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Sono oltre 50.000 gli articoli natalizi pericolosi sequestrati, unitamente a circa 5.500 fuochi d’artificio, dai finanzieri della Compagnia di Manfredonia nel corso di un controllo eseguito presso un esercizio di Mattinata.

In particolare, in sede di accesso effettuato presso l’esercizio commerciale, le Fiamme Gialle rinvenivano migliaia di luci natalizie non conformi agli standard di sicurezza previsti dalla normativa europea e nazionale.

Nel corso del controllo, inoltre, i militari rinvenivano parte dei predetti fuochi d’artificio esposti nella stessa rivendita ed altri stoccati in un magazzino (depositati su una pedana in legno unitamente ad articoli in carta e materiale elettrico), in entrambi i casi in totale violazione della normativa sulla sicurezza sui luoghi di lavoro.

L’attività si inserisce nel piano di interventi disposto dal Comando Provinciale di Foggia – e che proseguirà nelle prossime settimane - in vista delle festività e finalizzato a contribuire a garantire una protezione efficace dei consumatori ed un mercato competitivo ove gli operatori economici onesti possano beneficiare di condizioni eque di concorrenza.

Le merci pericolose sono state sottoposte a sequestro e, nei confronti del titolare del negozio, sono state contestate le relative sanzioni per aver posto in commercio merce in violazione degli standard di sicurezza.

Il Dirigente del Settore Viabilità della Provincia, ing. Luciano Follieri con Ordinanza n. 52/2023 ordina: sulla Strada Provinciale n. 53 (Mattinata - Vieste), sul tratto di strada meglio individuato dal km 31+472 al km. 32+089, è istituita una disciplina provvisoria del traffico veicolare con senso unico alternato, regolamentato da operai movieri della azienda richiedente, con osservanza dei parametri previsti dagli articoli n. 61 e 62 del D.L.vo n° 285 del 30.04.1992, e successive modifiche, “Nuovo Codice della Strada”, dal 12/12/2023 al 12/01/2024 e comunque fino alla ultimazione dei lavori.
Tali lavorazioni verranno svolte dalle ore 07.30 alle ore 17.00, il cantiere sarà installato e rimosso giornalmente;

Il territorio di  Mattinata, per la sua posizione geografica, quale approdo naturale nell'ampia fascia costiera del golfo di Manfredonia, è stato al centro di un vasto processo di civilizzazione, che ha visto vari popoli insediarsi sul suo territorio, dando origine, così, ad uno dei primi nuclei abitativi del Gargano. Quale testimonianza storica ed archeologica abbiamo la necropoli di Monte Saraceno, intorno a cui, se non nelle vicinanze, dovette esistere un centro urbano, Matinum, tale da convogliare  gente non solo dei dintorni, ma anche delle opposte rive dell'Adriatico.

Della necropoli di Monte Saraceno, ormai, la ricerca archeologica la fa risalire all'età del Ferro, in concomitanza con le prime civiltà urbane sorte in Occidente, che avevano, come esempio illustre e ormai consolidato nel tempo, le città dell'Asia Minore e dei paesi balcanici. Infatti, le varie campagne archeologiche testimoniano di una vasta necropoli, organizzata in distinti nuclei cimiteriali e un ampio abitato, corredato dalle strutture difensive, risalente alla fine dell'età del Bronzo senza soluzione di continuità sino agli albori del VI sec. a. C., con un momento di massima fioritura durante la prima fase dell'età del Ferro, in particolare tra i secoli IX-VIII-VII a. C. È l'età in cui si afferma, come abbiamo visto, la civiltà dei Dauni, di cui Monte Saraceno è un importante caposaldo per il ritrovamento delle stele daunie, specie  di quelle con funzione antropomorfica. Ciò sta a dimostrare che le popolazioni illiriche, di origine pelasgiche e iapige, erano giunte sul Gargano già all'inizio del primo millennio e avevano fondato diversi nuclei abitativi, di cui le stele rappresentano vari nuclei sepolcrali, che ritroviamo in diverse zone della Daunia, fra cui Coppa, Cupola, Versentino, Coppa Nevigata, ecc.

Silvio Ferri, il noto scopritore delle stele daunie, afferma che a colonizzare il territorio di Mattinata fu una tribù detta dei  Matinates, che  si stanziò nella zona. Siamo fra il IX e l'VIII secolo e queste popolazioni sarebbero stati gli ultimi indoeuropei, artefici delle stele daunie e fondatori della  necropoli di Monte Saraceno (con tombe  "a borsa" e in camera a cupola o a  tholoos)  e del  relativo villaggio protostorico.

Dopo la migrazione illirica, si ebbe l'arrivo dei Greci, i quali colonizzarono quasi tutta l'Italia meridionale, fondando colonie e città in Sicilia e nelle regioni meridionali, fra cui la Puglia. I Greci introdussero non solo la loro cultura e la loro lingua, ma portarono tutto il loro bagaglio religioso, fondando santuari e diffondendo nuovi culti. Uno di questi fu, come abbiamo detto,  quello di Diomede,  fondatore di diverse città pugliesi, fra cui Arpi, Sipontum, Canusium, Salapia, e probabilmente  anche Matinum. E ancora sulle pendici del Gargano e nella vallata di Carbonara i culti di Calcante e di Podalirio. Mentre a livello generale abbiamo il culto di Dauno, da cui nasce, come abbiamo detto, la civiltà daunia fra il IX e l’VIII secolo, fino al IV secolo a. C.

