Nel nome di Winston

A cura di Maria Schiavone (agosto 2020)

“Non temerai la Pestilenza che si annida nell’Oscurità... perché i Suoi Angeli veglieranno su di te...” ( Salmo 91 )

“Gli odierni fantasmi dei batteri di oggi sono troppo minuscoli, indecorosi, per giustificare una paura che è solo agli albori, e che porterà le persone, soprattutto nel campo della salute, ad una assoluta e spaventosa fede nell’autorità.”(Rudolf Steiner –Epidemie–5 gennaio1911)

“Non c’è alcun dubbio sul fatto che spesso la finzione possa avvicinarsi meglio alla verità.”(Doris Lessing)“

LA GUERRA è PACE, la LIBERTA’ è SCHIAVITU’, l’lGNORANZA è FORZA.”(George Orwell –1984)

Nell’agosto del 1947, nelle acque vorticose di Corryvreckan, a nord-ovest della costa scozzese, George Orwell stette quasi per perdere la vita. Era di ritorno a Jura, l’isola dove, in solitudine, avrebbe scritto1984.Questo evento non fece che peggiorare la sua salute già minata dalla tubercolosi che si portava dietro da un po'; risiedeva a Barnhill, la casa desolata ed umida che contribuì ad ispirarlo, e dove, nel 1949,completò il manoscritto del romanzo che lo avrebbe consegnato alla gloria letteraria; portata a termine la sua missione, si lasciò andare alla morte, all’età di 46 anni, a Londra. In questo agosto 2020, non posso non pensare a lui e a quel momento di quasi-morte. Forse, la potenze oscure cercarono di inabissarlo nel maelstrom scozzese per impedirgli di dare alla luce quel testo sulla ricerca della verità che è 1984,e che oggi, per singolare coincidenza, ispira ed illumina chi la verità vuole cercare. Il suo autore, sfinito dalla tosse continua, sfidò la morte per portare a termine la sua missione: consegnare all’uomo comune un monito sul pericolo della perdita della dignità umana, per mano di una dittatura globale, in un futuro alquanto prossimo. Guardò in faccia la morte George Orwell, perché era forte e sicura in lui la coscienza della verità. La storia di Winston Smith nella Londra spettrale di 1984 è la storia di ogni uomo che è costretto a fare i conti con la negazione della verità, che, in fondo, altro non è se non la negazione della propria umanità. Così oggi il senso dell’umano viene negato in nome di un falso benessere imposto da una dittatura sanitaria: la storia della pandemia da Covid 19 affonda le sue radici nella negazione della dignità umana, e sono radici profonde che, nell’oscurità della terra, diventano un tutt’uno con quelle degli altri morbi dell’umanità: le grandi dittature del potere che portano le maschere del politically/therapeutically correct. Ed è proprio la mascheralo strumento simbolo della lotta alla cosiddetta pandemia: la maschera che impedisce di parlare, che nasconde, che rende uguali, che fraternizza, che non fa respirare, che abbassa le difese immunitarie, e che rende ambigui: la maschera, che per secoli è stata demonizzata, è ora divenuta il simbolo di un’umanità malata che ha perso il senso dell’umano. Non è un caso se Edgar Allan Poe la fa indossare alla sua Morte Rossa...che va a stanare ed uccidere proprio quel principe Prospero che, durante un’epidemia di peste, con l’autoisolamento e il ballo in maschera, aveva rinnegato la propria umanità. La morte va guardata in faccia...dovrebbero saperlo bene coloro che si reputano cristiani: non si può andare in chiesa ubbidendo ad una legge crudele che rinnega l’umano, imponendo il distanziamento sociale e la maschera, e che, ancor di più, nel luogo deputato alla preghiera, rivela la sua natura demoniaca: è il trionfo del materialismo che induce i cosiddetti credenti a rinunciare alla loro parte spirituale -la loro parte migliore -in nome di un umanesimo materialista che li rende perversamente attaccati alla vita materiale, dimenticando che non saranno dicerto la distanza e la maschera a salvarli...perché, come afferma Gesù Cristo (Mt. 6:27): “E chi di voi, per quanto si dia da fare, può aggiungere un’ora sola alla sua vita?”.

In secoli di evoluzione umana, di fronte a tante terribili epidemie, mai il genere umano è sceso così in basso; le malattie si sono susseguite e -si susseguono-perché batteri e virus fanno parte di noi-allo stesso modo della polvere delle stelle -e, nella risposta del sistema immunitario di ogni singolo uomo, risiede la cura. Al contrario, la ‘cura’ globale imposta dalla dittatura sanitaria è il risultato dell’utopia distopica dei sostenitori dell’eugenetica liberista, che porta la maschera della filantropia. Un vaccino alla portata di tutti sarà la cura globale: 7 miliardi di dosi in cambio di una nuova normalità.. perché normale sarà solo il vaccinato: l’uomo nuovo che avrà accettato le regole del Big Healer, del Grande Guaritore, e si sottoporrà quasi con gioia alla cura...peccato che gli effetti della cura saranno imprevedibili per un po' di tempo. Winston Smith è l’ultimo Uomo in un’Europa impoverita e senza identità, colonia di una dittatura globale. In cuor suo egli sa di avere i giorni contati e, per questo, in assoluta segretezza, al riparo dalla costante sorveglianza dei ‘telescreens’, scrive un diario: mette nero su bianco le sue emozioni, sensazioni, riflessioni, o

