Monte Sant'Angelo. Rubano in casa e spaventano anziana 81enne. Il Sindaco: «Siete dei vigliacchi». Don Facciorusso : «Ferma condanna»

Notte da incubo per un’anziana 81enne di Monte Sant’Angelo, ora ricoverata presso l’Ospedale Casa Sollievo della Sofferenza, a San Giovanni Rotondo. Le sue condizioni non destano preoccupazioni, ma tanto è stato lo spavento per lo shock subito.

Da una ricostruzione dei fatti, avvenuti in una traversa del centro storico, erano circa le ore 03:30, nella notte tra il 25 e il 26 agosto, quando tre o quattro persone dalla porta principale, serrata dall’interno, si sono introdotte nell’appartamento, un pianterreno, dell’anziana signora che vive sola. Dopo aver messo a soqquadro la stanza, dove la signora stava dormendo, presumibilmente per rubare soldi e oggetti di valore, e dopo esser stati preoccupati dalla presenza di una gazzella dei Carabinieri in servizio, si sono dileguati nel buio. A lanciare l’allarme è stata una vicina di casa dell’81enne, allertata dalle urla e dai rumori provenienti dal pianterreno. I militari dell’Arma giunti sul posto hanno trovato l’anziana donna riversa in terra in evidente stato confusionale e, come costatato dai sanitari, con un livido sul volto. La donna è stata, poi, portata a San Giovanni Rotondo, presso il locale ospedale.

Al momento non sono emersi altri dettagli sull’accaduto, oggetto di indagini, perciò massima riservatezza. Né tantomeno si sa se abbiamo rubato qualcosa. Si attende che l’81enne si ristabilisca per fornire la versione dei fatti e di come siano potuti entrare dall’ingresso principale serrato dall’interno.

Tuttavia c’è da sfatare, perciò ristabilire la verità sui fatti, una voce circolata nelle varie messaggerie social, quella che sul luogo c’erano una pozza di sangue e un coltello. Nulla di tutto ciò è vero. Il tam-tam popolare ha ingigantito l’accaduto. E’ vero, sulla scena del crimine c’era un’unità della scientifica dell’Arma, certamente per raccogliere indizi, prove e tutto ciò che servirà per ricondurre gli inquirenti ai malfattori.

Sull’accaduto i Montanari si sono stretti attorno all’anziana concittadina. Tanta rabbia sui social, con messaggi di condanna e qualche dito puntato sulla sicurezza urbana. Da porre in evidenza che in questo caso, come in tanti altri, l’intervento dei Carabinieri è stato tempestivo e vitale.

«Vigliacchi! Ecco cosa siete: dei vigliacchi!!!» il durissimo e giusto commento del Sindaco Pierpaolo d’Arienzo, lanciato sulla sua pagina facebook. «Entrare nel cuore della notte nella casa di una persona anziana sola e malmenarla a tal punto da farla finire in ospedale, vi qualifica non come persone, ma come bestie! – ha rafforzato la dose d’Arienzo-. Chiedo a gran voce alle Forze dell’ordine il massimo impegno affinché questi balordi, pericolosi e senza scrupoli, vengano assicurati alla giustizia».

La solidarietà all’anziana signora, che fa parte della Parrocchia del Carmine, e il monito di disappunto sono giunti anche dalla comunità ecclesiale. «Ferma condanna» grida a gran voce Don Domenico Facciorusso. «La "pandemia" non ci sta rendendo persone migliori. Il vile atto verso una cara anziana signora, ammalata e sola, va denunciato pubblicamente e deve anche trovare spazio per una personale e responsabile riflessione su quanto va succedendo la notte nei luoghi bui della nostra amata città». Un duro monito quello del prelato rivolto verso chi potrebbe aver visto qualcosa, verso chi sa e non dice e non parla. Il punto dolente è sempre quello, dell’omertà. Brutto a dire e scrivere questo sostantivo, che ritorna come un inciso ad affossare un territorio che si sta riscattando e che vorrebbe chiudere definitivamente quell’annoso libro che lo accosta a clan e mafia. «Siamo fiduciosi nell'operato delle Forze dell'ordine, ma dovremmo custodire con più attenzione i nostri anziani. D'altra parte – prosegue Don Domenico - continuiamo a segnalare la presenza anche di adolescenti in ricerca di "perverse" gratificazioni, come il bere birra, deturpare le piazze e bussare alle porte delle persone sole. Squadre di ragazzini le cui grida forse manifestano l'indiretta solitudine educativa in cui purtroppo giacciono –chiosa il Don con amarezza ma con la sempre speranza di riscatto del giovane popolo Montanaro - Un abbraccio solidale alla nostra cara ottantenne».

Come per altre vicende, e non ci stancheremo mai di dirlo e scriverlo

CHI SA, CHI HA VISTO, CHI HA UDITO, PARLI!

 

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