 

Monte Sacro. Abbazia della SS. Trinità

 

Intanto in territorio di Mattinata, e precisamente su Monte Sacro, dove nel secolo V sorgerà il Monastero della SS. Trinità (nella foto), si fa riferimento all'esistenza di un antico culto dedicato a Giove Dodoneo, la cui denominazione deriva da un'antica città situata nell'Epiro, in Grecia nord-occidentale, dove si trovava un oracolo dedicato a Zeus, il dio del fulmine re dell'Olimpo.  Infatti, il monte, fino al V secolo, era noto come Monte Codone, il cui culto era è presente a  Dodona, antica città della Tesprozia, in Epiro, nell'odierna valle di Olytsika, un tempo abitata dai Pelasgi. Il culto, poi, fu diffuso in tutta la Grecia, per cui non vi era città in cui non fosse presente un suo santuario. Secondo la tradizione il culto di Giove Dodoneo fu portato sul Gargano da Pilunno II, condottiero delle prime migrazioni dei Pelasgi, o da un suo discendente, Dauno, re dei Dauni. Tale culto sarebbe durato fino al tempo del vescovo sipontino Lorenzo Maiorano (sec. V), il quale, nel suo programma di distruzione del paganesimo sul Gargano, e dopo aver fondato il culto di S. Michele, sostituì il culto pagano di Giove Dodoneo con un nuovo tempio dedicato  alla SS. Trinità. Da questo momento  il monte non si chiamò più Monte Dodoneo, bensì Monte Sacro.

Nelle vicinanze dell’Abbazia della SS. Trinità sono visibili resti di fabbricati più antichi, in cui si ravvisano tracce di un preesistente tempio pagano, risalente al III secolo a. C. e che probabilmente farebbe parte dell’antico tempio dedicato a Zeus Dodoneo. Del resto la denominazione di Monte Sacro nasce in continuità all’antico tempio di Giove Dodoneo, ritenuto sia dai Greci che dai Romani il dio supremo del mondo e, quindi, un Monte Sacro per eccellenza. Da allora è rimasto tale anche in età cristiana, allorquando il vescovo Lorenzo Maiorano, nel V secolo d. C., dedicò il tempio pagano alla SS. Trinità, trasformandolo in abbazia monastica.  E tutto ciò in osservanza al processo di sincretismo religioso che si verrà a creare in Puglia e precisamente sul Gargano fra il IV e il V secolo d. C., nonché in riferimento anche ad un processo di continuità fra le antiche genti delle due opposte sponde adriatiche, in nome e per conto delle loro culture e delle loro civiltà mediterranee.

Nascerà una nuova rete di 6,8 km per allacciare le contrade della piana. Investimento di 5,2 milioni di euro, a cui si aggiungono 2,8 mln per il contenimento delle emissioni odorigene e l’affinamento delle acque depurate.

Oltre 6 chilometri di rete fognaria per le contrade della piana di Mattinata: Funni, Liberatore, Torre del Porto, Strada della Difesa, via del Mare e Tor di Lupo. Li realizzerà Acquedotto Pugliese (AQP) entro la prima metà del 2025. I lavori, per un investimento complessivo di 5,2 milioni di euro, sono finanziati a tariffa per 1,3 milioni e cofinanziati dalla Regione Puglia per 3,9 mln attraverso il POR PUGLIA 2014-2020 - Azione 6.3. Consentiranno a circa 4mila persone fra residenti e turisti del comune in provincia di Foggia, già raggiunti dalla fornitura di acqua, di potersi allacciare alla rete fognaria pubblica.

La prima pietra dei lavori è stata posta ieri (27 luglio) in contrada Liberatore alla presenza di Raffaele Piemontese, Vicepresidente della Regione Puglia e Assessore alle Risorse idriche, Francesca Portincasa, Direttrice Generale di AQP, Rossella Falcone, componente del CdA di AQP, Michele Bisceglia, Sindaco di Mattinata, Fiorenza Pascazio, Presidente di Anci Puglia, Michele Merla, Consigliere direttivo dell’Autorità idrica Pugliese (AIP), Michele Abbaticchio, Direttore amministrativo AIP, e di Andrea Minutolo, responsabile nazionale dell’Ufficio scientifico di Legambiente

La piana di Mattinata nei prossimi mesi potrà anche beneficiare di un intervento al depuratore di Mattinata, in fase di progettazione esecutiva. I lavori prevedono interventi mirati all’abbattimento delle emissioni odorigene attraverso l’installazione di sistemi di copertura e impianti di trattamento aria, interventi di trattamento terziario di affinamento per il possibile utilizzo delle acque depurate per usi irrigui, interventi di collettamento e trattamento delle acque di pioggia, nonché interventi di manutenzione straordinaria alle opere esistenti. L’investimento complessivo è di 2,85 milioni di euro, finanziati a tariffa (per 1,6 milioni) e cofinanziati dalla Regione Puglia attraverso il Fondo di Sviluppo e Coesione (FSC) 2007/2013. La conclusione dei lavori è prevista entro il 2024.

Gli interventi in programma stati salutati dal presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano: “Disporre di infrastrutture tecnologicamente avanzate ed efficienti nella provincia di Foggia è essenziale per la nostra idea di sviluppo regionale. L’intervento alla rete fognaria e al depuratore che AQP realizzerà nei prossimi mesi porterà vantaggi tangibili all’intero territorio. Il Gargano deve poter usufruire di servizi all’altezza delle bellezze che ha da offrire. Tra l’altro l’ammodernamento del depuratore di Mattinata consentirà agli agricoltori del territorio di accedere ad acqua di depurazione affinata per l’irrigazione dei campi, un sistema virtuoso di riuso delle risorse che la natura ci offre”.

