16 gli arresti di polizia, carabinieri e finanza messi a segno all’alba su coordinamento della Procura. Alle prime ore dell’alba, tutte le Forze di Polizia operanti sul Territorio — Arma dei Carabinieri, Polizia di Stato e Guardia di Finanza — hanno eseguito congiuntamente numerose ordinanze di custodia cautelare richieste ed ottenute dalla Procura della Repubblica di Foggia, nell’ambito di complesse e separate attività di indagine coordinate dal medesimo Ufficio inquirente.
L’operazione costituisce il segno eloquente della presenza ferma, rapida ed efficace della “Squadra Stato”, in tutte le sue componenti presenti sul Territorio. In particolare, l’attività ha determinato complessivamente l’arresto di sedici soggetti, ritenuti gravemente indiziati di reati quali tentato omicidio, detenzione di armi, tentata estorsione, incendi, rapine, detenzione di esplosivi.
Nel dettaglio, nei Comuni di Foggia e Vieste, i Carabinieri del Comando Provinciale di Foggia hanno dato esecuzione a tre ordinanze di custodia cautelare, nei confronti di cinque persone, ritenute responsabili, a vario titolo, dei reati di fabbricazione e detenzione di ordigni esplodenti, rapine aggravate, porto e detenzione illegale di armi. Nello specifico, i militari hanno eseguito: due ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di tre soggetti, V. C., cl. ’99, S. P., cl. ’98, e P. C., cl. ’97, gravemente indiziati di reati predatori caratterizzati da particolare violenza e spregiudicatezza.

Vengono contestati i reati di rapina aggravata e possesso di armi comuni da sparo in concorso, con riferimento a due rapine ai danni di altrettanti esercizi pubblici della città, il 25 aprile 2016 presso il bar “Terzo Millennio” e il 29 novembre 2017 presso una tabaccheria di viale Leone XIII; un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, nei confronti di M. N., cl. ’96, e M. P., cl. ’95, gravemente indiziati dei reati di possesso illegale di micidiale materiale esplodente per conto del clan di riferimento. L’ordinanza costituisce l’esito in sede cautelare delle indagini iniziate lo scorso 17 settembre, allorquando i Carabinieri di Vieste arrestarono in flagranza l’incensurato P. N., cl. ’93, sorpreso a custodire cinque micidiali ordigni esplosivi di fabbricazione artigianale. del peso di due chilogrammi ciascuno. In particolare, le attività di indagine intraprese successivamente all’arresto di Ninni determinavano l’acquisizione di clementi probatori tali da delineare le responsabilità dei predetti soggetti, per conto dei quali l’uomo deteneva illecitamente il materiale esplosivo.

Nel Comune di Foggia, personale appartenente alla Polizia di Stato ha dato esecuzione a sette misure applicative di custodia cautelare, emesse dal Gip di Foggia nei confronti di altrettanti soggetti, per i reati di incendio, tentata estorsione, detenzione di armi. In particolare, quattro misure cautelari in carcere sono state eseguite per i reati di detenzione e porto di armi nei confronti di A. D. F., nato a Foggia classe 1981; R. D. Fi. nato a Foggia classe 1965; V. F. P., nato a Foggia classe 1990 e R. D.A. nata a Foggia classe 1987. Le relative attività di indagine scaturivano dal tentato omicidio verificatosi il 21 ottobre 2018, quando il Di Fiore, addetto alla sicurezza della discoteca “Domus” di Foggia, con un’arma da fuoco esplodeva alcuni colpi di pistola cal. 7.65 all’indirizzo di un giovane ragazzo, attinto alla testa. Le indagini esperite determinavano l’arresto il 22 ottobre 2018 di R. C., nato a Foggia classe 1990, amico di Di Fiore e trovato in possesso di un numero rilevante di armi. Le successive attività di indagine consentivano di ricondurre la disponibilità dell’arsenale al buttafuori, nonché di contestare la detenzione di armi anche a carico di Dell’Anno, Raffaele Di Fiore e Perdonò, quest’ultimo arrestato in flagranza di reato in quanto trovato in possesso di altra arma clandestina cal. 7.65, munita di caricatore, con relative 6 cartucce del medesimo calibro. Tale arma, peraltro, a seguito di accertamenti effettuati da personale della polizia scientifica, risultava essere quella utilizzata da Di Fiore per consumare il grave ferimento fuori dal Domus.
 

