Macchia e il suo futuro, tra progetti ventennali, opere incompiute e d’impatto ambientale

Si percepisce nell’aria, come l’umidità dopo la pioggia in una giornata di sole, che a Monte Sant’Angelo è iniziata la campagna elettorale. Dall’una e l’altra parte quasi ogni giorno è un comunicare, sui social network, sulla stampa. Si parla di finanziamenti, realizzazione di infrastrutture, risanamento dei territori, ampliamento e messe in sicurezza di aree dimenticate,  incremento dei posti di lavoro attraverso nuove fabbriche e insediamenti che preoccupano i macchiaioli e le popolazioni limitrofe per l’impatto di sicurezza e ambientale, e mai un progetto occupazionale con il turismo e l’agricoltura, pur avendo migliaia di metri quadri che lo permetterebbero. Tutto è incernierato nella frazione di Macchia, un tempo (molto tempo fa) agricola, ora industriale, quella che fornisce più ricchezza al comune garganico. Non solo querelle per i futuri insediamenti industriali, bensì sull’ammodernamento, sistemazione e allargamento della strada litoranea Manfredonia – Mattinata, un importante collegamento funzionale con la SS89 che metterebbe fine all’annoso confinamento di Macchia al centro sipontino. Un progetto annunciato dal sindaco Pierpaolo d’Arienzo, che però ha la sua genesi ventennale, quando a Palazzo di Città c’era come Primo Cittadino Antonio Nigri. In sostanza il progetto sarebbe operazione di ampliamento dei raggi di curvatura nelle curve più strette, una corsia pedonale ed una corsia riservata ciclabile l’ampliamento della carreggiata stradale e saranno ricostruiti alcuni muri a secco esistenti ma crollati, sperando che tra una pietra e un’altra non vi siano “incursioni” di cemento (preoccupazione di chi al tempo progettò gli interventi).

Senza entrare nei meriti tecnici e nei particolari che saranno spiegati in seguito dagli interventi del sindaco d’Arienzo e da Giovanni Ciliberti, medico e direttore emerito U.O. Malattie Apparato Respiratorio Policlinico OO.RR. Foggia e già amministratore di Monte Sant’Angelo che fu uno dei maggiori attori del progetto in questione, il centro della discussione che si è sviluppata su facebook riguarda innanzitutto la fattibilità dell’opera che, per chi progettò gli interventi, potrebbe rimanere incompiuta per risorse economiche probabilmente sottostimate e perciò finire sotto la lente d’ingrandimento della Corte di Conti, giacché i soldi sono gli stessi di vent’anni fa. Altri temi messi sul banco, che sono le domande rivolte al sindaco, sono i tempi dell’annuncio che, guarda caso, coincidono con l’inizio di una campagna elettorale per le prossime elezioni del Consiglio comunale di Monte (nella primavera del 2022), i vincoli paesaggistici dei muretti a secco, tra l’altro protetti dall’UNESCO, e aprioristicamente la dovuta osservazione di Ciliberti che definisce il progetto una copia di quello già in essere, etichettandolo come «plagio o gabbata». Qualcuno tra i lettori ha puntato il dito sulle mancanti opere pubbliche, sempre oggetto di propaganda politica, che necessita Macchia. Alcune fra tutte riguarda la rete idrica-fognaria, quasi inesistente e dove c’è risalente al secolo scorso, le strade condannate a rimanere tratturi semi-asfaltati con unica carreggiata, il mancato piano regolatore sulle abitazioni, rimasto agli anni ’50 e laddove si è costruito è stato poi condonato.

Ma diamo spazio agli interventi.

L’ANNUNCIO DEL SINDACO: “RIQUALIFICHEREMO LA LITORANEA DI MACCHIA E REALIZZEREMO UN PERCORSO CICLABILE”

Comune di Monte Sant’Angelo.

“Abbiamo approvato il progetto esecutivo e saranno celermente cantierizzati 1 milione e 700 mila euro di interventi infrastrutturali per interconnettere strategicamente tutto il territorio di Monte Sant’Angelo, dalla costa all’entroterra, completando e rendendo maggiormente fruibile l’offerta turistica e la percorribilità dei residenti”. L’annuncio è del sindaco di Monte Sant’Angelo, Pierpaolo d'Arienzo, relativamente all’approvazione del progetto esecutivo del piano di ammodernamento mediante la sistemazione ed allargamento di una importante strada di collegamento funzionale, il tratto della litoranea Manfredonia - Mattinata ancora non sistemato tra gli innesti con la SS 89 già asfaltati (località Baia del Monaco – Bivio Varcaro – Parcheggio Mare Azzurro). Un progetto che migliora la fruibilità da parte dei residenti ma anche dei turisti, che migliora i servizi per la zona balneare, che realizza la pista ciclabile per attività sportive.