“Esattamente due anni fa – ha commentato il vicepresidente della Regione Puglia e assessore alle Risorse idriche, Raffaele Piemontese -  eravamo qui, sul belvedere affacciato sulla Piana di Mattinata che sarà attraversata dalla nuova rete fognaria e su uno dei tratti di costa più amati dai pugliesi, a illustrare in piazza un investimento storico da 8 milioni di euro, atteso da più di 20 anni, che definimmo anche un investimento su noi stessi e sulla capacità di ripensarci in chiave di legalità e di sostenibilità. Due anni dopo, possiamo aggiungere che è stato anche un investimento su capacità progettuale e di efficienza di governo della spesa pubblica, considerando che stiamo avviando il cantiere in anticipo rispetto ai 3 anni e mezzo che in media se ne vanno in Italia per progettazione e affidamento delle opere legate alla gestione delle risorse idriche, tra espropri e procedimenti autorizzativi di soprintendenze, gestori di aree protette, ministeri, gli stessi uffici regionali e comunali o enti di governo d’ambito. Infrastrutture moderne sono essenziali per l’efficace trattamento delle acque reflue a tutela dell’ambiente e del nostro mare, per rispondere meglio alle sfide del cambiamento climatico non sprecando una risorsa scarsa e non danneggiando l’ecosistema e per lo stesso sviluppo economico di chi fa impresa, nel turismo come nell’agricoltura”.

“La morfologia del territorio con l’impianto di depurazione a una quota altimetrica maggiore rispetto alle aree da servire – ha spiegato la direttrice generale di AQP, Francesca Portincasa -  ha richiesto una particolare progettazione che include 4,4 chilometri di tronchi fognari a gravità e 2,4 chilometri di condotte prementi, di collegamento verso i 3 impianti di sollevamento fognario. Gli interventi richiederanno circa 450 giorni. L’ultimazione dei lavori è prevista entro la prima metà del 2025”.

“Il nostro territorio – ha aggiunto la componente del CdA di AQP, Rossella Falcone – ha bisogno di opere come queste e AQP è sempre in prima fila per garantire un servizio d’eccellenza. Non solo la rete fognaria, ma anche gli interventi al depuratore di Mattinata, che ridurranno fortemente l’impatto odorigeno nell’area e consentiranno l’affinamento delle acque per uso irriguo, potranno dare slancio all’economia e in particolare allo sviluppo turistico”.

“Oggi – ha commentato il sindaco di Mattinata, Michele Bisceglia - è per la comunità di Mattinata un momento storico. La fogna nella Piana è finalmente realtà. Dopo decenni di attesa questa necessaria infrastruttura restituirà dignità al nostro Territorio e soprattutto pulizia e balneabilità definitiva alle acque del nostro mare. Sono grato, e con me tutta la Giunta Comunale con i consiglieri delegati, a Regione Puglia, AIP, AQP, Anci e a tutte le persone di buona volontà che hanno reso possibile con il loro lavoro questo straordinario traguardo”.

Per la presidente di Anci Puglia, Fiorenza Pascazio, “è un piacere condividere questo importante risultato: una infrastruttura necessaria, che finalmente arriva al servizio di un territorio meraviglioso come quello di Mattinata. Una grande gioia per l’Amministrazione comunale e per tutta la Comunità, frutto di un grande lavoro sinergico tra Istituzioni”.

“AIP  partecipa – ha spiegato il consigliere direttivo AIP, Michele Merla - investendo 1 milione e 300mila euro per quanto riguarda l’estendimento della rete di fognatura nera nella piana di Mattinata, legata alla carenza di un sistema di intercettazione dei reflui  e per quanto attiene l’intervento sull’impianto di depurazione (il cui obiettivo principale consiste nell’adeguamento dell’impianto al fine di migliorare la funzionalità del presidio depurativo, prevedendo anche la realizzazione di coperture e sistemi di deodorizzazione) l’investimento è pari a 1 mln e 600mila euro. Questi interventi riguardano sostanzialmente il completamento del Servizio Idrico Integrato in un’area già servita da rete idrica rispondendo più in generale alla necessità di rendere i sistemi in esame funzionanti in maniera ottimale, assicurando il livello minimo di servizio nei limiti perimetrati del Piano di Tutela delle Acque (P.T.A.)”.

“Abbiamo atteso per decenni questa opera strategica – ha concluso Andrea Minutolo, responsabile nazionale dell’Ufficio scientifico di Legambiente - e siamo felici che si sia realizzata la sinergia istituzionale che ne permette la realizzazione. Siamo inoltre felici che la posa della prima pietra sia avvenuta nella cornice dell’edizione di FestambienteSud dedicata alla risorsa idrica. L’incontro tra stimoli culturali e concretezza amministrativa da più valore alla cultura e nel contempo aiuta le iniziative concrete nella direzione della sostenibilità ad avere la risonanza che meritano”.

Mercoledì 19 luglio 2023,  alle 17.00, è stato inaugurato il nuovo Museo Archeologico Nazionale di Mattinata “Matteo Sansone”, che fa parte dei Musei di Puglia.

