“Chiusi tutti i circoli privati”. A Monte Sant'Angelo il Sindaco d'Arienzo firma l’ordinanza

“Cari concittadini, in via cautelativa e precauzionale, a tutela e salvaguardia della salute pubblica, oggi ho firmato l’ordinanza che chiude tutti i circoli privati” – annuncia il Sindaco Pierpaolo d’Arienzo. Monte Sant’Angelo continua ad essere nella fascia superiore ai 51 casi di positività e salgono a 4 i decessi relativi al focolaio nella RSA.

Si tratta di “un atto che mira a scongiurare l’eventuale propagarsi dei contagi, in attesa della conclusione delle attività di tracciamento dei contatti e di definizione della cornice dei contagi, a cura dei competenti organi della ASL”.

“Ai nostri giovani chiedo uno sforzo in più, perché solo così potranno proteggere le persone più fragili” – spiega il Sindaco, che comunica anche che nel Bollettino epidemiologico della Regione Puglia, Monte Sant’Angelo – “è sempre nella fascia sopra ai 51 casi di positività. A loro l’augurio di una pronta guarigione”.

“Nel frattempo sono saliti a 4 i decessi legati al focolaio nella RSA (Residenza Sanitaria Assistenziale) nel PTA (Presidio Territoriale di Assistenza). Alle loro famiglie il nostro più caloroso abbraccio e cordoglio” – aggiunge il Primo cittadino.

“Continuo a fare appello ad ognuno: è necessario rispettare le regole ed essere responsabili!” – termina il Sindaco d’Arienzo.

Con Ordinanza n. 93 del 02/11/2020 il Sindaco di Monte Sant’Angelo, infatti, ordina - “Ai proprietari, ai possessori e ai detentori a qualsiasi titolo nonché ai soci, ai componenti, agli avventori ed utilizzatori a qualsiasi titolo, degli immobili privati adibiti a sede di circoli privati, centri ricreativi, centri sociali, associazioni aventi finalità aggregativa, l’immediata sospensione delle attività ricreative e/o aggregative e il conseguente divieto di frequentazione delle sedi di circoli a ciò adibiti - sia pubblici che privati, con spazi al chiuso e/o all’aperto - e delle sedi di associazioni di ogni tipo;

è fatto divieto assoluto di assembramento in abitazioni, pertinenze e/o strutture private, in genere adibite a locale ritrovo, fatta eccezione per i componenti dello stesso nucleo familiare conviventi che abbiano regolare titolarità all’utilizzo degli stessi”.

Inoltre, avverte che – “l’inosservanza delle disposizioni indicate salvo che il fatto costituisca più grave reato, è sanzionata ai sensi dell’4 D.L. 25 marzo 2020 n.19 (G.U. n.79 del 25 marzo 2020) così come convertito dalla L. n. 35/2020 (sanzioni amministrative da € 400,00 a € 1.000,00) e sanzione amministrativa accessoria della chiusura dell’esercizio o dell’attività così come previsto dalla normativa vigente”.

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