Monte Sant'Angelo, Scalinata di Torre dei Giganti. Non distruggetela anche storicamente

Giorni concitati a Monte Sant'Angelo dopo l'intervento dell’Amministrazione comunale in merito ai lavori di “Miglioramento e riqualificazione dei percorsi di fruizione tra le emergenze architettoniche del Sito UNESCO", progetto in cui è inclusa la caratteristica, storica e genuinamente identitaria della Scalinata di Torre dei Giganti, che in base al progetto presentato dall'architetto Sgobba verrebbe smantellata per poi rifarla non più con la pietra di Monte, ma utilizzando la pietra di Apricena. Al momento non abbiamo il progetto tra le mani, e ci farebbe piacere riceverlo, sia per conferire una corretta informazione pubblica – e qui si interpella il sindaco e tutta l’Amministrazione comunale affinché la trasparenza e legalità regni sovrana, come spesso si “invoca” da queste parti-, sia per dal luogo a quel processo pubblico inclusivo che è democrazia. Un coro di "NO" si alza dai Montanari, trasversalmente alla politica che l'amministra e la controlla in Comune, tutti orientati a ristrutturarla mantenendo invariata la sua originalità. Si è finanche organizzato un sit-in e un incontro pubblico a risposta die quello dell’Amministrazione per evitare uno scempio architettonico storico-culturale, in barba al volere popolare che è il primo mandante di un'amministrazione cittadina. A manifestare perplessità e contrarietà al progetto, sono intervenute la forza politiche di minoranza comunale, A Monte, l’associazione ambientalista locale di Legambiente, l’associazione politico-culturale Armonia.

Ecco le loro rimostranze.

nota del Gruppo "A MONTE" – Monte Sant’Angelo.

«In un incontro pubblico tenutosi in piazza nei giorni scorsi, l’Amministrazione Comunale, rappresentata dal Sindaco d’Arienzo, dall’Assessore ai Lavori Pubblici Vergura e dall’Assessore al Turismo Palomba, ha presentato il progetto di “Miglioramento e riqualificazione dei percorsi di fruizione tra le emergenze architettoniche del Sito UNESCO”.

Una delle zone destinatarie di intervento sarà la Scalinata di Torre dei Giganti.

Durante l’incontro, con grande stupore dei presenti e di chi ha seguito in diretta sui social l’evento, l’architetto Sgobba, uno dei Tecnici responsabili del progetto, ha detto chiaramente che la Scalinata di Torre dei Giganti sarà smantellata e sarà rifatta non più con la pietra di Monte, ma utilizzando la pietra di Apricena.

Ascoltando queste parole ma, soprattutto, leggendo il progetto, sorge anche qualche dubbio di natura tecnica. Perché l’appalto viene fatto per migliorare e riqualificare, ma nei fatti prevede un rifacimento ex novo? A pensarci bene, se così sta la cosa, allora altre ditte, che avrebbero avuto i requisiti per partecipare al Bando non solo per restaurare, riqualificare e migliorare ma anche per costruire, avrebbero potuto concorrere. Infatti, i criteri restrittivi indicati hanno prodotto l’effetto che solo una ditta ha potuto partecipare al Bando.

Ciò che, però, oggi interessa è il timore – a nostro avviso giustificato, se si pensa a quanto accaduto negli ultimi anni con la Villa comunale – che i cittadini di Monte stanno avendo dopo aver sentito il progettista dire chiaramente che la scalinata sarà rifatta.

Perché rifare la scalinata di Torre dei Giganti con un materiale che non può resistere agli eventi atmosferici della nostra città, gettando peraltro la pietra (di Monte) di cui oggi è composta?

È chiaro a tutti che, così decidendo e facendo, si crea un danno all’immagine e alla storia di quella parte di Monte? La scalinata di Torre dei Giganti è identitaria per Monte.

Non condividiamo quando l’Amministrazione sostiene che è difficile reperire la pietra di Monte, perché è un problema che avrebbero dovuto porsi da molto tempo, visto che se ne parla da ormai cinque anni!

Perché non si pensa al restauro, a rinvigorire la pietra esistente, restaurandola e riportandola alla antica bellezza?

Questo argomento venne affrontato circa cinque anni fa dall’Amministrazione d’Arienzo e da allora nulla è cambiato, nessuno è stato ascoltato, pur avendo dato allora delle indicazioni per rivedere certe decisioni.

Purtroppo, ancora una volta constatiamo che l’Amministrazione non dialoga con i cittadini e, se lo fa, arriva con molto ritardo, quando cioè i cittadini già subiscono le decisioni prese!