All'evento hanno preso parte il Prof. Massimo Osanna, Direttore Generale Musei, il Dott. Michele Bisceglia, Sindaco di Mattinata, il Dott. Luca Mercuri, coordinatore generale del progetto. l'Arch. Francesco Longobardi, delegato alla Direzione Regionale Musei Puglia, l'Arch. Anita Guarnieri, Soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le Province di Barletta – Andria - Trani e Foggia, Matteo Sansone, rappresentante della famiglia donatrice.

Grande attesa per la visita e l'intervento del Prof. Vittorio Sgarbi, Sottosegretario di Stato alla cultura, cha ha ammirato le collezioni esposte, commentando «I musei costituiscono l’identità culturale del nostro paese e ne rivelano la storia e le testimonianze di civiltà passate. Ma devono anche essere luoghi di vitalità culturale attraverso il dialogo tra passato e presente».

La collezione “Matteo Sansone” donata allo Stato italiano (12 agosto 2022) è costituita da oltre 2500 reperti ceramici, metallici, litici, numismatici, provenienti in massima parte dalla provincia di Foggia, in particolare dal Gargano e dall’area della piana del Tavoliere, che rimandano soprattutto alla locale cultura dei Dauni, cui appartiene anche un nucleo di frammenti di stele, alcuni provenienti dal promontorio di Monte Saraceno.

La Direzione regionale Musei Puglia, in accordo con la Direzione Generale Musei e in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Barletta-Andria-Trani e Foggia, ha curato i lavori di riallestimento dello storico Museo civico, riorganizzando e riqualificando gli spazi del percorso di visita anche in chiave accessibile.

L’esposizione racconta attraverso i reperti della collezione lo sviluppo della civiltà dei Dauni, valorizzando laddove possibile i contesti di provenienza indicati nella documentazione di vincolo e mettendo in evidenza i contatti e le relazioni con l’esterno che hanno nel tempo caratterizzato o modificato usi e comportamenti dell’antica popolazione italica.

La prima sezione “La collezione e il territorio della Daunia. Il Gargano e la Piana del Tavoliere” è dedicata al sito di Monte Saraceno, contesto fortemente identitario per il territorio da cui provengono alcuni materiali della collezione, tra cui i cosiddetti scudi litici con sostegno a colonnetta usati come segnacoli funerari delle tombe. La sezione è arricchita da altri reperti litici finora conservati nel Museo archeologico nazionale di Manfredonia e nei depositi della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio delle province della Bat e di Foggia.

La sezione 2 è dedicata alle note stele daunie, che riproducono schematicamente il defunto con la sua veste funeraria, riccamente decorata con gioielli personali, ornamenti o armi, e che costituiscono l’espressione artistica più caratteristica e originale dell’antico popolo dei Dauni.

La sezione 3 La Daunia e l’Adriatico, racconta attraverso i reperti della collezione i rapporti che i Dauni, già a partire dall’età del Bronzo finale, iniziano a intrattenere con la costa dalmata e l’area balcanica. Queste relazioni sono confermate da alcuni oggetti in bronzo, come le fibule a occhiali di ambiente adriatico, e dalla presenza della nota ceramica geometrica daunia su entrambe le coste adriatiche. All’Adriatico è legata anche la particolare diffusione di ambra tra le varie popolazioni italiche, soprattutto durante la tarda età del Ferro e nel periodo orientalizzante, quando emergono alcuni gruppi familiari aristocratici che iniziano ad assumere un ruolo di prestigio. Nella fase successiva le ambre figurate sono particolarmente diffuse in Daunia. Fanno parte della collezione Sansone alcune ambre provenienti da Monte Tabor e dall’area garganica, di particolare raffinatezza e pregio.

La collezione comprende inoltre una ricchissima raccolta di ceramica geometrica daunia con forme in parte provenienti dai tre centri di produzione conosciuti (Canosa, Ascoli Satriano e Ordona) esposte nella sezione 4 La produzione ceramica in Daunia. Nella stessa sezione ci sono due approfondimenti, uno sui vasi a figure rosse della collezione, prodotti nelle botteghe dei ceramografi apuli nella seconda metà del IV secolo a.C. ad imitazione della ceramica greca e l’altro sulle terrecotte architettoniche daunie provenienti da centri del territorio (Arpi, Lucera, Ascoli Satriano, Salapia, Cupola).

Per i secoli dal IV al III a.C., nella sezione 5 “La Daunia in età ellenistica”, i cambiamenti della società daunia sono raccontati attraverso la presenza di nuove produzioni ceramiche, a vernice nera, sovraddipinta monocroma, Gnathia, geometrico-floreale, policroma, che mostrano un’epoca di vitalità delle produzioni artigianali grazie alle influenze ellenistiche.

La presenza di un frammento di terracotta con iscrizione osca ha consentito di creare un approfondimento su questa scrittura che si sviluppa a partire dal IV sec. a.C. in funzione di scrittura “nazionale” dei popoli italici, diffusa tra i moderni Lazio, Campania, Molise e nella Capitanata fino al I secolo a.C. Nell’ultima sezione La Daunia in età romana vengono presentati alcuni reperti provenienti dalla villa romana di Agnuli (Mattinata).

La figura di Don Giuseppe Antonio Azzarone, arciprete

Figura non solo di rilievo spirituale ma anche di spicco nella vicenda politica, economica e culturale dell’epoca fu l’Arciprete Don Giuseppe Antonio Azzarone (1871-1909). Aveva ereditato la passione per l’archeologia da uno zio materno, il canonico Tomaiuolo, coltivandola ancora di più dopo il suo arrivo, giovanissimo, nella Parrocchia di Mattinata.