Leggi anche: Territorio. L’annuncio del Sindaco d’Arienzo: “Riqualificheremo la litoranea di Macchia e realizzeremo un percorso ciclabile”, approvato il progetto esecutivo da 1,7 milioni

E’ QUESTIONE DI PLAGIO O DI GABBARE? Certo non è una questione di feeling!

Giovanni Ciliberti

«Siete mai andati in un mobile dove vi sono vecchi indumenti e dopo averne preso uno lo avete indossato facendo credere ai vostri amici che fosse un nuovo acquisto?

Una cosa del genere è capitata all’amministrazione comunale in questi giorni, perché l’allargamento della litoranea di Macchia ed il congiungimento della stessa con Manfredonia ha una lunga storia iniziata una ventina di anni fa quando vennero realizzate le progettazioni e quando qualche anno dopo furono travati i finanziamenti.

Per onor di cronaca è d’obbligo riferire che si tratta di due vecchi progetti, il primo di euro 1.400.000 (allargamento dell’attuale litoranea), realizzato dagli ingegneri Quitadamo e di Iasio ed il secondo, di euro 300.000 (prosieguo, per alcune centinaia di metri, della litoranea fino al confine con Manfredonia) realizzato dall’ing. Michele Bisceglia.

Si trattava di progetti la cui elaborazione aveva richiesto molto tempo per la complessità degli aspetti burocratici (ricerca di tutti i proprietari delle particelle interessate), e per cercare di ridurre al minimo l’abbattimento di alberi di ulivi (al fine di evitare opposizioni legali dei proprietari e degli ambientalisti). Venne così deciso di realizzare un allargamento limitato che comunque avrebbe consentito la doppia circolazione come era stato realizzato per gli altri interventi sui due tratturi che congiungono la SS 89 con la litoranea (strada per Chiancamasidde e Varcaro e primo tratto della strada, chiamata muluttir, che porta al Residence il Monaco). Per contenere i costi, infine, si decise di raddrizzare la strada senza grossi stravolgimenti del percorso, sostituendo i muri a secco che alla base avevano una larghezza di circa un metro con muri in cemento di dimensioni assai più contenute (30-40 cm. di larghezza).

Trattandosi di opere che inizialmente non avevano il finanziamento, l’incarico ai due ingegneri fu solo formale ed i relativi progetti furono firmati dall’ufficio tecnico comunale con l’impegno che a Quitadamo e a di Iasio sarebbero state assegnate le relative direzioni dei lavori.

Per motivi economici e per evitare contenziosi, in quei progetti non era prevista una pista ciclabile che avrebbe richiesto un ulteriore allargamento della strada di circa 1.5 mt con uno sforamento del finanziamento di oltre 500.000 euro e l’abbattimento di diverse centinaia di alberi di ulivi secolari o piantati 60-80 anni fa.

I finanziamenti arrivarono grazie al sindaco Nigri che riuscì a far entrare questi due progetti nell’ambito dell’assegnazione, al comune di Monte Sant’Angelo, dell’ultima trance di fondi del Contratto d’Area (assieme a quelli inerenti lo svincolo del centro commerciale trasformato in seguito nelle due rotatorie di Macchia).

I progetti dunque sono stati regolarmente approvati e i relativi finanziamenti sono disponibili da tanti anni.

Stando così le cose il sindaco d’Arienzo

  • Perché attribuisce a se e alla sua giunta il merito di progetti realizzati con i relativi finanziamenti ottenuti dai suoi predecessori?”
  • Perché a distanza di 20 anni la spesa è sempre di euro 1.700.000 con in più una pista ciclabile con le difficoltà di realizzazione già riferite? (Credo che solo il costo dell’asfalto superi quella cifra!).
  • Ha in mente di realizzare una seconda “fabbrica di S. Pietro”, come l’impianto idrico-fognate di Macchia i cui lavori sono iniziati circa 25 anni fa e non si sa fra quanti decenni termineranno?

E’ una questione di plagio o l’estremo tentativo di “gabbare” gli abitanti di Macchia presentando la cosa come sua (il famoso coniglio dal cappello!) a meno di 10 mesi dalle elezioni in un momento in cui viene fortemente messo in discussione il futuro della frazione?

