoctona, che probabilmente non riavrà più la forza di fiorire e vivere.
Una tragedia che potrebbe colpire anche altre aree della Capitanata per inquinare indagini che potrebbero risalire alle mani incendiarie o, peggio ancora, una volta esaurito il combustibile. In diverse zone boschive e costiere della Puglia è già accaduto.
Ipoteticamente, come sostenuto dal secondo amico, potrebbero essere ore di lavoro straordinario non programmato, ma svolto in emergenza purché si lavori. Che assurdità! Che brutalità! Che azione criminale!
È qui che secondo me si connatura l’incendiario del Gargano, non piromane. Ed è qui che si aziona la sua mano incendiaria, diventando poi di spegnimento. Sembra un ossimoro ma non lo è, perché è la cruda e criminale risposta verso chi promette quel lavoro stabile che finora non è mai arrivato, e forse non arriverà più.
Dunque, moralmente chi è il responsabile, intuendo chi lo è criminalmente?
Ad Maiora!
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