Le perlustrazioni nelle campagne lo portarono a comprendere l’antichità e l’importanza di località come Monte Saraceno e Agnuli e lo spinsero a formare una considerevole raccolta. A Monte Saraceno, osservando i contadini che svuotavano le chiote (le sepolture protostoriche) per mettere a dimora nella fossa già scavata nella roccia qualche arbusto di mandorlo o qualche iammetta, o piantone di ulivo giovane, si accorse per primo come queste buche fossero vere e proprie miniere di reperti.

Meta altrettanto cara era per Azzarone la contrada Agnuli, con le vestigia di quella che lui riteneva fosse la città romana di Matinum, sommersa dal mare, di cui restavano alcune rovine di abitazioni, oggi note per essere quanto resta di una villa romana.

La collezione dell’Azzarone andò dispersa, dopo la sua morte, tranne un nucleo di centinaia di esemplari toccati ad un nipote, Michele Azzarone e a Diego Azzarone di Monte Sant’Angelo.

La figura di Matteo Sansone, lo speziale

Il farmacista di Mattinata Matteo Sansone, il noto “speziale” (1916-1992), la cui collezione è considerata una fra le più importanti raccolte private della Puglia, sia per la quantità di materiali che per interesse scientifico che riveste, venne allevato, poiché orfano di padre, da uno zio che aveva ereditato la collezione da monsignor Azzarone, sviluppando un forte attaccamento per le antichità e per il proprio territorio.

La raccolta si è dunque venuta formando in varie epoche e in diverse occasioni e la sua grande popolarità si deve non solo al pregio del materiale archeologico di provenienza prevalentemente locale, ma soprattutto alla singolare collocazione all’interno della Farmacia di famiglia e al peculiare carattere antiquario.

La passione e l’esperienza maturata dal Sansone nel corso degli anni, di cui ne è un esempio la partecipazione agli scavi presso la basilica di Santa Maria di Siponto nel 1935, era ben nota agli studiosi del suo tempo, come dimostrano la nomina ad Ispettore Onorario per le Antichità e Belle Arti per nomina del Soprintendente Bartoccini e la collaborazione con i membri della Missione Archeologica Garganica del dopoguerra (Cleto Corrain, Ferrante Rittatore Vonwiller, Silvio Ferri).

Con queste motivazioni, nel 1990, la collezione veniva dichiarata “di eccezionale interesse artistico, storico e archeologico” (D.M. 27 luglio 1990) e il 12 agosto 2022 veniva donata allo Stato italiano per volontà degli eredi Sansone e come lo stesso Matteo Sansone desiderava.

Pur essendo frutto dell’ampio fenomeno del collezionismo, attraverso i reperti della collezione, che mostrano un forte collegamento con il territorio, è possibile ripercorre la storia della Daunia e del popolo che occupò i territori della vasta area comprendente la Puglia settentrionale e l’area del Melfese, in Basilicata.

 

Mercoledì 19 luglio 2023,  alle 17.00, avrà luogo l'naugurazione del nuovo Museo Archeologico Nazionale di Mattinata “Matteo Sansone”.

Il Museo, allestito negli ambienti dell’ex Museo civico, in via Torquato Tasso, concessi dal Comune alla Direzione Regionale Musei Puglia,  ospiterà la collezione archeologica donata dalla famiglia Sansone, composta da circa 2500 manufatti antichi, ceramiche, metalli, stele daunie, monete provenienti dall’area del Gargano e del Tavoliere.

Il Museo sarà aperto al pubblico da giovedì 20 luglio

Introduce: Prof. Massimo Osanna, Direttore Generale Musei

Saluti istituzionali: Dott. Michele Bisceglia, Sindaco di Mattinata

Intervengono:

  • Dott. Luca Mercuri, coordinatore generale del progetto
  • Arch. Francesco Longobardi, delegato alla Direzione Regionale Musei Puglia
  • Arch. Anita Guarnieri, Soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le Province di Barletta – Andria - Trani e Foggia
  • Matteo Sansone, rappresentante della famiglia donatrice

ConcludeProf. Vittorio Sgarbi, Sottosegretario di Stato alla cultura.

Grave incidente stradale sulla SS89, in zona Macchia, nel tratto che collega Mattinata a Manfredonia. La notizia è giunta circa un’ora fa e parrebbe siano coinvolte un’automobile e una motocicletta.

La dinamica non è del tutto chiara ed è al vaglio delle Forze dell’ordine che sono sul luogo. Da quanto raccolto, anche attraverso testimonianze sul luogo che hanno interagito con la redazione attraverso contatti social e da quanto si vede in un video pubblicato sulla pagina Facebook “Voce di Foggia”, si è reso necessario l’intervento dell’elisoccorso e sanitari del 118.

Al momento non si conoscono i particolari delle persone coinvolte e la gravità.

Sulla strada, tuttavia, si registrano automezzi bloccati, incolonnati in attesa dei rilievi degli inquirenti. Autovetture perfino bloccate in una delle gallerie presenti sulla strada. E c’è anche chi è stato costretto a deviare percorso dirigendosi a Monte Sant’Angelo per raggiungere il capoluogo dauno.

