Casa nel bosco e Bordighera, analisi ipossiche patentate.
Spesso, e da oggi ancor di più, mi chiedo (poi se volete farlo anche voi) come si può avere una chiarezza sulle metodologie applicate dai professionisti dei servizi sociali, da quegli assistenti con tanto di laurea quando devono decidere sulle sorti dei bambini, alla luce di due casi eclatanti come la famiglia nel bosco e quella di Bordighera?
Con questi due casi, ma c’è ne sono altri, come si può aver fiducia nei servizi sociali?
Nel primo hanno allontanato forzatamente e brutalmente i figli dai genitori, che li amavano e oggi li amano ancor di più, solo per metodologie educative ritenute da alcuni giudici ed altri no (la solita interpretazione delle leggi e non la scevra applicazione) non conformi alle normative vigenti, senza che quest’ultimi li maltrattassero, gli procurassero violenza.
Nel secondo non hanno fatto nulla, sapendo dei maltrattamenti, delle violenze, finite poi con l’assassinio di una bambina, informazioni note da tempo, dichiarate più volte da quei figli terrorizzati che raccontavano tutto a scuola, agli amici, a chi incontravano, palesando la chiara richiesta d’aiuto, urgente e vitale, inascoltata e disattesa.
Mi chiedo, ma i professionisti dei servizi sociali a cosa servono?
A dividere famiglie che si amano e fare star unite quelle che si odiano e poi uccidono i propri figli?
Mi sa che questi assistenti sociali “professionisti” del nulla, ipossici patentati (ed ipossici è un eufemismo voluto per non offendere i pazzi), da adulti sfogano le loro repressioni infantili ora diventate frustrazioni, le loro probabili violenze subite, su persone che non gli son simpatiche e che non sono allineate ai loro standard sociali?
Puro ed esclusivo brutale sadismo autorizzato dei servizi socialmente dannosi.
Voi assistenti professionisti” del nulla dei servizi sociali, ipossici patentati, non analizzate, odiate chi si vuole bene e amate i riflettori puntati sulle gogne mediatiche.
Vergognatevi giudicanti “distratti”.
Vergognatevi decisori del male.
Vergognatevi!
Ad Maiora!
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