Dialogare non fa perdere tempo, ma è il momento della condivisione e delle scelte comuni alle quali nessuno poi potrà dire di non aver partecipato, ma questa, cari cittadini, non è da tutti!»

nota di Legambiente Monte Sant’Angelo.

La gradinata di via Torre dei Giganti nella città UNESCO di Monte Sant’Angelo non deve essere distrutta. Legambiente chiede lo stralcio dal progetto in cantiere.

«L’intervento di “rigenerazione” del centro storico di Monte Sant’Angelo rischia di cancellare le ultime tracce di una città che una volta era fatta di “pietra di Monte”, una delle più belle e suggestive pietre da costruzione famosa in tutto il mondo per le sue caratteristiche estetiche e funzionali.

Legambiente ha chiesto più volte rassicurazioni sul fatto che il progetto firmato dall’architetto Michele Sgobba, finalizzato alla ristrutturazione di piazze e vicoli del centro storico, non finisse per distruggere, sostituendolo con la solita pietra di Apricena, quel poco che resta dell’antico basolato storico di Monte Sant’Angelo, una volta tutto in pietra calcarea di Monte e oggi rimasto come testimonianza storica solo sulla bellissima gradinata di via Torre dei Giganti, in largo Tomba di Rotari e nelle stradine adiacenti, in via del ponte e stradine adiacenti, nell’area tra la chiesa del Carmine e il palazzo di città. Lo abbiamo fatto al momento del dibattito pubblico su questo progetto, che si tenne cinque anni fa nella sala conferenza delle Clarisse, esponendo chiaramente e ufficialmente il nostro punto di vista e mettendo in guardia il progettista e l’amministrazione comunale riguardo al pericolo di un approccio non culturale alla materia. Lo abbiamo poi fatto a più riprese chiedendo rassicurazioni prima all’assessorato ai lavori pubblici. Ci è stato detto che su quei siti l’intervento sarebbe stato conservativo e che il basolato originario sarebbe stato salvaguardato con un approccio restaurativo.

Ieri pomeriggio invece, nel corso dell’incontro pubblico che si è tenuto in piazza per informare la cittadinanza sulla partenza imminente dei lavori, l’architetto Sgobba ha detto esplicitamente che quelle pietre saranno rimosse e sostituite con materiale “in linea con gli interventi finora realizzati”, quindi in pietra di Apricena. La gradinata, ammirata dai turisti e che conserva un valore identitario per la comunità di Monte Sant’Angelo, diventerà, come è già successo con la scalinata del convento di San Francesco e la scalinata della chiesa dei Cappuccini, un’anonima scalinata in banale travertino di Apricena, snaturando ulteriormente i valori estetici e identitari della città UNESCO, candidata alla Capitale Italiana della Cultura e futura Capitale della Cultura di Puglia.

Legambiente crede che non sia questo l’approccio corretto ai lavori pubblici nel centro storico, che ci sembrano pensati e condotti non con la giusta sensibilità culturale che merita la buffer zone di un sito UNESCO, e chiede lo stralcio della gradinata di via Torre dei Giganti e di Largo Tomba di Rotari e stradine adiacenti dal progetto di intervento che sta per essere posto in cantiere, per evitare di cancellare in maniera irreversibile caratteristiche urbane di valore storico e identitario che invece meritano un approccio culturale e conservativo, non la distruzione irreversibile a causa di un progetto che sembra attento solo ai “computi metrici” e agli “arredi urbani” di gusto discutibile».

nota dell’associazione politico-culturale Armonia – Monte Sant’Angelo.

«Il nostro unico obiettivo è la difesa del patrimonio storico e culturale della nostra città.

In questi giorni stiamo assistendo al coinvolgimento emotivo di una grande parte della popolazione nella difesa delle testimonianze storiche della nostra Città, tra cui la Scalinata di Torre dei Giganti e la Piazza antistante la Tomba di Rotari.

La sensibilità popolare sta colmando il vuoto delle Autorità di vigilanza.

Oggi ci sono tutte le condizioni per raggiungere la massima unità dei montanari, poiché non si tratta di mobilitarsi contro qualcuno, ma per difendere la nostra cultura e la nostra bellezza.

Solo per questa ragione, e non per fini politici, intendiamo organizzare un incontro pubblico per definire le iniziative da attivare a difesa della Scalinata della Torre dei Giganti.

Chiediamo a tutte le Associazioni culturali e sportive, ai Sindacati, alle Parrocchie, ai singoli cittadini di manifestare la propria adesione attraverso Whatsapp al seguente numero: 393 3615999. Giorno, ora e luogo saranno resi pubblici con un apposito comunicato».

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