AGGIORNAMENTO

Le forze dell’ordine confermano l’incidente tra un’autovettura e una motocicletta. L’impatto è stato violento al punto che il motociclista ha riportato una frattura al bacino e al femore, tale da essere fin da subito assistito con una trasfusione di sangue eseguita durante il trasporto in elicottero all’ospedale di san Giovanni Rotondo. Nell’auto, invece, c’erano due donne, che non hanno riportato ferite gravi e medicate ai Riuniti di Foggia.

Giunto alla terza edizione, Teatri di Luce e di Pace torna a Mattinata nei giorni 20, 21, 22 e 23 maggio, portando con sé il valore degli spettacoli teatrali di impegno civile e delle installazioni artistiche di ispirazione civica, insieme a quel senso di comunità che poggia sui principi dell’antimafia sociale.

Anche per questo terzo anno la rassegna è promossa dal Comune di Mattinata e dal Teatro Pubblico Pugliese con il sostegno della Regione Puglia, a valere sul Piano straordinario 2022 "Custodiamo la Cultura in Puglia" Fondo Speciale Cultura e Patrimonio Culturale L.R. 40/2016, art.15, comma 3, in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Foggia. La proposta artistica e la direzione tecnica è curata da AVL.

Inizialmente organizzata nel mese di luglio, la manifestazione, quest’anno, è stata anticipata a maggio con l’obiettivo di rafforzare il coinvolgimento della scuola della città. L’azione, infatti, ha l’importante scopo di scuotere le coscienze, di rappresentare e far riflettere sui temi dell’integrazione, dell’inclusione, della sostenibilità ambientale e dell’antimafia sociale. Educare al bello, quindi, attraverso l’arte, la conoscenza, la partecipazione attiva dei cittadini e di tutti coloro che hanno a cuore il territorio e il presente e il futuro delle nuove generazioni.

Teatri di Luce e di Pace in questa terza annualità poggia la sua narrazione sui flussi migratori, sullo sfruttamento del lavoro e sulla sostenibilità ambientale, declinati attraverso gli spettacoli: Caporal minore di Marcello Strinati e Pauli. Il mostro del piano di sotto, messi in scena dalla compagnia Teatro della Polvere di Foggia; e poi Storie di Zhoran di e con Giuseppe Ciciriello per Produzioni Impertinenti. Agli spettacoli si aggiungono le quattro installazioni artistiche, posizionate in luoghi simbolo della città di Mattinata, realizzate dall’artista Pasquale Oa con il supporto tecnico di AVL e la collaborazione degli ospiti del centro polivalente di Mattinata e delle ragazze e dei ragazzi della scuola (Help e Zattera), dall’Accademia di Belle Arti di Foggia (Per un mare calmo) e da Andrea Pontone di AVL con il contributo di Pasquale Oa (Marea).

Teatri di Luce e di Pace è nato nel 2021 con il chiaro obiettivo di parlare di antimafia in una città colpita da questo fenomeno, ma in fase di rinascita. Così durante la prima edizione sono state coinvolte le associazioni e la Consulta provinciale della Legalità. C’è stata la testimonianza di Leonardo Palmisano, sociologo e profondo conoscitore delle dinamiche del caporalato della Daunia, la Prima nazionale di Nero Novembre, una pièce teatrale sulla figura di Mario Nero, testimone di giustizia del delitto Panunzio; il focus della seconda edizione, nel 2022, è stato invece incentrato sulla figura di Alessandro Leogrande, giornalista e attivista prematuramente scomparso che ha parlato per anni di argomenti importanti per la nostra società, schierandosi sempre dalla parte dei più deboli, denunciando sistemi corrotti e ingiustizie sociali.

Siamo molto orgogliosi di realizzare, per il terzo anno consecutivo, la rassegna Teatri di Luce e di Pace grazie anche al contributo della Regione Puglia e del Teatro Pubblico Pugliese. Una rassegna legata ai temi dell’antimafia sociale che hanno caratterizzato fin da subito la vicenda di questa Amministrazione - ha dichiarato Michele Bisceglia, sindaco di Mattinata. Abbiamo deciso di anticipare l’evento a maggio per celebrare e ricordare la strage di Capaci, drammatico simbolo della lotta a tutte le mafie”, ha concluso il sindaco.

"Teatri di Luce e di Pace è uno degli esempi più belli di collaborazione tra Comune e Teatro Pubblico Pugliese. Infatti, attraverso le arti performative e lo spettacolo dal vivo, la rassegna diffonde un messaggio di speranza e di lotta a ogni forma di mafia. Siamo, quindi, molto contenti di essere a servizio di una realtà territoriale, come quella di Mattinata, dove si ha così cura della formazione del pubblico” commenta Paolo Ponzio, presidente del Teatro Pubblico Pugliese.

“Abbiamo puntato sulle scuole per lanciare il nostro messaggio contro ogni forma di mafia ed è per questo che Teatri di Luce e di Pace, quest’anno, si arricchisce anche di una proposta teatrale dedicata esclusivamente al pubblico del nostro istituto scolastico; la sera, poi, verranno messi in scena gli spettacoli per un pubblico adulto. L’obiettivo è quello, quindi, di coinvolgere tutto il territorio di Mattinata e di renderlo destinatario del messaggio di contrasto ai fenomeni criminali - ha aggiunto Paolo Valente, assessore all’industria turistica del Comune di Mattinata. Il tema prescelto è il mare che, talvolta, può essere pure portatore di crimini, pensiamo alla tratta degli immigrati, e che vedremo sviluppato attraverso le quattro installazioni artistiche che renderanno prezioso il centro, e non solo, di Mattinata. Vi aspettiamo numerosi dal 20 al 23 maggio”, ha concluso l’assessore.