4solo la cronaca ordinaria, per i posteri, rischiando la vita, perché il Partito non vuole: per il Grande Fratello la libera espressione è il reato da pagare al prezzo della propria vita. Ogni pensiero che non è in linea con la politica del regime è falso, è negato, è fake. La verità esiste e non esiste allo stesso tempo: la mente non sa più pensare e regredisce ad uno stadio primitivo, dove ciò che conta è solo la sopravvivenza: mors tua, vita mea. Così Winston, accusato di attività sovversiva e torturato, rinnega sé stesso, la propria umanità, e, in ultimo, la donna che ama, per salvare la propria vita. Così oggi l’uomo rinnega la propria dignità per salvarsi la vita. Ed è pronto a rinnegare anche il parente prossimo per evitare il contagio: la maschera ‘altruista’ deve essere indossata per salvare la vita a te stesso e soprattutto agli altri, e chi non lo fa va denunciato, perseguito, annullato; la delazione, lo snitching, sarà la nuova buona azione e il delatore/snitcher il nuovo eroe. Ma di quale vita si tratta? Che senso ha la vita se un uomo teme il fratello, il figlio, l’amico? Se non è libero di esprimersi liberamente e quindi silenziato? Che senso ha la vita di un uomo se la vicinanza fisica diventa malefica? Nell’Ultima Cena, Giovanni poggia la testa sul petto di Gesù: l’intimità fisica gli dà un accesso speciale al Sacro Cuore del Cristo che gli rivela la Verità... Come si può prescindere dal contatto fisico? Come si può pensare di mettere una maschera ad una donna che tiene sul petto il proprio figlio appena partorito? L’impressione di sua madre imbavagliata perseguiterà incosciamente il figlio per tutta la vita, imprimendo in lui il modello di una nuova schiavitù: la schiavitù della paura del contagio, e più in generale della Paura in sé. La grande letteratura può guidare e ispirare l’uomo di oggi: nei Promessi Sposi, durante l’epidemia di peste a Milano, Renzo entra nel lazzaretto alla ricerca di Lucia, perché la sua promessa sposa è quanto di più prezioso ha al mondo; ne La strada, in un’America devastata da un Male Oscuro, dove la razza umana è divisa tra Buoni e Cattivi, il figlio rimane lungamente aggrappato al cadavere del padre. Il bambino ha imparato a temere solo la Paura e sopravvive perché è portatore del Fuoco, cioè della Verità.

Orwell ci ha lasciato un testamento sulla difesa della Verità. Da vero giornalista sapeva che ogni parola ha un peso e colpisce più di un macigno. Temeva il ‘politichese’ e la notizia scandalosa: ogni parola è un’emissione divina perché ci rende parte del Logos. Può oggi l’uomo comune apprendere la verità dai media? In Le memorie di una sopravvissuta, la protagonista, ricorda: “Ma la verità era che ognuno di noi divenne consapevole ad un certo punto che non era dalle fonti ufficiali che stavamo raccogliendo i fatti che presentavano un quadro della realtà molto diverso da quello pubblicizzato...”. Ed è esattamente quello che sta succedendo oggi: c’è chi avverte l’’ambigua verità’ delle notizie date dalle fonti ufficiali/mainstream e inizia a dubitare, e quindi a cercare altrove, dove la verità è ancora sostenuta da pochi coraggiosi, perché onesti, giornalisti, e non solo; ancora si levano voci che cercano di mediare i fatti in modo chiaro e diretto. I media che, per ragioni di interesse economico, hanno deciso di propagandare solo e comunque La Grande Verità’, portano avanti la missione per cui sono pagati: seminare il Terrore perché l’uomo comune si uniformi alla Nuova Legge Sanitaria, foriera di un Nuovo Ordine Mondiale. Scrive Orwell in 1984: “Se tutti i documenti raccontavano la stessa favola, ecco che la menzogna diventava un fatto storico, quindi vera.” In questo agosto 2020, nel pieno di un’emergenza non emergenza, non posso non pensare ad Orwell durante il suo soggiorno a Jura: seduto nel letto, mentre fuma innumerevoli sigarette nonostante l’implacabile tosse, incurante della propria vita proprio perché attaccato alla Vita...scrive il suo romanzo per noi, per ognuno di noi, perché possiamo farlo nostro. Possa 1984, questo testamento di Verità, diventare l’evento letterario globale di questo anno 2020–la somma dei numeri degli anni essendo la stessa –possa esso ispirarci e guidarci attraverso le acque vorticose di questo tempo tragico; possa esso infondere nell’uomo comune il coraggio di agire in difesa della Verità. Possa il sacrificio di Orwell non essere invano.

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