Certo, il sindaco di Monte, ha tanto da farsi perdonare dagli abitanti di Macchia

  • La mancata difesa della loro onorabilità dopo lo scioglimento del consiglio comunale
  • La mancata realizzazione di almeno un centinaio di abitazioni (motivo per il quale le giovani coppie vanno ad abitare a Manfredonia)
  • La mancata ripresa dei lavori idrico-fognanti e l’incapacità di gestione e di controllo di quelli realizzati (a Macchia è mancata l’acqua per circa un mese fino a due settimane fa)
  • La rete viaria della frazione incompatibile con la circolazione e con la vita degli abitanti (tratturi asfaltati che consentono il passaggio di una sola auto)
  • Ed ancora la destinazione di un finanziamento di euro 5.500.000, ricevuto dal presidente Conte, per realizzare un acquedotto rurale nella valle di Carbonara (che dovrebbe servire solo 3-4 aziende) mentre se a Macchia fosse realizzato un acquedotto rurale la produzione di olio extravergine di oliva ed i posti di lavoro aggiuntivi aumenterebbero di 2-3 volte (il tronco dell’acqua arriva fino alla zona industriale del contratto d’area).

Appropriarsi del lavoro degli altri amministratori è una cosa deplorevole sia se dovuta alla mancata conoscenza delle cose del passato della nostra città sia se attuata per secondi fini.

O che si sia trattato di plagio o di un maldestro tentativo di “gabbare” la popolazione della frazione di Macchia in prossimità delle elezioni, la gravità dell’accaduto sta nel fatto che l’attore principale sia il sindaco di Monte Sant’Angelo, la figura di massima imparzialità della città, il coordinatore pugliese di Avviso Pubblico perché, cari signori uno dei significati di PLAGIO è la falsa attribuzione a se stessi di opere o scoperte i cui diritti di invenzione o di priorità spettano ad altri, mentre GABBARE significa: imbrogliare, ingannare, raggirare.

Non sarebbe stato più semplice dire, cari abitanti di Macchia, abbiamo deciso di realizzare un vecchio progetto abbandonato da 20 anni nonostante fosse già finanziato?

Forse avrà avuto il timore che dicendo così qualcuno gli avrebbe risposto perché avete aspettato oltre 4 anni per farlo e vi siete ricordati solo in concomitanza delle prossime elezioni comunali?»

Pierpaolo d'Arienzo

«Egregio dottore, nessun plagio e nessuna presa in giro. Il finanziamento risale al terzo protocollo d’intesa del contratto d’area. Quello che è successo prima che arrivassimo noi, non lo so e non mi interessa. So soltanto che dopo che ci siamo insediati, siamo andati a Salerno presso l’ufficio periferico del Ministero. Abbiamo chiesto se fosse ancora possibile utilizzare quel finanziamento. Hanno risposto di si e quindi ci siamo messi a lavoro. Abbiamo fatto la procedura di gara per i servizi tecnici, abbiamo approvato le progettazioni e, infine, stiamo per mandare in gara alla SUA l’intervento. Vuole i meriti dell’idea, del progetto, dei lavori e della successiva realizzazione. Faccia pure! A me interessano i fatti, perché di chiacchiere ne abbiamo sentite tante e per troppo tempo, soprattutto su macchia».

Giovanni Ciliberti

«Egregio signor sindaco, la giunta precedente alla sua aveva già ottenuto dall'ufficio periferico del ministero il nulla osta alla realizzazione, cosa che avviene di prassi (come per la variazione dello svincolo in due rotatorie).

Nella sua comunicazione avrebbe dovuto dire quanto ha scritto nella risposta al mio post e spiegare perchè ha impiegato 4 anni per appaltare i lavori.

Non bisogna fare comunicati fuorvianti.

Il mio merito è stato solo quello di riferire l'inizio del percorso della progettazione e di manifestare forti perplessità sulla congruità delle risorse impegnate (l'opera rischia di rimanere incompiuta).

Per il mio carattere di dire in modo diretto sempre quello che penso non ho mai apprezzato i comunicati ambigui.

In ogni modo, anche se il percorso eseguito non è stato dei migliori, riconosco a questa amministrazione il merito di aver avviato la realizzazione di un'opera che era ferma da 20 anni».

Da questo testata si continua a chiedere quale futuro per Macchia?

FOCUS:

- E se Macchia si staccasse da Monte Sant’Angelo…?

 

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