IL PROGRAMMA

20 maggio 2023 ore 21.30 ingresso gratuito - Teatro della Scuola elementare

Installazioni presso Belvedere Monte Saraceno, Chiesa Santa Maria della Luce, Corso Matino, Faro della Legalità

Spettacolo serale: Caporal Minore - compagnia Teatro della Polvere - produzione AVL

Teresa è laureata, ha un dottorato, ha svolto un paio di tirocini importanti, ed è alla ricerca del suo primo lavoro. Dopo numerose risposte negative, ripone le sue ultime speranze in un amico di un amico di un amico, che lavora in un non precisato ufficio. Teresa si presenta senza appuntamento ed è costretta ad attendere che arrivi il suo turno: vedrà passare davanti a lei molti personaggi, e ascolterà le loro storie, partecipando al dramma di precarietà e sfruttamento che caratterizza il lavoratore e l’essere umano moderni.

Caporal minore è uno spettacolo surreale, a tratti grottesco, nel quale fa da padrone il clima di perenne attesa, attesa di un sogno, di un obiettivo, di una realizzazione che non arriva mai. Le voci presenti sul palco sono quelle delle migliaia di vittime del caporalato che, mai come oggi, urlano il bisogno di essere ascoltate.

21 maggio 2023 ore 21.30 ingresso gratuito - Teatro della Scuola elementare

Installazioni presso Belvedere Monte Saraceno, Chiesa Santa Maria della Luce, Corso Matino, Faro della Legalità

Spettacolo serale: Storie di Zhoran - di e con Giuseppe Ciciriello - Produzioni impertinenti

Zingari. Zingari. Zingari: ladri, vagabondi, bugiardi,fratelli del vento... Quante cose si dicono sugli Zingari! E quante storie, quanti miti e quante leggende ci sono sugli Zingari!

Alcuni sostengono che siano stati loro a fabbricare i chiodi della croce di Cristo e che, per questo, la loro genia è maledetta e costretta a viaggiare per l’eternità.

Ma chi maledice? Chi odia? E perché? Cos’è un uomo? La razza? Il pregiudizio? Chi ha creato il mondo? E come? Chi è nato prima, l’uovo o la gallina?

Accompagnato dalla fisarmonica del suo amico Borhat con le melodie, i ritmi e le armonie della tradizione Rom e Balcanica, Zhoran lo Zingaro cerca di rispondere a queste domande raccontando storie. Solo storie, senza pretesa di verità. E con il suo violino narra di come uno zingaro aiutò Dio a creare il mondo; di come uno zingaro vinse il violino al Diavolo; di come gli Zingari si dispersero sulla terra...

Le storie di Zhoran sono la conoscenza della cultura orale che, tramandata di generazione in generazione, è sopravvissuta al tempo e a chi ha sperato di sopprimere la radice.

Lo spettacolo è una narrazione che intreccia racconti, tratti o ispirati dalla tradizione Rom, riscritti o reinventati, come è nella natura del raccontare, intervallandoli con riflessioni filosofiche e ironiche, sulla diversità e sull’uomo. Uno spettacolo sarcastico e divertente che, con leggerezza, forse ci aiuta a chiederci chi è l’altro diverso da noi.

22 maggio 2023 ore 9.30 e 11.30 spettacolo per le scuole

Installazioni presso Belvedere Monte Saraceno, Chiesa Santa Maria della Luce, Corso Matino, Faro della Legalità

Spettacolo per le scuole: Pauli -  compagnia Teatro della Polvere - produzione AVL

2522. In una città futuristica, la vita di tre sorelle viene sconvolta dall'arrivo di una creatura mai vista prima: parla una lingua incomprensibile ed è interamente ricoperta di una strana coltre nera. Scoprono presto che è un ragazzo, sporco e mal ridotto, proveniente dai livelli bassi della città. Non avendo un nome, lo chiamano Pauli. Spinte dalla compassione, le ragazze accolgono in casa Pauli e, tra mille problemi, cercano di educarlo. Col passar del tempo e con lo scambiarsi delle reciproche esperienze, Pauli e le ragazze apprendono il funzionamento dei livelli superiori della città: vivere nel benessere vuol dire produrre scarti e inquinamento, che inevitabilmente si riversano sugli abitanti dei livelli bassi. Pauli e le tre sorelle troveranno un modo per risolvere i problemi che attanagliano la città, grazie alla loro determinazione e all'amore che nutrono verso l'ambiente.

23 maggio 2023 ore 19.30

Installazioni presso Belvedere Monte Saraceno, Chiesa Santa Maria della Luce, Corso Matino, Faro della Legalità

Commemorazione della strage di Capaci

Brevi sinossi delle altre installazioni di Teatri di luce e di pace

MATTINATA 20 21 22 23 MAGGIO 2023

#BluInclusione

HELP 

Piazza Santa Maria della Luce

HEART

  EARTH

    ART

Installazione semi-temporanea di Pasquale Oa

Occupa l’intero spazio di piazza Santa Maria della Luce.

Un enorme testo disegnato a terra. Uno spazio su cui camminare, o in cui poter entrare.