Una ulteriore ordinanza di custodia cautelare eseguita dalla Polizia di Stato attiene invece a gravi atti di intimidazione posti in essere ai danni di esercizi commerciali del Comune di Foggia, la friggitoria “Mordi e gusta” e la profumeria “Gattullo”, destinatari rispettivamente di due atti incendiari e di un danneggiamento mediante l’esplosione di un ordigno. Segnatamente, con riferimento al danneggiamento della profumeria “Gattullo”, le indagini consentivano di ricostruire la responsabilità di D. M., nato a Foggia, classe 1994, quale soggetto che materialmente collocava l’ ordigno. Attraverso un’analitica attività di indagine, si accertava che il giovane era solito frequentare il giovane R. M., nato a Foggia il 29.05.1997, figlio di P. e nipote di R., elemento di spicco della criminalità organizzata foggiana. L’attività investigativa svolta ha consentito di acclarare che l’atto intimidatorio era da ricollegare ad una pretesa estorsiva riconducibile al giovane Rocco Moretti che, dopo avere fatto collocare l’ordigno da Monti, avvicinava la vittima, rivendicando la paternità del danneggiamento ed intimando alla stessa la corresponsione di una ingente somma di denaro. In ordine agli incendi appiccati nelle date 04.01.2019 e 06.01.2019 ai danni della friggitoria “Mordi e gusta”, le indagini esperite, sviluppatesi attraverso attività di natura tecnica, acquisizione dei dati registrati dai sistemi di videosorveglianza e attività informativa, consentivano di giungere all’identificazione dell’autore delle intimidazioni, identificato in A. P., nato Foggia classe 1995.

Nel Comune di Foggia, i Militari della Compagnia della Guardia di Finanza di Foggia hanno dato esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di: G. B.(alias “il primitivo”), di anni 40, elemento apicale della “Società foggiana”, affiliato al “clan Moretti/Pellegrino”; A. B., di anni 21, figlio di R. B., elemento apicale della “Società”, assassinato, con modalità mafiose, a Foggia il 15 novembre 2018; A. C. P., di anni 36; G.  R., di armi 55, soggetto condannato, tra 1’altro, per associazione a delinquere di stampo mafioso in quanto inserito nell’organigramma del sodalizio criminale facente capo al clan camorristico della famiglia P.  e già “braccio destro” del capoclan Francesco operante nell’hinterland vesuviano della provincia di Napoli. Tutti ritenuti gravemente indiziati, a vario titolo, dei reati di tentato omicidio, detenzione e porto di armi, ricettazione. L’operazione costituisce l’epilogo di una complessa e strutturata attività investigativa condotta dai militant del Nucleo Mobile della Compagnia di Foggia, coordinati da questa Procura della Repubblica.
 
In particolare, le indagini svolte determinavano l’acquisizione di significativi elementi probatori in ordine all’ideazione e tentata esecuzione di un grave fatto di sangue, che sarebbe avvenuto, ad opera di un commando armato, alle prime luci del1’a1ba del 23.01.2019, nell’ambito presumibilmente della guerra tra clan rivali per il controllo delle attività criminali nella città di Foggia. In più occasioni, i militari — unitamente a personale della Polizia di Stato — attuavano un capillare dispositivo finalizzato ad individuare ed intercettare il commando al fine di scongiurare l’omicidio pianificato. Nel prosieguo dell’azione repressiva, i militari operanti, avuta contezza della dinamica dell’azione criminale che sarebbe stata posta in essere, all’esito di un ininterrotto servizio di osservazione, intervenivano prontamente, bloccando le due autovetture a bordo delle quali erano sorpresi i tre componenti del commando, tra i quali il “killer” che avrebbe materialmente eseguito l’omicidio, pronti a compiere l’agguato. A bordo di una delle due autovetture era rinvenuta una rivoltella marca “SMITH & WESSON” con matricola abrasa, carica con sei cartucce calibro 44 Magnum, pronta all’uso ed i tre soggetti, ritenuti responsabili, venivano arrestati ed associati alla locale Casa Circondariale a disposizione della locale Autorità Giudiziaria. Lo sviluppo delle attività di indagine intraprese ed eseguite in modo incessante dagli organi inquirenti (Procura della Repubblica e Guardia di Finanza) consentivano di individuare il mandante dell’omicidio pianificato in G. B. alias “il primitivo”, elemento di spicco del clan “Moretti/Pellegrino”, il quale con l’azione programmata intendeva vendicare il decesso del cognato R. B., colpendo a morte un elemento di spicco del contrapposto clan rivale dei “Sinesi/Francavilla”. Leattività di indagine sinteticamente descritte certificano la risposta rapida ed efficace dello Stato, attività che proseguirà senza sosta, nel solco di un lavoro di squadra proficuo e destinato a generare fiducia nella cittadinanza.
 
 
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