Un testo per comunicare con l’universo, con i satelliti, come un segnale guida per chi osserva dall’alto, o come, una richiesta d’aiuto

ZATTERA

Belvedere Monte Saraceno

Installazione temporanea di Pasquale Oa

in un grande quadrato blu, una zattera solitaria è ferma nel via vai della città.

Dal passeggio quotidiano del belvedere monte saraceno, incastrate sotto la zattera,

s’intravedono due suole di scarpa del colore del mare

MAREA

Corso Matino

Installazione temporanea/sensoriale di Andrea Pontone - AVL

Come passeggiare tra i fondali per immergersi nelle riflessioni più profonde.

Dei filamenti luminosi, (come alta marea) delineano il passaggio verticale dalla superficie agli abissi

Attraversando quella linea immaginaria in cui cambia l’atmosfera, l’aria,la temperatura.

L’allestimento prevede dei vaporizzatori che dall’alto sono rivolti verso il passeggio principale del centro storico.

PER UN MARE CALMO

Faro della Legalità

Video installazione a cura dell’Accademia di Belle Arti di Foggia.

Di lei ne abbiamo già parlato. In un’intervista esclusiva rilasciata alla nostra redazione nel giugno del 2021, Simona Lapomarda, 33enne natìa manfredoniana ma mattinatese da sempre, ha dovuto emigrare in Spagna per rincorrere un sogno, diventato realtà: gioca al calcio, nella categoria femminile delle professioniste e allo stesso tempo lavora per vivere.

Un sogno, che nel tempo, ha assunto varie sfaccettature, sempre altruiste. Difatti vorrebbe fare calcio nella sua Mattinata per il sociale, aiutare i più bisognosi, chi è oppresso e costretto a vivere ai margini, spesso controllati dalla malavita con i loro mezzi, strumenti, persecuzioni. Ma è anche voglia di libertà di vivere senza veli, di amare e, chissà un giorno, diventare famiglia.

Simona è questo, una donna libera, ma in Spagna. Vorrebbe farlo in Italia, senza pregiudizi. «Oggi sono una Simona più forte di prima. La vita mi ha cambiata. Desideravo figli e un marito pero a 23 anni ho scoperto il mio più grande amore verso una donna. Ho sofferto fisicamente il mio cambiamento, però non ho mai avuto paura di viverlo» scandisce a gran voce Simona.

Un libro è ciò che ha scelto per rivoluzionare la sua già rivoluzionata vita, tutto autobiografico, raccontandosi e chiedendo aiuto a chi come lei crede nel ribaltare situazioni per viver meglio, bene e in legalità. Appunto, legalità, un punto fermo di Simona, sempre presente in lei e verso chi si è proposta. Quella legalità che tanto potrebbe far bene in aree garganiche oggi oggetto di prime pagine per cronache violente, di abusi e soprusi, di ghettizzazione e giudicanti a prescindere.

Il dolore di oggi sarà la vittoria di domani” (Europa Edizioni – Collana Chronos) il titolo del suo libro, che nella prefazione scrive: “Questa unica, semplice frase racchiude in breve tutta la vita di Simona. Costretta a sgomitare e a farsi largo attraverso una vita costellata di ostacoli all’apparenza insormontabili, è sempre riuscita a superare qualsiasi difficoltà facendo tesoro delle sue esperienze, con gli occhi sempre puntati verso il suo grande sogno, ovvero quello di diventare una calciatrice professionista. Attraverso società di calcio senza scrupoli e personaggi spregiudicati, ma sempre con il costante aiuto e appoggio dei suoi affetti familiari – mamma e sorelle su tutti Simona è riuscita a piccoli passi a trovare il suo posto nel mondo. In un viaggio alla ricerca di sé, della sua sessualità e dei suoi sogni, le volte in cui è arrivata a mettersi in discussione non sono di certo mancate. Ciononostante, più che delle sconfitte, le ha sempre considerate tanti, nuovi tasselli necessari per il raggiungimento del suo obiettivo. Perché se c’è una cosa che la vita le ha insegnato è proprio questa: avere il coraggio di affrontare qualsiasi difficoltà senza mai rinunciare a sé stessi”.

L’autobiografia verrà presentata sabato 03 giugno 2023, alle ore 20, a Mattinata nel viale della chiesa, all’aperto, come è lei, libera da vincoli. È un libro che parla alla gente.

Fervono i preparativi per la quarta edizione di Scapp - Il Festival dei Colori. Dopo tre anni di stop a causa della pandemia, la festa più colorata del Gargano riaccende i motori.

L’evento, organizzato dal Circolo Ricreativo Culturale OASIS, patrocinato e sostenuto dal Comune di Mattinata, si terrà nei giorni 23 - 24 - 25 luglio 2023. Il festival quest’anno si arricchisce di una sorta di un’anteprima dell’evento stesso che si svolgerà il 16 luglio con musica ed happy hour che partiranno dalle spiagge di Mattinata per poi proseguire lungo le vie del centro cittadino. Quattro giorni di spettacoli, mercatini, installazioni artistiche, luminarie ed eventi di ogni genere che coloreranno le vie del centro di Mattinata.

Grande attesa per la Corsa dei Colori che si terrà il 23 luglio e che permetterà a famiglie, giovani, meno giovani e bambini di immergersi nella magia dei colori.

Musica, cultura ed enogastronomia incorniciano il tutto per una di festa davvero suggestiva che si propone di accendere i riflettori sulla Farfalla Bianca del Gargano e sulle mille peculiarità cromatiche della Montagna del Sole.

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